Nuove imprese, gli strumenti per partire e crescere in Lombardia


Mettersi in proprio significa trasformare una competenza, un’intuizione o un progetto professionale in un’attività capace di stare sul mercato. Una scelta che si confronta fin dall’inizio con passaggi concreti: trovare le risorse per partire, accedere al credito, orientarsi tra gli adempimenti e acquisire le competenze necessarie per gestire e far crescere l’attività. In Lombardia la sfida dell’autoimprenditorialità si innesta su un tessuto produttivo articolato e si accompagna a un insieme di iniziative regionali pensate per sostenere chi decide di mettersi in proprio, dalle risorse necessarie per avviare l’attività all’accesso al credito e al capitale, fino al sostegno all’innovazione e all’acquisizione di competenze qualificate.

Alla fine del secondo trimestre del 2026 le imprese attive in Lombardia erano 815.794, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre a livello nazionale sono diminuite dello 0,9%, secondo le elaborazioni di Unioncamere Lombardia su dati Infocamere.

Dietro la stabilità del dato complessivo si è modificata però la struttura dell’economia regionale. A fine giugno 2026, rispetto a un anno prima, le imprese dei servizi sono cresciute del 2,7% e, al loro interno, le attività professionali, scientifiche e tecniche del 5,9%. Sono aumentate anche le società di capitali, più 3,8% su base annua, arrivate a rappresentare il 38,4% delle imprese attive lombarde, contro il 30% della media nazionale.

Anche il flusso delle nuove iniziative ha mostrato segnali di vivacità. Nel secondo trimestre sono state registrate 15.035 iscrizioni, l’8,8% in più su base annua, sempre secondo Unioncamere Lombardia. Il dato segnala che, nonostante un contesto economico ancora incerto, continua il ricambio alla base del sistema produttivo regionale. A questo si aggiunge il peso dell’imprenditorialità innovativa. La Lombardia concentra circa il 27% delle startup innovative italiane, secondo il Registro delle imprese. Una presenza che si inserisce in un territorio caratterizzato dalla densità di università, centri di ricerca, grandi imprese, investitori, servizi professionali e filiere produttive. Per una nuova impresa questo significa poter contare su un mercato ampio e su reti già strutturate, ma anche confrontarsi con un ambiente competitivo e con la necessità di disporre fin dall’inizio di competenze adeguate.

Una parte della capacità del sistema di rigenerarsi passa dalle nuove generazioni. Un’indicazione sulla propensione verso l’autoimprenditorialità arriva dalla ricerca realizzata dall’Istituto Piepoli per Regione Lombardia su un campione di 1.000 giovani tra i 16 e i 30 anni residenti in regione. Il 37% degli intervistati ha dichiarato che potrebbe prendere in considerazione l’autoimprenditorialità. Dalla ricerca emerge inoltre che un giovane su cinque sogna di avviare un’attività propria. La disponibilità a prendere in considerazione questa strada convive però con le difficoltà legate alla fase di partenza. Informazioni, burocrazia, fiscalità, disponibilità delle risorse e competenze necessarie per gestire un’attività possono aumentare la distanza tra la volontà di mettersi in proprio e la nascita effettiva dell’impresa. La stessa ricerca mostra che otto giovani su dieci attribuiscono alle istituzioni un ruolo importante nel favorire l’autoimprenditorialità.

È sulla distanza tra l’idea e la sua realizzazione che intervengono le politiche regionali. Uno degli strumenti più direttamente legati alla fase di avvio è Nuova Impresa, misura promossa da Regione Lombardia insieme al sistema camerale e gestita da Unioncamere Lombardia per sostenere la nascita di nuove attività e l’autoimprenditorialità. L’obiettivo è sostenere la fase di avvio attraverso un contributo a fondo perduto sulle spese necessarie alla partenza dell’attività, dagli investimenti in beni e attrezzature ad alcune spese di gestione.

Tra il 2021 e il 2025 la misura ha sostenuto 5.376 nuove aziende, con oltre 37 milioni di euro di risorse che hanno attivato 86,8 milioni di investimenti. Nel 2026 la domanda è proseguita: secondo i dati regionali, dall’apertura dello sportello sono arrivate 1.244 richieste. Le nuove risorse stanziate, pari a circa 3,8 milioni di euro, hanno portato la dotazione complessiva dell’edizione 2026 da 8 a 11,8 milioni. Come stabilisce il bando Nuova Impresa 2026, il contributo a fondo perduto copre fino al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 10 mila euro a fronte di un investimento minimo di 3 mila. La misura si rivolge alle nuove micro, piccole e medie imprese e, in presenza dei requisiti previsti, ai lavoratori autonomi con partita Iva individuale.

Nuova Impresa si inserisce in un quadro più ampio di interventi con cui l’assessorato allo Sviluppo economico guidato da Guido Guidesi punta ad accompagnare fasi e tipologie diverse di attività. Tra gli strumenti attivati rientrano Microcredito, rivolto a Pmi e lavoratori autonomi, e Lombardia Venture e Lombardia Venture Step, per sostenere l’accesso al capitale delle imprese innovative. A questi si affiancano le misure dedicate allo sviluppo tecnologico delle startup e al passaggio dall’idea al mercato.

Un altro fronte riguarda il collegamento tra nuove imprese, università e ricerca. In questa direzione si muovono le Startup Competitions 2026, iniziative pensate per sostenere progetti imprenditoriali innovativi. Il programma prevede sei competizioni e complessivamente 36 premi da 25 mila euro ciascuno, per un valore totale di 900 mila euro. Tra le iniziative dedicate alla nascita di nuove imprese innovative rientra anche Start Cup Lombardia, che sostiene progetti imprenditoriali nati nell’ambito della ricerca e dell’innovazione con l’obiettivo di accompagnarli verso la creazione di nuove aziende. Tra il 2016 e il 2026 l’iniziativa ha portato alla costituzione di 54 imprese innovative, che hanno successivamente raccolto oltre 70 milioni di euro di investimenti privati. Guarda invece alle imprese già costituite che hanno bisogno di rafforzare le proprie competenze Misura Talenti, iniziativa attraverso la quale Regione Lombardia mette a disposizione sette milioni di euro per favorire l’ingresso nelle Pmi di personale altamente qualificato e il trasferimento di conoscenze verso il sistema produttivo.

Agli strumenti di sostegno finanziario si affiancano iniziative rivolte alla diffusione della cultura d’impresa e al confronto con chi ha già intrapreso un percorso imprenditoriale. È questo l’obiettivo di Generazione Impresa, il tour promosso da Regione Lombardia per portare sul territorio testimonianze ed esperienze concrete e avvicinare giovani e aspiranti imprenditori alle opportunità legate al fare impresa. La prossima tappa è prevista venerdì 16 ottobre a Sant’Angelo Lodigiano, in provincia di Lodi, e coinvolgerà imprenditori attivi in settori diversi, dall’artigianato alla comunicazione e al marketing fino alla ristorazione. L’incontro si concluderà con un confronto con l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi.


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