Nel pomeriggio del 3 ottobre, presso la sede dell’Assemblea Nazionale, la Commissione Economica e Finanziaria ha proseguito la sua sesta sessione plenaria, esaminando sei progetti di legge che dovrebbero essere presentati all’Assemblea Nazionale durante la seconda sessione della XVI legislatura. La sessione è stata presieduta da Phan Van Mai, membro del Comitato Centrale del Partito e presidente della Commissione Economica e Finanziaria.
Garantire che alle piccole e medie imprese venga data priorità nella partecipazione alle gare d’appalto che utilizzano fondi del bilancio statale.
Durante l’esame del progetto di legge, i delegati hanno approvato in larga misura il passaggio dalla Legge sul sostegno alle piccole e medie imprese alla Legge sullo sviluppo delle piccole e medie imprese; hanno richiesto che l’organo redazionale riveda le normative relative agli incentivi fiscali, all’affitto dei terreni e al sostegno da parte del bilancio statale… in modo che il progetto di legge sia coerente con la Legge sull’imposta sul reddito delle società, la Legge sull’organizzazione degli enti locali e la Legge fondiaria.
Alcuni sostengono che offrire troppi incentivi potrebbe portare le piccole e medie imprese (PMI) a cadere in una “trappola della crescita”, astenendosi deliberatamente dallo svilupparsi per continuare a beneficiare delle politiche. Pertanto, sono necessari meccanismi che incoraggino queste imprese a crescere autonomamente anziché a mantenere in modo permanente gli incentivi.
Di conseguenza, sono stati avanzati suggerimenti per integrare la normativa, consentendo alle imprese che hanno superato la soglia di continuare a beneficiare di politiche preferenziali per un certo periodo transitorio, in modo che possano svilupparsi con fiducia e diventare imprese di maggiori dimensioni. Analogamente, nell’articolo 4 sui criteri per l’identificazione delle piccole e medie imprese, la determinazione della soglia PMI non dovrebbe basarsi su un singolo momento, ma dovrebbe essere valutata su un periodo specifico. In realtà, ci sono casi in cui un’impresa supera la soglia in un anno ma la supera l’anno successivo; interrompere immediatamente gli incentivi avrebbe un impatto negativo sullo sviluppo dell’impresa.
Per quanto riguarda i criteri di definizione delle piccole e medie imprese (PMI), alcuni ritengono che l’organo preposto alla stesura della legge dovrebbe continuare a rivedere il progetto, poiché i criteri attualmente in vigore differiscono significativamente da quelli previsti per le piccole imprese immobiliari, come stabilito dal Decreto del Governo . Allo stesso tempo, si propone di aggiungere il modello di “impresa individuale”, in cui un’unica persona possiede e gestisce tutte le attività. Si tratta di una tendenza globale, in atto nel contesto della digitalizzazione, dell’aumento delle attività commerciali online e delle startup innovative.
Per quanto riguarda la politica sugli appalti prioritari finanziati con fondi del bilancio statale (articolo 12), i delegati hanno osservato che si tratta della politica più attesa dalle piccole e medie imprese (PMI). Pertanto, sono necessari ulteriori approfondimenti e perfezionamenti per garantire che i settori in cui le PMI possono operare non siano appannaggio delle grandi imprese; e per riconsiderare la soglia di 20 miliardi di VND per gli appalti, prevista nella bozza di legge, al fine di rispecchiare meglio le esigenze reali.
Per quanto riguarda la politica di sostegno alla trasformazione delle imprese familiari in società a responsabilità limitata unipersonali, come previsto dal comma 8 dell’articolo 20, alcuni ritengono necessaria una regolamentazione molto chiara per separare il patrimonio e lo status giuridico delle persone fisiche da quelli delle imprese, garantendo così i diritti di tutte le parti coinvolte nella transazione.
Concentrarsi sul supporto alla formazione delle risorse umane per le imprese.
Concludendo la discussione su questo tema, il Presidente della Commissione Economica e Finanziaria, Phan Van Mai, ha sottolineato che il passaggio da una mentalità di “sostegno” a una di “sviluppo” per le piccole e medie imprese (PMI) rappresenta un passo avanti cruciale. Pertanto, è necessario continuare a rivedere e perfezionare le soluzioni e le politiche contenute nel progetto di legge per garantirne la fattibilità e apportare un maggiore valore pratico.
Secondo il Presidente della Commissione Economica e Finanziaria, la realtà impone che le politiche supportino le imprese nello sviluppo di competenze chiave quali la governance, le risorse umane, l’accesso alla scienza e alla tecnologia, lo sviluppo del prodotto e i mercati, oltre agli approcci tradizionali relativi a terra e capitale. Pertanto, il processo di finalizzazione del progetto di legge deve concentrarsi su queste esigenze, elaborando politiche che promuovano realmente lo sviluppo delle imprese. Parallelamente, è necessario rivedere in modo chiaro i criteri per la definizione di piccole e medie imprese (PMI), creando una base affinché il Governo possa continuare a fornire regolamenti dettagliati e di facile applicazione.
Per quanto riguarda altri fondi e fonti di finanziamento, il Presidente della Commissione Economica e Finanziaria ha suggerito di rivedere i regolamenti sui principi e i criteri di accesso, garantendo la fattibilità della mobilitazione di tali risorse. Allo stesso tempo, è necessaria una valutazione più imparziale del Fondo di sostegno alle piccole e medie imprese e del Fondo di garanzia del credito, poiché la loro inefficacia deriva dal modello organizzativo. Invece di prevedere il sostegno dal bilancio statale, il progetto di legge dovrebbe considerare la possibilità di continuare a fornire supporto attraverso due modelli di fondi finanziari extrabilancio.
In particolare, il Presidente della Commissione Economica e Finanziaria ha sottolineato la necessità di migliorare la regolamentazione delle politiche di erogazione di voucher per il sostegno dei costi di formazione alle piccole e medie imprese (PMI), poiché incentivare lo sviluppo delle risorse umane è un fattore chiave che determina la capacità gestionale, lo sviluppo dei prodotti e l’applicazione tecnologica delle imprese. Di conseguenza, se un’impresa può dimostrare di aver completato un contratto di formazione del personale nel corso dell’anno, in conformità con le esigenze registrate, lo Stato può rilasciare un voucher a sostegno di una parte dei costi, ad esempio il 30% o il 70%.
Fonte: https://daibieunhandan.vn/hoan-thien-chinh-sach-theo-huong-thuc-chat-thuc-day-doanh-nghiep-phat-trien-10432642.html
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