Franco Silvestro, senatore di Forza Italia, è membro della Commissione Bilancio di Palazzo Madama e figura di riferimento del partito in Campania. Eletto al Senato nel 2022, è impegnato sui temi dello sviluppo economico, del lavoro e del sostegno al tessuto produttivo. La sua attività politica si concentra anche sul rafforzamento della presenza territoriale di Forza Italia e sul rapporto con il mondo delle imprese e delle professioni.
L’avevano accusata di violenza sessuale, ma l’inchiesta è stata archiviata. L’archiviazione esclude dunque quelle accuse: si è sentito vittima di una montatura?
«Sono sereno, come lo sono stato fin dal primo giorno. Leggo di ricostruzioni e di un complotto nei miei confronti, ma non è il mio terreno: io mi affido, come sempre, alla magistratura. L’archiviazione è arrivata e ora dobbiamo attendere la chiusura di tutto l’iter. Non intendo alimentare polemiche né rispondere a ricostruzioni giornalistiche. Ho sempre avuto fiducia nelle istituzioni e continuo ad averne. Nel frattempo vado avanti con serenità, con il lavoro di sempre per il partito e per i cittadini».
Lei ha parlato, anche in passato, di pressioni e di ambienti politici che potevano avere interesse a colpirla. Pensa di avere dato fastidio a qualcuno? E per quali ragioni?
«Non faccio processi alle intenzioni e non spetta a me stabilire se qualcuno abbia avuto interesse a colpirmi. Delle ricostruzioni che leggo io mi limito ai fatti. Resto sereno e lascio che sia la magistratura a fare chiarezza fino in fondo, come ho sempre detto. Chi fa politica con passione e franchezza può dare fastidio, è nell’ordine delle cose, ma non cambia il mio modo di lavorare. Continuo a testa alta, con la coscienza a posto».
Forza Italia ha celebrato i suoi congressi. In Campania, però, non sono mancate polemiche e tensioni. Il partito arriva alla vigilia della campagna elettorale sufficientemente unito?
«Abbiamo compiuto una scelta di responsabilità: abbiamo celebrato il congresso, e ora serve il coraggio di ricucire. Una parte del partito non ha riconosciuto il risultato, ma parliamo di amici con cui dobbiamo lavorare insieme: non dialogare con loro è sbagliato. C’è bisogno di tutti e mi faccio promotore di un lavoro di ricucitura, perché Forza Italia ha l’obbligo di essere la casa dei moderati e di aprirsi, non di chiudersi. È ciò che ho detto anche al segretario regionale Fulvio Martusciello: dobbiamo essere consapevoli del ruolo che abbiamo e portare finalmente Forza Italia a essere il centro dei moderati e dei riformisti, un punto di riferimento concreto nel centrodestra campano».
Il rinnovamento di Forza Italia passa anche da Antonio Tajani. Che cosa deve cambiare nel modo di fare politica del partito?
«Abbiamo massima fiducia nel nostro segretario nazionale Antonio Tajani, che ha svolto un lavoro importantissimo dalla scomparsa di Silvio Berlusconi. Ma bisogna cambiare passo, al di là delle percentuali. C’è bisogno di una scossa: una classe dirigente più vicina ai territori, più coraggiosa nelle scelte e un approccio più moderno e attuale sulle tante problematiche che i tempi ci impongono. Dobbiamo essere consapevoli che tra meno di un anno torneremo a chiedere la fiducia degli italiani, e dobbiamo farlo con idee chiare, volti nuovi e un partito presente ogni giorno».
Come deve affrontare Forza Italia la prossima campagna elettorale? Quali sono i temi sui quali il partito deve caratterizzarsi con maggiore nettezza?
«Forza Italia deve affrontare la campagna elettorale con identità e nettezza, come casa dei moderati e dei riformisti. Partendo da ciò che abbiamo già fatto in questi anni di governo: l’attenzione al ceto medio, il lavoro sulla sanità, le misure per imprese e lavoro. Su questa base dobbiamo rilanciare, con maggiore vigore sui diritti civili, tema su cui un partito liberale deve essere credibile. Servono proposte concrete e comprensibili, non slogan: la fiducia si riconquista ascoltando i cittadini».
Il ceto medio, gli artigiani, i commercianti, i professionisti e gli imprenditori sono stati per decenni il cuore dell’elettorato berlusconiano. Forza Italia può tornare a essere il loro punto di riferimento?
«Può e deve tornare a esserlo. Artigiani, commercianti, professionisti e imprenditori sono la nostra storia e il motore reale del Paese, ma negli ultimi anni si sono sentiti spesso soli. Per riconquistarli servono ascolto e una politica che alleggerisca il peso fiscale e burocratico su chi produce e dà lavoro. Forza Italia ha la cultura e l’identità per farlo, a condizione di tornare tra la gente, nelle botteghe e nelle aziende, mantenendo gli impegni presi».
In Campania Forza Italia può recuperare un ruolo centrale nel centrodestra? E quale rapporto dovrà avere con gli alleati, a partire da Fratelli d’Italia e Lega?
«Come ho già anticipato, in Campania Forza Italia deve tornare a essere il punto di riferimento concreto dei moderati e dei riformisti nel centro campano. Dobbiamo essere consapevoli del ruolo che abbiamo. Con Fratelli d’Italia e Lega il rapporto è di alleanza leale, ma con la forza della nostra identità: pari dignità, confronto aperto e rispetto reciproco, perché il centrodestra vince solo quando ciascuno porta un contributo riconoscibile».
Che Forza Italia vedremo nei prossimi anni: il partito della continuità con la tradizione berlusconiana oppure una forza politica capace di aprire una nuova stagione, anche generazionale?
«Le due cose non sono in contrasto. La tradizione berlusconiana nel nostro Dna : libertà, moderazione, attenzione a chi lavora e rischia. Ma un patrimonio va fatto fruttare, non solo custodito. Per questo serve una nuova stagione, anche generazionale, che faccia spazio a energie nuove senza disperdere l’esperienza. Forza Italia vive se guarda avanti: più giovani, più donne, più amministratori del territorio e una classe dirigente scelta per merito e radicamento».
© Riproduzione riservata
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



