Test psico-attitudinali magistratura 2026: requisiti e modalità CSM


Approvata la delibera della Sesta Commissione del CSM del 16 settembre scorso che disciplina le modalità di svolgimento dei test psico-attitudinali per l’accesso in magistratura, individuando i requisiti di inidoneità dei candidati organizzati in cinque aree: cognitiva, emotiva, relazionale, etico-valoriale, organizzativa.

Da tempo si parla in Italia di test psicoattitudinali per i magistrati.

Furono proposti nel lontano 2003 da Silvio Berlusconi, solo nel 2024 sono diventati legge dello Stato (D.lgs. n. 44/2024), e saranno applicati in modo graduale, su base volontaria già dal prossimo concorso nel 2026, per diventare obbligatori dal 2028.

La delibera della Sesta Commissione del CSM del 16 settembre scorso disciplina le modalità di svolgimento dei test psico-attitudinali per l’accesso in magistratura, individuando i requisiti di inidoneità dei candidati. Non si tratta della diagnosi di patologia ma di una verifica sull’idoneità funzionale del candidato rispetto al ruolo da ricoprire.

La normativa nazionale di riferimento

La delibera della Sesta Commissione del CSM si muove nella cornice normativa dettata dall’art. 1 co. 4 lett. m-bis D.Lgs. n. 160/2006 modificato dall’art. 5 D.lgs. 44/2024, che:

  • attribuisce al CSM il compito di individuare le “condizioni di inidoneità alla funzione giudiziaria”, la cui insussistenza deve essere accertata con lo svolgimento dei colloqui psico attitudinali;
  • prevede che il colloquio venga diretto dal Presidente della commissione esaminatrice, con l’ausilio di un esperto psicologo, nominato come componente della commissione su proposta del Consiglio universitario nazionale, scelto tra i docenti universitari titolari di insegnamenti in materie psicologiche;
  • affida alla Commissione esaminatrice la valutazione dell’idoneità psico attitudinale;
  • indica che i test psico attitudinali individuati dal CSM debbano essere scelti nel rispetto delle linee guida e degli standard internazionali di psicometria.

Natura e funzione della verifica psicoattitudinale

La delibera del 16 settembre si sofferma sulla natura di tale accertamento, alla luce dell’elaborazione della giurisprudenza amministrativa.

L’attività delle commissioni esaminatrici, spiega il Consiglio Superiore della Magistratura, si articola in due momenti:

  • un momento ricognitivo che consiste nell’acquisizione degli esiti dei test, delle osservazioni comportamentali e degli elementi emersi nel colloquio;
  • un momento valutativo che consiste nella sintesi tecnico professionale degli elementi raccolti per esprimere il giudizio di idoneità.

Poiché i due momenti sono inscindibilmente connessi, e non possono essere distinti in modo netto, l’accertamento sull’inidoneità psicoattitudinale non può essere qualificato né come attività meramente vincolata, né come esercizio di discrezionalità amministrativa, quanto piuttosto come un giudizio tecnico complesso fondato su regole scientifiche e metodologiche ma caratterizzato da un inevitabile margine valutativo (c.d. discrezionalità tecnica).

Sotto il profilo funzionale, l’accertamento può essere ricondotto nella categoria degli accertamenti medico legali, con la finalità non di individuare patologie ma di verificare l’idoneità funzionale del candidato rispetto allo specifico ruolo da ricoprire.

L’utilizzo di test non esclude la natura discrezionale dell’accertamento, dal momento che gli esiti dei test devono essere interpretati ed integrati nell’ambito di un giudizio complessivo.
La natura non vincolata del giudizio esclude la configurabilità i diritti soggettivi all’esito favorevole della valutazione, mentre la riconduzione alla discrezionalità tecnica giustifica dei limiti al sindacato discrezionale.

Momento temporale

Il giudizio attitudinale costituisce una “fotografia” della situazione psico funzionale del candidato al tempo dell’esame, e non può essere né retrodatata né proiettata in via prognostica su momenti diversi della vita del candidato.

Ciò significa che evoluzioni successive resteranno irrilevanti ai fini della legittimità del giudizio reso al momento dell’esame, ed elementi pregressi non potranno essere utilizzati ex post per contestare l’esito della valutazione.

Modalità di accertamento

Le fasi della valutazione si snodano in tre momenti:

  • somministrazione del test;
  • colloquio diretto dal presidente con l’ausilio dell’esperto psicologo;
  • sintesi valutativa operata dall’intera commissione.

Pertanto, la delibera raccomanda la necessità di documentare adeguatamente le risposte ai test, lo svolgimento del colloquio e di motivare il giudizio finale, in modo sufficientemente articolato così da permettere la ricostruzione dell’iter logico seguito, ai fini dell’eventuale sindacato del Giudice amministrativo.

I requisiti psico-attidudinali essenziali

I requisiti che il candidato magistrato deve possedere, sono organizzati in cinque aree: cognitiva, emotiva, relazionale, etico-valoriale, organizzativa.

Per ciascuna delle cinque aree la sesta Commissione CSM ha individuato le condizioni di inidoneità dei candidati.

L’area cognitiva comprende i requisiti psicoattitudinali del ragionamento analitico, del pensiero critico inferenziale, della presa di decisione e del problem solving.

All’area emotiva si possono ricondurre i requisiti dell’equilibrio emotivo, della gestione dello stress e dell’autocontrollo.

Riguardano l’area relazionale i requisiti della comprensione empatica, della capacità di ascolto e della comunicazione efficace, della collaborazione e del lavoro di squadra.

Nell’area etico-valoriale rientrano i requisiti dell’equità e dell’autonomia di giudizio, che ad esempio sono minati dalla inconsapevolezza di potenziali bias di giudizio, dalla non disponibilità considerare prospettive differenti, dall’adozione di modalità di valutazione non improntate all’equità, alla neutralità e all’indipendenza di giudizio.

Infine, l’area organizzativa richiede al futuro magistrato la capacità di organizzazione del lavoro e di gestione del tempo, incluso il saper rispettare le scadenze, e prevenire accumuli e ritardi.


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