C’è una comunicazione che genera più confusione di un rigetto: “domanda ammessa, non finanziata per esaurimento delle risorse”. L’impresa ha fatto tutto bene, il progetto è valido, il punteggio basta, e il contributo non arriva. Da lì partono due domande, e la seconda è quella che costa: quando scorre la graduatoria, e nel frattempo posso far partire l’investimento?
Qui trovi come funziona davvero lo scorrimento, da dove arrivano le risorse che liberano posizioni, fino a quando una graduatoria può muoversi e come si decide se avviare le spese mentre si aspetta. Con un avvertimento subito: essere ammessi e non finanziati non è un diritto al contributo, è un’aspettativa, e va gestita come tale nel piano di cassa. Nessuna norma dice il contrario: il Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025, art. 13) lascia al bando forma e contenuti dell’atto di ammissione, e un avviso come l’ISI dell’INAIL chiede a chi è in posizione utile di perfezionare la domanda a pena di decadenza prima ancora di parlare di concessione.
In sintesi, cosa sapere in 30 secondi
- Lo scorrimento non è automatico: serve sempre un provvedimento dell’ente, e dipende dalle risorse che si liberano.
- Le risorse arrivano da tre fonti: rinunce, decadenze per documenti non caricati, economie di progetto (a cui a volte si aggiunge un rifinanziamento).
- La graduatoria ha un limite, fissato dall’avviso: una data di validità oppure un evento, come la pubblicazione degli elenchi definitivi, dopo il quale non scorre più.
- Avviare l’investimento nel frattempo è possibile solo se il bando ammette l’avvio dopo la domanda, e resta a rischio dell’impresa.
- Primo passo utile: accesso agli atti per verificare punteggio e posizione, entro tempi compatibili con i 60 giorni per il ricorso.
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I quattro esiti possibili, e cosa comportano
| Esito | Cosa significa | Cosa puoi fare | Termine da rispettare |
|---|---|---|---|
| Ammessa e finanziata | Il contributo è assegnato, restano gli adempimenti | Accettare, avviare, rendicontare | Quelli del provvedimento di concessione |
| Ammessa non finanziata | Requisiti e punteggio ci sono, le risorse no | Restare in graduatoria, monitorare lo scorrimento, valutare alternative | Il limite fissato dall’avviso: una data di validità o un evento (nell’ISI, la pubblicazione degli elenchi definitivi) |
| Esclusa per motivi formali | Documentazione o requisiti procedurali | Verificare se l’ente ha attivato il soccorso istruttorio del Codice degli incentivi, istanza di riesame, eventuale ricorso | 60 giorni per il ricorso al TAR; per il riesame vale il termine dell’avviso (nell’ISI, 10 giorni dal preavviso di rigetto) |
| Esclusa nel merito | Punteggio sotto la soglia minima prevista dall’avviso | Verificare i criteri applicati, ripresentare alla finestra successiva | 60 giorni per il ricorso sul punteggio |
La seconda riga è quella meno compresa. Non è un rigetto, non è una concessione: è una posizione in fila, il cui valore dipende interamente da quanti posti si libereranno davanti.
La terza riga dal 2026 ha una tutela in più. Il Codice degli incentivi, all’art. 14, obbliga l’ente che durante l’istruttoria ha bisogno di documenti, dati o chiarimenti in più a chiederli per iscritto, assegnando un termine: se una domanda è stata esclusa per una carenza sanabile senza quella richiesta, è il primo punto da contestare nel riesame. Restano insanabili tre cose: le omissioni che rendono incerta l’identità del proponente, i documenti che il bando chiede a pena di inammissibilità con clausola univoca, e l’invio con modalità diverse da quelle previste.
Da dove arrivano le risorse che fanno scorrere la fila
Le posizioni si liberano per tre motivi, e conoscerli aiuta a stimare la probabilità reale invece di aspettare al buio.
- Rinunce volontarie. Imprese che nel frattempo hanno cambiato piano, non hanno più bisogno dell’investimento o non riescono a sostenere la quota a proprio carico.
