Bonus 2026: tutte le agevolazioni poco conosciute che rischiamo di perdere


Bonus 2026, quali rischiamo di perdere





Fonte: Getty Images

Ogni anno vengono confermati o introdotti bonus, detrazioni e agevolazioni che possono alleggerire alcune spese familiari, ma non sempre queste misure sono facili da individuare. Alcune si attivano solo con un Isee aggiornato, altre passano dalla dichiarazione dei redditi, mentre in altri casi è necessario rispettare requisiti e scadenze precise.

Per questo può succedere di avere diritto a un aiuto senza utilizzarlo. Nel 2026 restano attive diverse agevolazioni poco conosciute, legate alle bollette, all’affitto, alla Tari e ad alcune spese quotidiane, che vale la pena controllare per capire quali possiamo effettivamente sfruttare.

Bonus sociali 2026, l’Isee può sbloccare anche lo sconto sulla Tari

Quando parliamo di agevolazioni legate all’Isee, pensiamo soprattutto ai sostegni più conosciuti. In realtà, una DSU valida può permetterci di ottenere anche i bonus sociali per luce, gas, acqua e rifiuti, senza dover presentare una domanda per ogni singola misura.

Dal 1° gennaio 2026 la soglia ordinaria per accedere ai bonus sociali è salita a 9.796 euro di Isee. Per le famiglie con almeno quattro figli a carico resta invece la soglia di 20.000 euro. Tra gli aiuti meno conosciuti c’è il bonus sociale rifiuti, che riconosce uno sconto del 25% sulla Tari o sulla tariffa corrispettiva. Il beneficio viene attribuito attraverso il sistema automatico collegato alla DSU. Questo significa che, se rientriamo nei requisiti, non dobbiamo presentare una domanda specifica per lo sconto. Dobbiamo però avere un Isee valido, perché senza una DSU aggiornata il sistema non può verificare la nostra situazione economica.

Bonus affitto giovani, una detrazione fino a 2.000 euro

Tra le agevolazioni che possiamo facilmente dimenticare c’è anche il bonus affitto giovani. La misura riguarda chi ha un’età compresa tra 20 e 31 anni non compiuti e prende in affitto un’abitazione, o anche solo una parte, da utilizzare come propria residenza.

Per accedere alla detrazione dobbiamo avere un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro. Il beneficio corrisponde al 20% del canone di locazione, entro i limiti previsti dalla normativa, e può arrivare fino a 2.000 euro all’anno.

La detrazione può essere utilizzata per i primi quattro anni di locazione, a condizione che continuiamo a rispettare i requisiti. L’abitazione presa in affitto deve inoltre essere diversa dalla casa principale dei genitori o delle persone alle quali siamo eventualmente affidati. Non si tratta di un contributo versato direttamente sul conto corrente. Il vantaggio si recupera attraverso la dichiarazione dei redditi, ed è quindi importante indicare correttamente il contratto e le informazioni richieste.

Spese veterinarie, quanto possiamo recuperare nel 730

Anche le spese veterinarie possono darci diritto a una detrazione fiscale. Possiamo recuperare il 19% della parte di spesa che supera la franchigia di 129,11 euro, entro il limite massimo previsto dalla normativa.

Rientrano nel beneficio le spese veterinarie ammesse fiscalmente e documentate in modo corretto. Per questo dobbiamo conservare fatture, ricevute e documenti di pagamento utili in sede di dichiarazione dei redditi.

Quando richiesto, il pagamento deve essere anche tracciabile, ad esempio tramite carta, bancomat o bonifico. Non siamo quindi davanti a un bonus da richiedere tramite un portale, ma a una detrazione che possiamo utilizzare nel 730 o nella dichiarazione dei redditi.

È proprio questa differenza a rendere l’agevolazione meno evidente. Se non inseriamo la spesa correttamente nella dichiarazione, rischiamo infatti di rinunciare a un beneficio fiscale che ci spetta.

Isee 2026, perché conviene averlo aggiornato

Il punto comune a molte agevolazioni è l’Isee aggiornato. Per ottenerlo dobbiamo presentare la DSU all’INPS, direttamente online oppure attraverso un CAF, e l’attestazione resta valida fino al 31 dicembre dell’anno in cui viene presentata.

Senza un Isee valido possiamo perdere l’accesso alle prestazioni che dipendono dalla situazione economica familiare. Nel caso dei bonus sociali, per esempio, è proprio la DSU a permettere al sistema di verificare automaticamente se abbiamo diritto allo sconto.

In alcune situazioni possiamo inoltre richiedere l’Isee corrente, utile quando redditi o patrimoni sono cambiati in modo rilevante rispetto ai dati utilizzati nell’Isee ordinario. Può accadere, per esempio, dopo la perdita del lavoro o una forte diminuzione delle entrate. Tenere sotto controllo DSU, dichiarazione dei redditi e scadenze diventa quindi essenziale. Molti aiuti non vengono persi perché mancano, ma perché non aggiorniamo i dati necessari oppure non utilizziamo correttamente le detrazioni disponibili.


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