Triveneto, la crescita passa da credito, competenze e nuove alleanze: a Treviso la sfida dei commercialisti


Il Consiglio 2026-2030 di ADCEC Tre Venezie con Presidente Camilla Menini e Vicepresidente Carmen Pezzuto

Il Nord Est ha costruito una parte importante della propria forza economica sulla capacità delle imprese di innovare, esportare, investire e competere sui mercati internazionali. Oggi, però, la crescita richiede qualcosa in più: competenze manageriali, accesso al credito, capacità di utilizzare gli strumenti pubblici, governo dei rischi e una collaborazione più efficace tra imprese, istituzioni e professioni economiche.

È su questo terreno che i commercialisti del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e del Trentino-Alto Adige intendono rafforzare il proprio ruolo. Non soltanto interlocutori delle imprese nelle questioni fiscali e societarie, ma partner strategici nelle decisioni che determinano investimenti, competitività e continuità aziendale.

Il confronto prenderà forma venerdì 9 ottobre 2026 alle 0930, al BHR Treviso Hotel di Quinto di Treviso, in occasione della Prima Giornata del Triveneto dei Commercialisti, promossa dall’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie (ADCEC), presieduta da Camilla Menini.

Il titolo scelto, “Commercialisti: infrastruttura strategica e sociale del territorio”, sintetizza una visione che supera i confini tradizionali della professione: riconoscere il contributo dei commercialisti non soltanto alla gestione economica e fiscale delle imprese, ma anche alla qualità del sistema produttivo, alla legalità, alla fiducia e allo sviluppo delle comunità.

Un messaggio che riguarda una comunità professionale di oltre 11 mila commercialisti, articolata nei 13 Ordini territoriali del Triveneto, e che assume un particolare significato nell’anno del rinnovo dei vertici locali e nazionali della categoria.
La Prima Giornata del Triveneto segna anche l’apertura della stagione formativa 2026–2027 di ADCEC Tre Venezie e il primo grande appuntamento istituzionale del nuovo mandato associativo 2026–2030, avviato con l’Assemblea dell’11 giugno scorso. A guidare l’Associazione è Camilla Menini (Treviso), affiancata dalla vicepresidente Carmen Pezzuto (Padova), dal segretario Massimo Zuccato (Verona) e dal tesoriere Gianluigi Degan (Pordenone). Completano il Consiglio Direttivo Elisabetta Montagner e Manuela Gobbato (Venezia), Marco Bean (Gorizia), Giovanna Nadali e Federica De Mattia (Udine), Camilla Marchi (Trento), Marta Rigo e Valentina Dal Maso (Vicenza), Dario Lenarduzzi (Padova), Gianluca Munarin (Treviso), Monica Nale (Rovigo), Stefano Perelli (Belluno), Riccardo Sattler (Trieste) e Nicola Semeraro (Bolzano). Una governance che esprime la rappresentatività territoriale dell’Associazione e che, nell’anno del suo 35° anniversario, si prepara ad affrontare il nuovo quadriennio puntando su formazione specialistica, collaborazione tra Ordini e sviluppo di progettualità comuni per rafforzare il ruolo dei commercialisti nell’economia del Nord Est.

Cottarelli: produttività e crescita, le sfide dell’economia italiana

Ad aprire il confronto economico sarà Carlo Cottarelli, chiamato a delineare lo scenario nel quale imprese e territori dovranno muoversi nei prossimi anni.

Al centro del suo intervento, crescita, produttività e complessità dei sistemi economici, tre questioni strettamente collegate alla capacità dell’Italia di rafforzare il proprio potenziale di sviluppo.

Per il Nord Est, territorio caratterizzato da una diffusa presenza di piccole e medie imprese, il tema assume una rilevanza particolare. La competitività non dipende esclusivamente dalla capacità di produrre o esportare, ma sempre più dalla qualità degli investimenti, dall’organizzazione aziendale, dall’innovazione e dalla disponibilità di competenze in grado di accompagnare le trasformazioni.

In questa prospettiva, il commercialista può contribuire a ridurre la distanza tra opportunità e capacità di utilizzarle, affiancando gli imprenditori nella pianificazione finanziaria, nelle scelte organizzative e nella valutazione della sostenibilità economica dei progetti.

Dal Veneto all’Alto Adige e al Friuli Venezia Giulia: il Triveneto come laboratorio di sviluppo

Una delle sessioni centrali della giornata sarà dedicata al Triveneto come laboratorio di sviluppo, con un confronto tra amministratori pubblici, rappresentanti delle imprese, sistema camerale e strumenti finanziari territoriali.