- Decadenze per adempimenti mancati. È la fonte meno conosciuta, e spesso la principale: chi è in posizione utile deve completare la domanda caricando la documentazione entro un termine perentorio, e una parte non lo fa in tempo o carica documenti incompleti. Quante siano, lo dicono solo gli elenchi definitivi: nessun ente pubblica statistiche aggregate sulle decadenze, quindi il numero si legge atto per atto, non si stima a memoria.
- Economie di progetto, e a volte un rifinanziamento. Progetti che costano meno del previsto liberano risorse residue. Che l’ente destini una nuova dotazione alla graduatoria esistente invece di pubblicare un nuovo avviso è una scelta che va letta nell’atto, caso per caso: nell’ISI, per esempio, non esiste, e l’unico meccanismo di riallocazione è la redistribuzione dei residui tra gli elenchi regionali dello stesso asse prima degli elenchi definitivi (art. 4 dell’avviso), approvata con determina del Direttore centrale prevenzione.
Il bando ISI dell’INAIL è un esempio utile perché rende visibile il meccanismo, con una precisazione: l’ISI ordina per orario di invio e non per punteggio, ma il punteggio c’è comunque: serve a superare la soglia di ammissibilità, e chi resta sotto non entra in nessun elenco, e la posizione in fila dipende dall’orario registrato dallo sportello informatico. Quando le domande superano le risorse, gli elenchi cronologici pubblicati dopo il click day distinguono le domande in posizione utile (S), quelle subentrate grazie alle esclusioni (S-REC) e quelle provvisoriamente non ammesse per carenza di fondi (N). Nell’edizione 2025 il click day del 24 giugno 2026 ha riguardato solo l’Asse 5, quello agricolo, che non trattiamo: per gli Assi 1.1, 1.2, 2, 3 e 4 le risorse hanno coperto tutte le domande, confluite negli elenchi No Click Day dove ogni domanda è in posizione utile. Le imprese in posizione utile devono poi perfezionare la domanda caricando il Modulo A e la documentazione entro il termine comunicato con gli elenchi, a pena di decadenza, e chi non lo fa lascia il posto a chi segue negli elenchi definitivi. Dopo gli elenchi definitivi l’avviso esclude ogni ulteriore scorrimento (art. 4).
Per un’impresa non agricola, quindi, quest’anno sull’ISI la fila non esiste: se la tua domanda è negli elenchi No Click Day sei già in posizione utile, e l’unico modo di perdere la posizione, prima ancora della verifica nel merito, è non caricare Modulo A e documentazione entro il termine. Non è un’incognita, è un adempimento con una data. Come si leggono gli stati degli elenchi e cosa fare in ciascuno lo abbiamo messo nella guida su graduatorie ed esiti del click day del bando ISI.
| Passaggio dell’ISI 2025 | Data | Cosa cambia per chi è in elenco |
|---|---|---|
| Pubblicazione degli elenchi No Click Day (Assi 1.1, 1.2, 2, 3 e 4) | 3 giugno 2026 | Tutte le domande in posizione utile; da quel giorno si carica la documentazione |
| Click day (solo Asse 5) | 24 giugno 2026, dalle 11:00 alle 11:20 | Ordine per orario di invio; elenchi provvisori pubblicati il 3 agosto 2026 con gli stati S, S-REC e N |
| Scadenze originarie del caricamento | 9 settembre 2026 (elenchi No Click Day) e 15 ottobre 2026 (elenchi Click Day) | Superate dalla proroga: non sono più i termini vigenti |
| Termine unico prorogato (avviso INAIL dell’8 settembre 2026) | 26 ottobre 2026, ore 18:00 | Vale per entrambi gli elenchi; chi sfora riceve la decadenza via PEC entro 10 giorni e ha 5 giorni per l’istanza di revoca |
| Elenchi definitivi (ammissibili, decadute, subentrate) | In aggiornamento: prossimo aggiornamento del calendario entro il 26 ottobre 2026 | Dopo la pubblicazione nessun altro scorrimento |
Il calendario è quello letto sulla pagina INAIL l’11 settembre 2026. L’Istituto si è riservato nell’avviso (art. 14.1) la facoltà di riaprire la procedura di caricamento, anche in base alla percentuale di domande perfezionate: la pagina va ricontrollata a ridosso di ogni scadenza, non il giorno dopo.
