Bradley Krae racconta il suo ritorno a Shenzhen


Bradley Krae vive a Shenzhen, in Cina, con la moglie e due figli e racconta di sostenere spese mensili complessive pari a circa un quarto di quelle che aveva negli Stati Uniti, dove abitava da solo. Scrittore, creatore di contenuti e oggi responsabile marketing, descrive una quotidianità fatta di affitto, servizi e istruzione a costi contenuti. «Mi sono trasferito in Cina e pago 100 euro di spesa al mese per una famiglia di 4 persone», è la sua dichiarazione. Nel dettaglio del bilancio familiare, esposto in dollari, indica circa 100 dollari mensili per gli alimenti.

Il ritorno a Shenzhen risale al giugno del 2025, dopo cinque anni trascorsi a Tahiti. Per Krae, trasferirsi in Cina e poi tornarci è stata una delle migliori decisioni della sua vita: un percorso cominciato con un impiego da insegnante di inglese e proseguito fino alla costruzione di una famiglia e a un cambio di professione.

Dalla California alla Cina, con un biglietto pagato vendendo l’auto

Nato in California, Krae si è spostato spesso durante l’infanzia. Ha vissuto anche in Arizona, Colorado, Carolina del Nord, Virginia, Montana e Oklahoma. Alla Cnbc ha raccontato di non aver avuto, per molto tempo, un posto da poter chiamare casa. Se da bambino qualcuno gli avesse detto che avrebbe finito per vivere in Cina, ha aggiunto, probabilmente si sarebbe messo a ridere.

La prima partenza arrivò nel 2016, quando aveva 27 anni e trovò lavoro come insegnante di inglese a Shenzhen, polo tecnologico in rapida crescita al confine con Hong Kong. Non era mai uscito dagli Stati Uniti: per finanziare il viaggio vendette la propria automobile e con il ricavato acquistò un biglietto aereo dalla Carolina del Nord.

Nei quattro anni successivi, vivere in Asia gli permise di visitare anche Cambogia e Thailandia. Krae racconta di aver amato quei viaggi perché gli consentivano di mettere alla prova il proprio coraggio e la propria resilienza, trovare un senso alla vita e ampliare la propria visione del mondo. In Cina conobbe anche la futura moglie, nata a Tahiti da genitori entrambi cinesi, che allora lavorava nel Paese come insegnante di francese.

Allo scoppio della pandemia, i due vivevano in Cina da tre anni ma si trovavano in vacanza negli Stati Uniti. Con la chiusura delle frontiere decisero di trasferirsi a Tahiti, per essere più vicini ai genitori di lei. Cinque anni dopo avevano due bambini di età inferiore ai cinque anni. Apprezzavano alcuni aspetti della vita sull’isola, racconta Krae, ma sentivano la mancanza di qualcosa e continuavano a considerare la Cina la loro vera casa.

La famiglia tornò così a Shenzhen. Krae dice di essere ancora profondamente grato per quel primo impiego da insegnante, ottenuto quasi per caso: senza quell’opportunità, sostiene, non avrebbe la famiglia e la vita che ha oggi.

Il bilancio familiare: affitto, sanità e asilo pubblico

Dopo il rientro nel 2025, Krae continuò a insegnare inglese, guadagnando circa 4.000 dollari al mese. La famiglia vive in affitto in un appartamento con tre camere da letto, per circa 1.000 dollari mensili. Internet costa circa 29 dollari, mentre la spesa media per l’elettricità è di 100 dollari.

Ai circa 100 dollari al mese destinati agli alimenti si aggiungono le uscite al ristorante: quando mangiano fuori, racconta Krae, raramente spendono più di 10 dollari in totale. L’assistenza sanitaria costa alla famiglia circa 90 dollari mensili. È su questo insieme di spese che basa il confronto con la sua precedente vita negli Stati Uniti, dove il bilancio mensile era circa quattro volte più alto pur vivendo da solo.

I due bambini frequentano un asilo pubblico cinese, che costa circa 300 dollari a semestre per entrambi, cibo incluso. Stanno crescendo trilingui: la madre parla con loro in francese, il padre in inglese, mentre a scuola imparano il mandarino. Krae afferma inoltre di aver scoperto che il cibo nella scuola di suo figlio e quello disponibile nei supermercati locali sono molto più sani di quelli che si trovano negli Stati Uniti.

Tecnologia, nuovo lavoro e attività per i bambini

Krae paragona Shenzhen a una città nata dall’unione della Silicon Valley e di New York in Cina. La descrive come una vivace capitale tecnologica, piena di sorprese a ogni angolo, con un’atmosfera cyberpunk: droni che consegnano cibo in 15 minuti o meno, taxi autonomi e strade illuminate dalle luci al neon.

Giudica ottimi anche i trasporti pubblici. Nel suo racconto, la metropolitana arriva ovunque e le linee vengono costruite rapidamente e in modo efficiente; attraversare tutta la città costa circa 0,30 dollari. Quando esce, generalmente non porta con sé né il portafoglio né le chiavi. Per pagare utilizza il telefono, scansiona un codice QR oppure ricorre alla biometria, per esempio all’impronta digitale: modalità che considera molto comode.

Il ritorno in Cina ha coinciso anche con lo sviluppo della sua attività di creatore di contenuti. A Tahiti insegnava inglese e aveva già realizzato alcuni video dedicati all’apprendimento della lingua. Nel 2025 la moglie gli suggerì di pubblicare regolarmente su TikTok per mostrare la vita in Cina. Aprì un account e i video iniziarono ad avere successo, facendolo diventare una sorta di influencer.

Quell’esperienza gli aprì nuove opportunità e, a febbraio, gli permise di ottenere un lavoro a tempo pieno come responsabile marketing. È un impiego più tradizionale rispetto a quelli cui era abituato e paga un po’ meno dell’insegnamento: oggi guadagna circa 3.500 dollari al mese, più 1.200 dollari da lavori extra.

La nuova occupazione non lo obbliga però a restare seduto a una scrivania per tutta la giornata. L’azienda offre flessibilità negli orari, permettendogli di dedicarsi ad altri progetti e interessi, e gli consente anche di portare il lavoro a casa.

Per la vita con i figli, Krae considera Shenzhen una città ideale, con moltissime attività a disposizione. Ci sono oltre 1.000 parchi, migliaia di spazi gioco al coperto e un’ampia gamma di iniziative comunitarie per le famiglie. Afferma di non sentire né il bisogno né il desiderio di diventare un genitore iperprotettivo e di non preoccuparsi di problemi come la violenza armata. La sua principale preoccupazione per la sicurezza riguarda invece i monopattini elettrici che sfrecciano sui marciapiedi.

Krae dice di essere il più sorpreso di tutti di aver trovato proprio in Cina la propria versione personale del sogno americano.




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