La questione di fondo è economica prima ancora che istituzionale: come trasformare politiche pubbliche, credito e incentivi in investimenti effettivi e crescita delle imprese?

Per il Veneto interverrà Massimo Bitonci, assessore regionale allo Sviluppo economico, Ricerca e Innovazione e Attrazione investimenti. La sua doppia esperienza, istituzionale e professionale come commercialista, offrirà l’occasione per approfondire il collegamento tra politiche industriali, innovazione e fabbisogni reali delle aziende, anche nella prospettiva della rete del nord.

Dal Friuli Venezia Giulia, in collegamento, parteciperà Sergio Emidio Bini, assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, per un confronto sugli strumenti territoriali di sostegno agli investimenti e sulla competitività del sistema produttivo regionale.

A rappresentare la Provincia autonoma di Bolzano sarà il vicepresidente Marco Galateo, assessore allo Sviluppo economico, Istruzione e Formazione e Cultura italiana. Il modello altoatesino porterà al centro del dibattito il rapporto tra autonomia territoriale, qualità del capitale umano, formazione e attrazione degli investimenti, in un’economia fortemente connessa ai mercati europei.

Ma lo sviluppo non può essere osservato soltanto dalla prospettiva delle politiche pubbliche.

Katia Da Ros, amministratrice delegata di Irinox presidente Venice International Foundation ETS e Associazione Parco Industriale Prealpi Trevigiane, porterà l’esperienza dell’impresa radicata nel territorio, capace di generare valore economico e, allo stesso tempo, contribuire alla crescita sociale e culturale delle comunità. Nel confronto troveranno spazio anche governance, collaborazione tra imprese e passaggio generazionale, uno dei nodi più delicati per la continuità del capitalismo familiare.

Tiziana Pettenuzzo, direttore di Confartigianato Imprese Veneto e vicepresidente di Veneto Sviluppo e, affronterà invece le condizioni operative delle piccole imprese: accesso al credito, costi, capacità di investimento, managerialità e qualità delle infrastrutture territoriali. Questioni che incidono direttamente sulla possibilità di trasformare un progetto imprenditoriale in un investimento finanziabile.

Completerà il quadro Antonio Santocono, presidente di Unioncamere Veneto, con il punto di osservazione del sistema camerale sui fabbisogni delle imprese, sulle trasformazioni economiche e sulle opportunità di rafforzare il raccordo tra dati territoriali, istituzioni e professioni economiche.

Ne emerge un tema destinato ad attraversare l’intera giornata: gli strumenti per sostenere lo sviluppo esistono, ma la loro efficacia dipende dalla capacità di leggere i bisogni delle imprese, costruire progetti credibili e coordinare gli interlocutori coinvolti.

La professione tra responsabilità pubblica, nuove generazioni e competenze

Dalla competitività territoriale il confronto passerà al futuro della professione.

L’interrogativo è tutt’altro che autoreferenziale: quale modello professionale serve a un sistema economico nel quale imprese e istituzioni richiedono competenze sempre più specialistiche e integrate?

A discuterne saranno David Moro, consigliere tesoriere del Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, e Micaela Sette, consigliera nazionale, insieme a Michela Boidi, nuova presidente dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, eletta il 3 ottobre a Bari.

Sul tavolo rappresentanza, responsabilità pubblica, legalità, fiducia e attrattività della professione.

La presenza della nuova presidente dei Giovani Commercialisti assume un significato particolare. Il ricambio generazionale non riguarda soltanto l’ingresso di nuovi professionisti negli studi, ma anche la capacità di offrire modelli organizzativi, percorsi di specializzazione e prospettive professionali coerenti con la trasformazione del mercato.

Per una professione chiamata a presidiare ambiti che spaziano dalla fiscalità alla governance societaria, dalla revisione al terzo settore, il tema delle competenze si intreccia così con quello della responsabilità verso il sistema economico e le istituzioni.

Dal rischio fiscale alla finanza agevolata: le competenze che servono alle PMI

La dimensione più operativa della giornata sarà affidata a una tavola dedicata alle competenze evolute per la crescita delle imprese, con quattro ambiti destinati ad assumere un peso crescente nella consulenza economico-aziendale.