Consiglio operativo. Se sei in posizione non finanziata, segna sul calendario le date in cui scadono gli adempimenti di chi ti precede: è il momento in cui la graduatoria si muove. Sul bando ISI 2025, per esempio, il caricamento della documentazione è aperto dal 3 giugno 2026 per gli elenchi No Click Day (Assi da 1 a 4) e dal 3 agosto 2026 per gli elenchi Click Day (Asse 5), e l’INAIL l’8 settembre 2026 ha prorogato e unificato la scadenza alle ore 18:00 del 26 ottobre 2026. Solo dopo quella data l’Istituto comunica le decadenze e pubblica gli elenchi definitivi con i subentri: è lì che si vede lo spazio reale per lo scorrimento. Date verificate sulla pagina INAIL all’11 settembre 2026; il calendario viene aggiornato dall’Istituto entro il 26 ottobre 2026.
Quanto vale davvero la tua posizione
Prima di aspettare mesi conviene fare una stima, e i dati per farla si ottengono con l’accesso agli atti (legge 241/1990, artt. 22 e seguenti): dotazione complessiva, importo assorbito dalle domande finanziate, numero di posizioni davanti alla tua, importo medio richiesto. Da questi quattro numeri si ricava quanta capienza servirebbe per arrivare a te. Nell’ISI sono già pubblici senza istanza: gli elenchi riportano importo richiesto e importo del progetto per ogni domanda, e l’allegato sulle risorse economiche la dotazione per regione e asse.
Un esempio rende l’idea, e mostra anche l’errore più facile da commettere. Se tra le ammesse non finanziate davanti a te ci sono 40 domande con un importo medio di 80.000 euro, servono 3,2 milioni di euro per arrivare alla tua posizione. Le risorse che si liberano, però, si stimano sull’importo assorbito dalle domande finanziate, non su quei 3,2 milioni: se le domande finanziate valgono, poniamo, 3,2 milioni e le decadenze storiche su quel bando si aggirano sul 10%, l’attesa realistica è che si liberino circa 320.000 euro, sufficienti per quattro posizioni da 80.000 euro, non per quaranta. In quel caso la risposta onesta è che la graduatoria non arriverà mai a te, e il piano va costruito su un’altra misura.
Il denominatore cambia tutto, e conviene vederlo su tre ipotesi con la stessa fila di 40 domande da 80.000 euro davanti a te.
| Ipotesi (numeri di esempio) | Importo delle domande finanziate | Risorse liberate con decadenze al 10% | Posizioni da 80.000 euro che scorrono |
|---|---|---|---|
| Dotazione piccola | 1,6 milioni di euro | 160.000 euro | 2 |
| Dotazione pari alla fila | 3,2 milioni di euro | 320.000 euro | 4 |
| Dotazione grande | 8 milioni di euro | 800.000 euro | 10 |
In tutte e tre le ipotesi la quarantunesima posizione resta fuori. L’attesa ha senso solo se sei tra le prime due, quattro o dieci in fila, a seconda di quanto è grande il finanziato: chi è terzo con 240.000 euro davanti aspetta con ragione anche nell’ipotesi centrale, chi è ventesimo non aspetta in nessuna. La percentuale di decadenze è il numero che non trovi nel bando: si ricava confrontando elenchi provvisori e definitivi delle edizioni precedenti, e dove quella serie non esiste la stima è al buio e va dichiarata come tale.
La decisione difficile: avviare l’investimento mentre aspetti
È il punto in cui si prendono le decisioni peggiori. La regola da cui partire è che nei regimi in esenzione l’agevolazione richiede l’effetto incentivante (Reg. UE 651/2014, art. 6, par. 2): la domanda scritta deve precedere l’avvio dei lavori, non la concessione. Quindi, se il bando lo consente espressamente, un’impresa in graduatoria può iniziare a spendere senza perdere l’ammissibilità delle spese, perché la domanda è già stata presentata. Quali profili temporali valgano per ogni misura lo decide il bando, come prevede il Codice degli incentivi (art. 11, comma 1).
