No a restrizioni generalizzate sugli affitti brevi e maggiore attenzione alla differenza tra piccoli proprietari e grandi operatori immobiliari. È la posizione ribadita da MyGuestFriend, associazione fiorentina che riunisce circa 500 piccoli proprietari e operatori della ricettività extra alberghiera, ricevuta dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi insieme alle altre associazioni del settore.
Al centro dell’incontro anche la proposta europea sulla proprietà immobiliare e, in particolare, il nuovo Affordable Housing Act presentato dalla Commissione europea il 9 settembre. “Ho incontrato oggi le associazioni più rappresentative del turismo e della ricettività collegata agli affitti brevi. Ho raccolto la loro profonda preoccupazione sulla proposta di regolamento del settore da parte della Commissione europea” ha detto Mazzi al termine del confronto.
Secondo il ministro, il documento “da un lato parrebbe minacciare il ceto medio d’Europa colpendo la piccola proprietà immobiliare, in particolare quella degli italiani, dall’altro non sembra portare alcun beneficio evidente al turismo e ai turisti, e nemmeno ai residenti”.
La proposta europea, va ricordato, non è ancora una normativa in vigore. Il testo dovrà infatti proseguire il proprio iter legislativo. L’Affordable Housing Act punta a fornire agli Stati membri, alle Regioni e ai Comuni un quadro comune per intervenire nelle aree caratterizzate da forte pressione abitativa, anche attraverso misure sugli affitti brevi.
Le eventuali restrizioni dovrebbero però essere mirate e giustificate: prima di introdurle, le autorità dovrebbero dimostrare che gli affitti brevi hanno prodotto per almeno tre anni un effetto significativo sulla disponibilità o sull’accessibilità delle abitazioni e che misure meno restrittive non sarebbero altrettanto efficaci. È proprio sul rischio di interventi indistinti che si concentra la posizione di MyGuestFriend.
“Siamo contrari a provvedimenti generalizzati dell’Unione europea – spiega il presidente dell’associazione Giovanni Bronzetti –. I nostri soci sono piccoli proprietari, non grandi gruppi immobiliari. Per molti la seconda casa rappresenta il frutto dei risparmi di una vita e, in alcuni casi, una vera e propria pensione integrativa. Il mattone è sempre stato una delle principali forme di risparmio delle famiglie italiane”.
L’associazione chiede quindi che eventuali nuove regole tengano conto delle diverse realtà territoriali e della dimensione effettiva del fenomeno, evitando di mettere sullo stesso piano chi mette a reddito una seconda casa e chi opera invece attraverso grandi patrimoni immobiliari.
Una distinzione che, secondo MyGuestFriend, è stata evidenziata anche dall’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Firenze Jacopo Vicini, che ha posto l’accento sulla necessità di distinguere tra chi utilizza una seconda casa come integrazione del proprio reddito e chi opera con logiche di grande rendita immobiliare.
“È una distinzione che non può rimanere soltanto nelle dichiarazioni, ma deve tradursi in criteri chiari e verificabili – sottolinea Bronzetti –. Le famiglie che rappresentiamo sono in larga parte piccoli proprietari, per i quali la seconda casa è un’eredità o rappresenta il futuro dei figli. Sono proprio loro ad avere interesse affinché questa differenza venga riconosciuta anche dalle regole, perché sarebbero tra i più esposti se le nuove norme trattassero allo stesso modo realtà profondamente diverse”.
Da qui la richiesta di essere coinvolti nel lavoro che il Comune di Firenze sta avviando sull’analisi dei dati. “Chiediamo di essere coinvolti fin da subito nel lavoro tecnico che il Comune sta avviando sull’analisi dei dati”, aggiunge Bronzetti.
“Il tema della casa e quello delle locazioni brevi sono collegati, ma non possono essere sovrapposti automaticamente – continua –. Prima di introdurre nuove limitazioni è necessario valutare i dati, le caratteristiche dei diversi territori e gli effetti concreti delle misure già adottate”.
Per l’associazione, inoltre, se l’obiettivo è aumentare il numero di abitazioni disponibili per l’affitto residenziale, il tema non può essere affrontato soltanto dal lato delle restrizioni agli affitti brevi. Secondo MyGuestFriend occorre intervenire anche sulle garanzie per i proprietari.
“Se vogliamo che sempre più proprietari mettano le proprie case sul mercato degli affitti residenziali, dobbiamo creare le condizioni perché si sentano tutelati. Oggi ci sono proprietari che, in caso di morosità, possono trovarsi per mesi o anche più a lungo nell’impossibilità di rientrare in possesso dell’immobile. È un elemento che incide sulle scelte di chi deve decidere come utilizzare il proprio patrimonio”.
L’associazione guarda anche ai dati del mercato immobiliare fiorentino. Nel secondo trimestre del 2026, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, le compravendite residenziali a Firenze sono diminuite dell’8,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.
“A Firenze gli effetti della regolamentazione si stanno già misurando in un mercato immobiliare che mostra segnali da osservare con attenzione – sostiene Bronzetti –. Se vogliamo affrontare davvero il problema abitativo dobbiamo aumentare l’offerta di case, ma anche tutelare chi decide di metterle a disposizione. Residenti e piccoli proprietari non sono categorie contrapposte: abbiamo lo stesso interesse a mantenere vive le città”.
La richiesta di MyGuestFriend è quindi quella di proseguire il confronto con le istituzioni, sia a livello europeo sia locale, evitando automatismi e puntando su regole proporzionate alle diverse realtà territoriali.
“Siamo disponibili a discutere di regole, controlli, legalità e sostenibilità – conclude Bronzetti –. Ma se si vuole che i proprietari scelgano l’affitto residenziale, bisogna anche garantire loro strumenti efficaci e tempi certi in caso di morosità. Altrimenti il rischio è intervenire sulla domanda senza aumentare realmente l’offerta”.
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