David Bianconi approfondirà il valore strategico dei dati. Per molte PMI la disponibilità di informazioni non coincide ancora con la capacità di utilizzarle per decidere. Trasformare i dati economico-finanziari in strumenti di pianificazione, controllo di gestione e dialogo con il sistema bancario rappresenta una delle opportunità più importanti per migliorare la qualità delle decisioni imprenditoriali.

Angelo D’Ugo porterà l’attenzione sulla finanza agevolata, proponendo il superamento di una logica concentrata sulla ricerca del singolo incentivo. Il tema è costruire progetti d’investimento economicamente sostenibili, nei quali le agevolazioni rappresentino una componente di una strategia finanziaria più ampia.

Il governo del rischio fiscale sarà al centro dell’intervento di Pasquale Formica. La progressiva rilevanza dei sistemi di controllo interno, della tax compliance e del Tax Control Framework sposta l’attenzione dalla gestione successiva delle contestazioni alla prevenzione dei rischi. Una trasformazione che richiede competenze tributarie, capacità organizzativa e conoscenza dei processi aziendali.

Infine, Michele Locuratolo affronterà l’internazionalizzazione delle imprese, con particolare attenzione alla necessità di integrare opportunità commerciali, rischi fiscali, pianificazione e sostenibilità economica dell’espansione verso i mercati esteri.

Quattro prospettive differenti, accomunate da un elemento: la consulenza strategica richiede la capacità di collegare competenze fiscali, societarie, finanziarie e organizzative alle decisioni dell’imprenditore.

Un’Agenda del Triveneto 2026–2030: dalla rappresentanza ai progetti

La giornata non si concluderà con una semplice sintesi dei lavori. L’ultima sessione sarà dedicata alla costruzione di una Agenda del Triveneto per lo sviluppo 2026–2030, pensata come prospettiva di lavoro comune per la rappresentanza professionale e le sue articolazioni territoriali.

A confrontarsi saranno Camilla Menini, presidente ADCEC Tre Venezie; Francesco Dimastromatteo, presidente dell’Ordine di Pordenone e della Conferenza dei 13 Ordini del Triveneto; Laura Costa, presidente dell’Ordine di Trento e Rovereto e delegata per il Trentino-Alto Adige; Francesco Ferronato, presidente dell’Ordine di Vicenza e delegato per il Veneto; e Chiara Marchetto, presidente della SAF Triveneta.

L’obiettivo è individuare priorità condivise per il prossimo quadriennio: rafforzamento delle competenze, dialogo stabile con le istituzioni, valorizzazione dei giovani, collaborazione tra Ordini e maggiore capacità della professione di accompagnare la crescita delle PMI.

Una sfida che passa anche attraverso la formazione specialistica e la costruzione di relazioni strutturate con gli attori economici del territorio.

Per ADCEC Tre Venezie l’appuntamento coincide inoltre con l’avvio della nuova stagione formativa e arriva a pochi giorni dal 35° anniversario della costituzione dell’Associazione, avvenuta il 14 ottobre 1991.

Un passaggio simbolico, ma anche l’occasione per interrogarsi sul ruolo che una comunità professionale organizzata può esercitare nei processi di sviluppo economico.

Il valore economico di una professione che fa sistema

La Prima Giornata del Triveneto si inserisce in una rete che comprende i 13 Ordini territoriali, ADCEC Tre Venezie, la SAF Triveneta, la scuola tirocinanti Start4Comm e la testata professionale Il Commercialista Veneto.

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio del Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e la collaborazione dell’Ordine di Treviso. A condurre i lavori sarà Debora Rosciani, giornalista di Radio 24 – Il Sole 24 Ore. Le conclusioni saranno affidate a Carmen Pezzuto, vicepresidente ADCEC Tre Venezie.

Al di là della dimensione istituzionale, l’appuntamento pone una questione che interessa direttamente l’economia del Nord Est.

In una fase in cui le imprese devono governare contemporaneamente transizione tecnologica, fabbisogni finanziari, rischi fiscali, mercati internazionali e cambiamenti organizzativi, la disponibilità di competenze professionali diffuse può diventare un fattore competitivo del territorio.

La sfida non è soltanto riconoscere il ruolo dei commercialisti, ma trasformare la loro presenza capillare nel tessuto economico in una capacità sistemica di accompagnare investimenti, innovazione e crescita.

Sarà questo il terreno sul quale misurare, negli anni a venire, la concretezza dell’Agenda 2026–2030 che prenderà forma a Treviso.
Massimo Casagrande


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