Il rischio non è quindi normativo, è finanziario: se lo scorrimento non arriva, l’investimento resta interamente a carico dell’impresa. La decisione va presa con una matrice, non a sensazione.
| Condizione | Se è vera | Se è falsa |
|---|---|---|
| L’avviso ammette l’avvio delle spese dopo la presentazione della domanda | Puoi avviare senza perdere l’ammissibilità delle spese | L’avvio anticipato rende inammissibile la spesa e, quando l’avviso tratta la data di avvio come requisito del progetto, fa saltare l’intero programma: aspetta |
| L’investimento ha un ritorno che regge anche senza contributo | Avvia, e tratta il contributo come eventuale bonus | Non avviare: stai finanziando un progetto che non sta in piedi |
| La stima delle risorse liberabili copre la tua posizione | L’attesa è ragionevole, valuta di aspettare l’esito | Cerca una misura alternativa, la fila non arriva |
| Esiste una scadenza di mercato (fornitore, commessa, incentivo fiscale) | Il costo dell’attesa è alto: pesa nel calcolo | Puoi permetterti di aspettare l’esito |
C’è poi un elemento che nel 2026 sposta spesso l’ago: sull’investimento in beni strumentali esistono canali che non dipendono da una graduatoria. La Nuova Sabatini è un contributo in conto impianti pari agli interessi calcolati in via convenzionale su un finanziamento quinquennale, a sportello e rifinanziata dalla legge di bilancio 2026 con 200 milioni per il 2026 e 450 per il 2027. L’iperammortamento 2026 è una maggiorazione fiscale del costo dei beni (180%, 100% e 50% per scaglioni di investimento, per acquisti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028) che non passa da una graduatoria ma non è nemmeno automatico: richiede la comunicazione preventiva al GSE, la conferma entro 60 giorni dall’esito con l’acconto del 20 per cento e la comunicazione di completamento entro il 15 novembre 2028 (DM 7 maggio 2026, art. 3), e chi salta un passaggio non perfeziona il beneficio. Chi è fermo in una graduatoria incerta spesso ha davanti una strada praticabile subito, e vale la pena confrontarla con l’attesa: il quadro è nella guida ai bandi macchinari tra Nuova Sabatini e alternative regionali.
Cosa fare subito, in ordine
- Leggi l’avviso nella parte su graduatoria e scorrimento. Se prevede una validità o un evento finale (nell’ISI, la pubblicazione degli elenchi definitivi), quello è il limite oltre il quale la posizione non vale più nulla.
- Presenta istanza di accesso agli atti per ottenere la scheda di valutazione, il punteggio attribuito voce per voce e la posizione. Se in trenta giorni non arriva nulla, la richiesta si intende respinta (legge 241/1990, art. 25, comma 4) e si apre la strada del TAR o del difensore civico: tieni la prova della data di invio.
- Verifica il punteggio. Due controlli: che ogni premialità dichiarata e documentata sia stata attribuita, e che i criteri applicati siano quelli pubblicati nell’avviso. Se il punteggio corretto ti porta in posizione utile, il ricorso ha un senso concreto.
- Chiedi per iscritto all’ente se sono previsti scorrimenti e con quale cadenza. La risposta, anche interlocutoria, entra nel fascicolo.
- Nel frattempo tieni valida la documentazione: DURC, visura, preventivi. Uno scorrimento che arriva mesi dopo può trovare preventivi scaduti, e la sostituzione va gestita nei limiti che il bando consente: è il bando, per il Codice degli incentivi (art. 6, comma 1, lettera h), a disciplinare le variazioni dopo l’ammissione.
Attenzione ai preventivi. Se lo scorrimento arriva molto dopo, i prezzi sono cambiati e i fornitori non tengono le condizioni. Chiedi ai fornitori una validità lunga già in fase di domanda, e quando scade fatti confermare per iscritto la nuova quotazione: nella rendicontazione la coerenza tra preventivo presentato e fattura pagata è uno dei primi controlli.
Il ricorso ha senso solo in tre casi
Contro una graduatoria si può ricorrere al TAR entro 60 giorni (codice del processo amministrativo, art. 29), che decorrono dalla notifica o comunicazione individuale oppure, per gli atti soggetti a pubblicazione, dalla scadenza del periodo di pubblicazione (art. 41, comma 2); in alternativa c’è il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni (DPR 1199/1971, art. 9). La valutazione va fatta a freddo. Ha senso quando:
- Il punteggio è stato calcolato male e il ricalcolo ti porta in posizione finanziabile. È il caso più solido, perché si dimostra con gli atti.
