Mini contratti di sviluppo filiera automotive: requisiti, progetti finanziabili e agevolazioni


Chi – Impese.

Cosa – Programmi d’investimento per la transizione verde e l’innovazione.

Quando – Da definire con decreto direttoriale del MiMIT.

Si avvicina l’operatività dei mini contratti di sviluppo per la filiera automotive.

L’apertura dei termini e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione saranno definite in un successivo in un successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese.

Il nuovo strumento completa il puzzle degli interventi a favore della filiera automotive dopo l’attivazione, con il decreto direttoriale MiMIT 17 settembre 2026, degli accordi per l’innovazione, in partenza il 25 novembre 2026, che dispongono di uno stanziamento di 631,02 milioni di euro a sostegno di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale mirati alla trasformazione tecnologica e alla decarbonizzazione del comparto.

A quanto ammontano le risorse disponibili

Le risorse complessivamente disponibili per i mini contratti di sviluppo per la filiera automotive ammontano a 300 milioni di euro; dotazione che può essere incrementata da successive ulteriori assegnazioni di fondi, anche di provenienza unionale.

Nell’ambito della dotazione finanziaria complessiva dell’intervento, sono previste quattro riserve che saranno operative per un periodo di sei mesi dalla data di apertura dei termini per la presentazione delle domande di agevolazione.

Una prima riserva è a favore delle piccole e medie imprese, a cui è destinato il 60% delle risorse; di questa quota, il 25% è rivolto alle micro e piccole imprese.

Una seconda riserva, pari al 40% delle risorse, è a sostegno delle iniziative da realizzare nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Le ulteriori due riserve, ciascuna del 10% delle risorse, sono dedicate alle imprese in possesso del rating di legalità e a quelle in possesso della certificazione della parità di genere di cui all’articolo 46-bis, D.Lgs. n. 198/2006 e all’art. 5, c. 3, legge n. 162/2021.

Chi sono i soggetti beneficiari

Sotto il profilo soggettivo, possono accedere alle agevolazioni le imprese della filiera automotive, di tutte le dimensioni, regolarmente costituite, iscritte e “attive” al Registro delle imprese.

Le imprese possono partecipare anche in forma congiunta, fino a cinque partecipanti per programma.

Sono ammessi anche i soggetti non residenti nel territorio italiano a condizione che siano costituiti secondo le norme di diritto civile e commerciale vigenti nello Stato di residenza e iscritti nei relativi registri previsti per lo svolgimento di attività economiche (la disponibilità di almeno un’unità locale nel territorio nazionale deve essere dimostrata alla data di richiesta di erogazione).

Cos’è la filiera automotive?

Per “filiera automotive” si intende l’insieme delle imprese che svolgono attività di ricerca e sviluppo, progettazione, ingegnerizzazione, produzione, assemblaggio, trasformazione, remanufacturing o manutenzione avanzata di veicoli a motore destinati al trasporto su strada di persone e merci per uso civile e commerciale, nonché dei relativi componenti, sistemi, sottosistemi e tecnologie.

Sono escluse:

– le attività relative ai settori aeronautico, ferroviario, navale;

– le imprese che svolgono esclusivamente attività di commercializzazione, distribuzione, intermediazione, noleggio o rivendita.

Quali sono i requisiti per accedere alle agevolazioni

Ai fini dell’ammissibilità, alla data di presentazione della domanda, le imprese richiedenti devono:

– trovarsi in regime di contabilità ordinaria;

– non essere sottoposte a procedura concorsuale con finalità liquidatorie e a qualsiasi altra procedura estintiva equivalente secondo il Codice della crisi d’impresa di cui al D.lgs. n. 14/2019;

– essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente;

– aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy;

– limitatamente ai programmi di investimento realizzati nelle aree del territorio nazionale ammesse alla deroga di cui all’art. 107, par. 3, lett. a) e c), Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) previste dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale, non aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento in relazione al quale vengono richieste le agevolazioni di cui al presente decreto, impegnandosi a non farlo anche fino ai due anni successivi al completamento dell’investimento stesso;
– essere in regola con gli obblighi assicurativi a copertura dei danni direttamente cagionati da calamità naturali ed eventi catastrofali, ai sensi dell’art. 1, c. 101, legge n. 213/2023.

Cosa viene agevolato

I mini contratti di sviluppo per la filiera automotive finanziano programmi di investimento diretti:

– allo sviluppo, ingegnerizzazione, testing e produzione di nuovi veicoli e altre soluzioni di mobilità, nonché sistemi di alimentazione e propulsione che aumentino l’efficienza del veicolo minimizzando le emissioni nel rispetto delle normative comunitarie;

– allo sviluppo di parti, componenti, sistemi e tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura;

– alla diversificazione e riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo, in particolare nei settori a potenziale dual use, purché caratterizzate da una concreta interoperabilità tecnologica o funzionale con il settore della mobilità sostenibile.

A completamento del programma di investimenti produttivi, sono ammissibili anche:

– progetti per la formazione del personale, per un ammontare non superiore al 10% del programma di investimenti produttivi;

– progetti di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale.

Quali sono i requisiti essenziali di ammissibilità dei progetti

I progetti, ai fini dell’ammissibilità, devono:

– riguardare la creazione di una nuova unità produttiva, l’ampliamento o la riconversione o la ristrutturazione di un’unità produttiva esistente, ed anche, a specifiche condizioni, l’acquisizione di un’unità produttiva esistente, di proprietà di un’impresa non sottoposta a procedure concorsuali, chiusa o che sarebbe stata chiusa;

– prevedere spese ammissibili di importo non inferiore a cinque milioni di euro e non superiori a venti milioni di euro. Per i progetti realizzati in forma congiunta, fermi restando i predetti limiti, l’importo delle spese ammissibili imputabile a ciascun soggetto partecipante non può essere inferiore a 1.500.000 euro;

– essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione;

– essere conclusi entro trentasei mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, salvo proroga massima di dodici mesi, sulla base di una motivata richiesta dell’impresa beneficiaria.

Qual è la forma delle agevolazioni concedibili

Le agevolazioni sono concesse come contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato, fino al 75% delle spese ammissibili per ciascun programma, nel rispetto delle discipline applicabili.

L’eventuale finanziamento agevolato (tasso pari al 20% del tasso di riferimento, con piano di ammortamento a rate semestrali posticipate) ha una durata massima di dieci anni oltre a un periodo di utilizzo e preammortamento commisurato alla durata dello specifico progetto facente parte del piano di investimento e, comunque, non superiore a tre anni.

Per i finanziamenti relativi a programmi di investimento di importo inferiore a 10.000.000 di euro, non sono richieste garanzie, ferma restando la natura privilegiata dei crediti nascenti dalla ripetizione delle agevolazioni erogate, mentre i finanziamenti relativi programmi di investimento di importo pari o superiore a 10.000.000 di euro devono essere assistiti da garanzie reali, tramite ipoteca di primo grado sull’immobile e privilegio speciale sui macchinari, da acquisire esclusivamente sui beni agevolati facenti parte del programma di investimento (il valore di iscrizione delle garanzie è pari alla quota capitale del finanziamento).

Qual è l’iter per accedere alle agevolazioni

Le domande di agevolazioni dovranno essere presentate secondo le modalità e i termini che saranno definiti con decreto del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Le proposte saranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione, attraverso un’istruttoria articolata in due fasi.

La concessione delle agevolazioni verrà deliberata entro centoventi giorni dal ricevimento della domanda.

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