“Non è stata una scelta del Comune di Castelnuovo Magra quella di creare un unico Ambito Territoriale Sociale per i Comuni della Val di Magra. È una riorganizzazione imposta dal nuovo quadro regionale e dal nuovo Piano Sociosanitario Integrato Regionale. La nostra scelta è stata un’altra: decidere come affrontare questo cambiamento, cercando di tutelare il più possibile il ruolo dei Comuni e la capacità di incidere sulle decisioni”. Lo affermano la sindaca Katia Cecchinelli e l’assessore alle politiche sociali Diomira Cantergiani nella replica alla posizione assunta dai consiglieri di opposizione. “Riteniamo necessario fare chiarezza – sottolineano – soprattutto nei confronti dei cittadini che, comprensibilmente, non sono tenuti a conoscere nei dettagli il funzionamento degli Ambiti Territoriali Sociali, delle convenzioni e delle nuove norme regionali. Il primo equivoco da chiarire riguarda la nascita del nuovo ATS. Il sistema degli Ambiti Territoriali Sociali è stato profondamente modificato dalla riorganizzazione regionale. Il nuovo PSSIR 2026-2030 si inserisce in questo processo e tutta la Liguria è chiamata ad adeguarsi al nuovo modello organizzativo. Per questo non è corretto raccontare ai cittadini, che Castelnuovo Magra abbia deciso autonomamente di abbandonare il proprio precedente assetto per entrare in un “carrozzone” insieme agli altri Comuni”.
“La dimensione dell’ATS e il nuovo assetto territoriale – proseguono – derivano dal quadro regionale nel quale tutti i Comuni liguri devono collocarsi; gli atti dei Comuni della Val di Magra confermano che si è proceduto alla costituzione dell’ATS 19 Val di Magra, attraverso una convenzione ai sensi dell’articolo 30 del Testo unico degli enti locali, con il Comune di Sarzana individuato quale ente capofila. La vera scelta dei Comuni è stata un’altra: convenzione o consorzio? Su questo punto occorre essere molto chiari, di fronte alla necessità di organizzare la gestione associata, le amministrazioni hanno dovuto confrontarsi anche con diverse forme giuridiche. Castelnuovo Magra, insieme agli altri comuni della Val di Magra e alla maggior parte dei comuni Liguri, ha ritenuto preferibile la convenzione rispetto alla costituzione di un consorzio, perché ritenuta una soluzione più vantaggiosa e maggiormente sostenibile per i Comuni. La normativa regionale, del resto, prevede che i Comuni possano gestire i servizi sociali in forma associata attraverso queste due forme, convenzione o consorzio. Quindi non siamo di fronte alla scelta tra “autonomia” e “Sarzana”. Siamo di fronte alla necessità di organizzare i servizi sociali secondo il nuovo quadro regionale e alla responsabilità politica di scegliere lo strumento organizzativo ritenuto più adeguato per i Comuni. Ma la convenzione non è stata semplicemente accettata così com’era, ed è questo, forse, il punto più importante che è stato omesso nel dibattito pubblico. La nostra Amministrazione non si è limitata ad approvare passivamente una convenzione già confezionata, abbiamo lavorato sul testo cercando di modificarne diversi aspetti proprio per evitare che la gestione associata si traducesse in una semplice concentrazione delle decisioni presso il Comune capofila. L’obiettivo è stato quello di rafforzare la dimensione politica dell’ATS e il ruolo della Conferenza dei Sindaci”.
Cecchinelli e Cantergiani poi sottolineano: “In particolare, abbiamo lavorato affinché le decisioni strategiche non fossero ricondotte esclusivamente alla dimensione tecnica o amministrativa, ma restassero saldamente ancorate alla responsabilità degli amministratori dei Comuni. È questa la differenza tra avere un ente capofila e avere un ente capofila che decide da solo. Sono due cose molto diverse. Sarzana è il Comune capofila, ma questo non significa che “decida tutto Sarzana” Il Comune capofila svolge quindi una funzione amministrativa e organizzativa necessaria alla gestione associata. Ma il fatto che un Comune sia capofila non significa che gli altri Comuni perdano il proprio ruolo politico. La gestione associata nasce proprio per mettere insieme risorse, professionalità e organizzazione, mantenendo però una responsabilità condivisa tra le amministrazioni. Ed è per questo che abbiamo ritenuto importante intervenire sulla convenzione per rendere più incisive le decisioni della Conferenza dei Sindaci e rafforzare il peso politico dei Comuni. La nostra preoccupazione è stata, semmai, esattamente quella opposta rispetto a quanto ci viene attribuito: evitare che la gestione associata producesse una centralizzazione eccessiva delle decisioni. Perché allora abbiamo votato a favore? Perché governare significa anche distinguere ciò che possiamo scegliere da ciò che non possiamo scegliere. Non avrebbe avuto senso dire ai cittadini che Castelnuovo Magra poteva semplicemente sottrarsi al nuovo modello regionale. La riforma è regionale e riguarda l’intero territorio ligure. La responsabilità di un’amministrazione comunale è invece quella di entrare nel nuovo sistema cercando di difendere gli interessi della propria comunità. Abbiamo quindi scelto di lavorare sul contenuto della convenzione, anziché limitarci a contestare il nuovo assetto, contestazione che non avrebbe portato nessun beneficio. È comprensibile che il cittadino possa preoccuparsi vedendo il nome di Sarzana associato alla gestione dell’ATS, ma dobbiamo evitare una semplificazione: ente capofila non significa proprietario dei servizi sociali degli altri Comuni. I Comuni rimangono protagonisti della programmazione sociale locale e la normativa regionale riconosce loro competenze importanti nella programmazione, nell’accesso e nella gestione del sistema integrato dei servizi sociali e su questo aspetto abbiamo lavorato e stiamo lavorando come Amministrazione. Per Castelnuovo Magra la questione fondamentale è quindi continuare a garantire che le esigenze dei nostri cittadini – anziani, persone con disabilità, minori, famiglie e persone fragili – siano rappresentate nelle sedi decisionali dell’ATS e che i servizi rimangano a stretto contatto con i cittadini. Questo è il terreno sul quale continueremo a misurarci. Non una rinuncia o una contestazione sterile ma un tentativo di governare il cambiamento. Il nuovo sistema non nasce dalla volontà dell’Amministrazione di Castelnuovo Magra, nasce da una riforma regionale che interessa tutta la Liguria. La nostra responsabilità è stata quella di affrontare questa trasformazione cercando di limitare gli effetti che avrebbero potuto ridurre il peso dei singoli Comuni, scegliendo la forma della convenzione e intervenendo sul suo contenuto. Non sosteniamo che il nuovo modello sia privo di criticità. Al contrario: proprio perché conosciamo le criticità, riteniamo necessario continuare a vigilare affinché la gestione associata non si trasformi in una semplice burocratizzazione dei servizi e affinché la voce dei Comuni più piccoli non venga marginalizzata. Questo è il vero impegno che dobbiamo ai cittadini. Non promettere che il cambiamento non ci sarà, quando il cambiamento è già previsto dalla riforma regionale. Ma fare in modo che, dentro quel cambiamento, Castelnuovo Magra continui ad avere voce, capacità di proposta e possibilità concreta di incidere sulle scelte che riguardano i propri cittadini”.
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