- Sono stati applicati criteri non previsti dall’avviso, oppure è stata applicata una griglia diversa da quella pubblicata.
- Sono state ammesse domande che non avevano i requisiti e la loro esclusione ti farebbe salire. Qui serve conoscere le posizioni altrui, e l’accesso agli atti diventa decisivo.
Non ha senso, invece, ricorrere contro una valutazione discrezionale motivata, o contro l’esaurimento delle risorse in sé. Se l’esito è un rigetto e non una posizione in fila, viene prima di tutto il termine per le osservazioni sul preavviso di rigetto, che nell’ISI è di 10 giorni dalla comunicazione (art. 19 dell’avviso): come muoversi in quella finestra è nella guida su cosa fare quando la domanda di contributo è respinta. La giurisdizione, i termini e le strade praticabili nei casi di esclusione e revoca sono nel nostro approfondimento su cosa fare quando una domanda salta e chi risponde dell’errore.
Il piano B mentre aspetti
Restare in graduatoria non impedisce di lavorare su altri canali, a due condizioni: che non si sovrappongano sulle stesse spese e che il cumulo resti entro l’intensità massima consentita dal regime applicabile (per gli aiuti in esenzione, Reg. UE 651/2014, art. 8). La verifica si fa sulla posizione aiuti dell’impresa, e va fatta prima: l’ISI, per esempio, chiede al beneficiario di controllare nel Registro Nazionale Aiuti la registrazione dell’aiuto e l’eventuale variazione dell’importo concesso (art. 19 dell’avviso). Come si legge la propria posizione lo spieghiamo nell’approfondimento sul Registro Nazionale Aiuti e la visura aiuti.
Le tre strade che di solito hanno senso in parallelo sono: una misura a sportello sullo stesso investimento, ma su spese diverse; una misura fiscale che non passa da una graduatoria, tenendo presente che l’iperammortamento ha comunque i suoi adempimenti verso il GSE; una finestra successiva dello stesso bando, se prevista, presentando un progetto migliorato sui criteri dove hai perso punti. Per scegliere la prima delle tre parti dall’elenco aggiornato dei bandi a fondo perduto aperti adesso, con scadenze e click day.
Domande frequenti su graduatorie e scorrimento
Se sono in graduatoria ho diritto al contributo?
No. Essere ammessi e non finanziati significa avere i requisiti e il punteggio, ma non un diritto all’erogazione: lo scorrimento richiede sempre un provvedimento dell’ente e dipende dalla disponibilità di risorse. Nel piano di cassa va trattato come un’ipotesi, non come un incasso.
Quanto dura una graduatoria?
Lo stabilisce l’avviso. Alcuni bandi indicano una validità espressa in mesi dall’approvazione, altri legano lo scorrimento alle sole risorse che si liberano entro un momento preciso: l’ISI, per esempio, esclude ogni scorrimento dopo la pubblicazione degli elenchi definitivi (art. 4 dell’avviso). Il Codice degli incentivi non fissa una durata standard e rinvia al bando (art. 13). Se l’avviso tace, conviene chiederlo per iscritto all’ente e conservare la risposta.
Posso ordinare i macchinari mentre aspetto lo scorrimento?
Se l’avviso ammette l’avvio delle spese dopo la presentazione della domanda, sì, e le spese restano ammissibili in caso di scorrimento. Ma il rischio finanziario è tuo: se lo scorrimento non arriva, il costo resta interamente a carico dell’impresa. Va deciso guardando la sostenibilità dell’investimento senza contributo. Se invece l’avviso fissa l’avvio dopo la concessione, l’ordine anticipato compromette la spesa e, dove la data di avvio è un requisito del progetto, l’intero programma.
Sono negli elenchi No Click Day dell’ISI 2025: sono a rischio?
