Forum Acadi. D’Angelo (SAPAR): “Misure ponte indispensabili per rilanciare la filiera degli apparecchi”


“Il riordino resta necessario. Ma il suo rinvio non può diventare una ragione per lasciare tutto fermo”. È il messaggio lanciato da Sergio D’Angelo, presidente SAPAR, intervenuto al Forum ACADI 2026 “Impatto sociale delle regole”, dedicato alla presentazione del nuovo Bilancio di Sostenibilità di Comparto.

D’Angelo ha posto al centro del suo intervento l’impatto concreto delle regole sulle imprese, sulla rete legale e sulla capacità dello Stato di esercitare un presidio sul territorio.

“Una norma non vive soltanto sulla carta. Vive nei territori, nelle imprese, nel lavoro delle persone, nelle possibilità di controllo dello Stato e nella tutela di chi gioca. Per capire se una regola funziona non basta conoscerne le intenzioni, ma dobbiamo osservarne gli effetti”.

Secondo il presidente SAPAR, il primo nodo resta quello regolatorio. “Da anni attendiamo un riordino di tutto il gioco fisico, che dia al settore delle regole chiare e precise, coerenti e applicabili sull’intero territorio nazionale, che non favorisca soltanto alcune grandi realtà, ma tenga nella giusta considerazione anche le piccole e medie imprese di gestione”.

“Il riordino resta necessario. Ma il suo rinvio non può diventare una ragione per lasciare tutto fermo. Per questo SAPAR ripropone le ‘Misure ponte’, oggi più che mai indispensabili per consentire il rilancio della filiera degli apparecchi, delle entrate erariali, e la sostenibilità degli utenti stessi, senza attendere il nuovo bando concessorio”.

La proposta SAPAR per una nuova AWP

D’Angelo ha quindi illustrato la proposta tecnica dell’associazione, denominata “Misura Ponte”, che punta a un riequilibrio dei parametri degli apparecchi rispetto ai prodotti presenti sul canale online.

“La nostra proposta tecnica, denominata ‘Misura Ponte’, propone un riequilibrio con gli stessi prodotti che oggi troviamo sui canali on-line, dunque una nuova AWP con i seguenti parametri: Payout al 70 per cento, PREU al 20 per cento, vincita massima di 200 euro, implementazione di messaggi dedicati alla prevenzione del gioco problematico”.

D’Angelo ha sottolineato che i quattro elementi devono essere considerati come parte di un’unica proposta: “Non sono quattro richieste separate. Sono elementi di un progetto che va valutato nel suo insieme, sotto il profilo economico, regolatorio e della tutela del giocatore”.

La proposta, ha aggiunto, richiede un confronto con istituzioni, politica, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, concessionari e resto della filiera.

“Un processo di confronto che si fonda su previsioni trasparenti: generando effetti positivi sulle entrate, sulla sostenibilità per le imprese, e sullo sviluppo di nuovi prodotti e strumenti di prevenzione”.

Tutela del giocatore e sostenibilità

Il presidente SAPAR ha dedicato una parte dell’intervento anche al tema della tutela della salute.

“Tutelare le persone non è un slogan da richiamare nei convegni e dimenticare nelle decisioni operative. È una responsabilità che deve guidare la progettazione delle regole e dei prodotti”.

Secondo D’Angelo, i messaggi di prevenzione sugli apparecchi possono rappresentare uno strumento utile, ma devono essere accompagnati da formazione, informazione e collaborazione con le competenze sanitarie e scientifiche.

“Da soli però non bastano. Servono formazione per chi lavora nei punti vendita, informazioni accessibili sui servizi di aiuto e una collaborazione stabile con le competenze sanitarie e scientifiche”.

Il tema della sostenibilità viene quindi esteso alla tenuta economica della rete. “È sostenibile un sistema che protegge la salute. È sostenibile un sistema che contrasta l’illegalità, rispetta gli obblighi antiriciclaggio che rende effettivi i controlli. Ma è sostenibile anche un sistema nel quale le imprese possono restare aperte, pagare i lavoratori, investire e continuare a operare nella legalità”.

Particolare attenzione è stata dedicata alle piccole e medie imprese. “Quando discutiamo di equilibrio economico delle regole, non stiamo chiedendo una tutela astratta di bilanci aziendali. Stiamo parlando della possibilità concreta di mantenere una rete del gioco legale diffusa”.

D’Angelo ha collegato questo tema anche alla più ampia questione della desertificazione commerciale dei territori, richiamando i dati Confcommercio sulla riduzione degli esercizi di prossimità.

“I punti vendita sono il presidio dello Stato”

Nella parte conclusiva, il presidente SAPAR ha sottolineato il ruolo della rete fisica nel contrasto all’offerta illegale e ha espresso preoccupazione per una possibile eccessiva concentrazione del mercato.

“I punti vendita di gioco sul territorio non sono semplici attività commerciali, ma rappresentano il presidio dello Stato e la barriera contro l’illegalità. Tuttavia, questo presidio regge solo se è economicamente sostenibile”.

Secondo D’Angelo, “una restrittiva concentrazione delle concessioni su pochissimi operatori distrugge la competitività, riduce i margini dei piccoli esercenti e rischia di far collassare la rete legale, lasciando un vuoto che verrebbe colmato dal mercato nero”.

Da qui la proposta di un metodo per valutare l’efficacia delle norme, già in vigore o di futura introduzione, attraverso cinque criteri: tutela delle persone, capacità di controllo delle istituzioni, contrasto all’illegalità, applicabilità nei diversi territori e sostenibilità per le imprese.

“Se una misura non supera questa verifica, dobbiamo avere il coraggio di discuterla e, se necessario, cambiarla. La sostenibilità non consiste nel difendere ogni assetto esistente. Consiste nel governare il cambiamento, assumendoci la responsabilità delle sue conseguenze”.

D’Angelo ha infine ribadito la disponibilità di SAPAR a contribuire al percorso di riforma: “SAPAR è pronta a fare la propria parte, il riordino del gioco fisico arriverà. Nel frattempo, adottiamo le misure che possono evitare un ulteriore crollo della rete legale e lavoriamo insieme affinché le regole future siano non soltanto rigorose, ma anche efficaci”.

“Perché il loro vero bilancio, alla fine, non si misura solo nel testo di una legge. Si misura nella salute delle persone, nella forza della legalità e nella capacità dei nostri territori di non perdere altre imprese, altri lavoratori e altri punti vendita sul territorio nazionale”.

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