Solo per un motivo: il mancato caricamento. Negli elenchi No Click Day ogni domanda è già in posizione utile, e la posizione si perde soltanto se Modulo A e documentazione non vengono caricati entro le ore 18:00 del 26 ottobre 2026. Chi sfora riceve la comunicazione di decadenza via PEC entro 10 giorni dalla scadenza e ha 5 giorni per un’istanza di revoca motivata, che l’avviso accoglie solo per oggettive difficoltà operative (art. 18). Dopo viene la verifica tecnico amministrativa, che riguarda il merito della domanda, non la posizione.
Se rinuncio, perdo la possibilità di ripresentare?
Di regola no, ma alcuni avvisi pongono condizioni legate alle edizioni precedenti: l’ISI, per esempio, esclude dagli Assi 1.1, 2, 3, 4 e 5 chi ha ottenuto un provvedimento di concessione in una delle tre edizioni precedenti (ISI 2022, 2023 e 2024), mentre la concessione ottenuta su progetti per l’adozione di modelli organizzativi non è causa di esclusione, a meno che vi rinunci integralmente via PEC prima della nuova domanda (art. 7 dell’avviso, requisiti e condizioni di ammissibilità). È una clausola da leggere prima di scegliere tra lasciar scadere i termini e formalizzare una rinuncia.
Lo scorrimento mi arriva con lo stesso importo richiesto?
Dipende da come l’avviso tratta l’ultima domanda che entra. L’ISI ammette le domande in ordine fino alla capienza della dotazione, senza prevedere un finanziamento parziale dell’ultima; altri avvisi possono prevedere che le risorse residue coprano un contributo ridotto, e allora l’impresa deve decidere se accettare rimodulando il progetto. Se la rimodulazione è ammessa va autorizzata dall’ente nei limiti che il bando fissa per le variazioni (Codice degli incentivi, art. 6, comma 1, lettera h) e non può snaturare l’intervento presentato.
Come faccio a sapere se ci sono state decadenze?
Dagli elenchi definitivi, dove l’ente li pubblica: nell’ISI contengono le domande ammissibili definitivamente, quelle decadute per mancato invio del Modulo A e della documentazione, quelle subentrate in posizione utile e quelle definitivamente non ammesse per carenza di fondi (artt. 14.1 e 15 dell’avviso). Se il bando che ti riguarda non pubblica un elenco aggiornato, l’istanza di accesso è lo strumento: chiedi l’elenco delle domande ammesse dopo le decadenze e l’importo residuo della dotazione.
Come tratto in bilancio una domanda ammessa ma non finanziata?
Non la iscrivi. Un contributo in conto impianti si rileva quando esiste la ragionevole certezza che le condizioni per riconoscerlo siano soddisfatte e che verrà erogato, cioè quando è acquisito sostanzialmente in via definitiva (principio contabile OIC 16, paragrafo 87): prima del provvedimento di concessione non c’è né un credito verso l’ente né un ricavo da riscontare. Se hai avviato l’investimento mentre aspetti, il cespite si ammortizza sul suo costo pieno, e il contributo, se e quando arriva, entra con uno dei due metodi dello stesso principio (a riduzione del costo, oppure in A5 con risconti passivi). La posizione in fila sta nel piano di cassa, non in bilancio.
Conviene ripresentare la stessa domanda alla finestra successiva?
Sì, se hai capito dove hai perso punti e puoi migliorare quel profilo: qualità del progetto, premialità documentabili, coerenza dei preventivi. Ripresentare identico un progetto che è arrivato appena sotto la soglia ha invece senso solo se la dotazione della nuova finestra è più capiente.
La regola da tenere
Una posizione in graduatoria è un’opzione, non un incasso. Vale quanto la probabilità che si liberi capienza davanti a te, e quella probabilità si stima con dati che puoi ottenere in trenta giorni. Chi fa quella stima decide in modo razionale se aspettare, se avviare comunque o se cambiare strada. Chi non la fa aspetta un anno e poi ricomincia da zero, con i preventivi scaduti e la stessa esigenza di prima.
Il quadro procedurale generale, compresi i termini per l’accesso agli atti e la partecipazione al procedimento, è definito dalla legge 241 del 1990, mentre lo stato aggiornato di una misura nazionale come il bando ISI si verifica sulla pagina INAIL dedicata, che all’11 settembre 2026 riportava il termine unico del 26 ottobre 2026 e gli elenchi definitivi in aggiornamento.
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