come funziona e quando spetta


Agevolazione fiscale IRPEF a chi cambia città, trasferisce la residenza e prende una casa in affitto per motivi di lavoro: requisiti, distanza minima, importi e come indicare i dati nel 730.

Trasferirsi in un’altra città per motivi di lavoro è una situazione sempre più frequente. Il cambio di residenza comporta spesso costi rilevanti, soprattutto quando è necessario prendere in affitto una nuova abitazione.  Proprio per sostenere i lavoratori in queste circostanze, la normativa fiscale prevede una specifica detrazione IRPEF in favore dei dipendenti che si trasferiscono per lavoro.

Questa agevolazione è disciplinata dall’articolo 16, comma 1-bis del TUIR (Testo Unico Imposte sui Redditi) e per fruirne va indicata in dichiarazione dei redditi nel rigo E72 del modello 730.

Si tratta di una detrazione forfetaria che può arrivare a circa 991 euro all’anno e che spetta per un periodo limitato (spesso inferiore alla durata del trasferimento e del contratto di affitto), e viene riconosciuta solo a precise condizioni che ora ti illustriamo.

Cos’è la detrazione a chi trasloca per lavoro

La detrazione IRPEF consiste in un’agevolazione fiscale riconosciuta ai lavoratori dipendenti che:

  • trasferiscono la propria residenza per motivi di lavoro;
  • stipulano un contratto di locazione per un immobile destinato ad abitazione principale nel nuovo Comune.

Non si tratta, quindi, di un rimborso delle spese di trasloco, ma tecnicamente lo sconto d’imposta consiste in una detrazione sui canoni di affitto. Questa riduzione delle tasse da pagare viene concessa in misura fissa e non in percentuale rispetto al canone pagato.

A chi spetta la detrazione: i requisiti

L’agevolazione è riconosciuta solo se sono soddisfatte tutte queste condizioni.

Lavoro dipendente

Il contribuente deve essere titolare di reddito da lavoro dipendente. Sono invece esclusi i percettori di redditi assimilati (ad esempio collaborazioni coordinate), i lavoratori autonomi e, ovviamente, le partite IVA.

La detrazione spetta anche se il trasferimento avviene a seguito e in conseguenza  di un nuovo contratto di lavoro.

Trasferimento della residenza

Il lavoratore deve aver trasferito la residenza:

  • nel Comune in cui lavora oppure in uno limitrofo;
  • a una distanza di almeno 100 km dal precedente Comune;
  • in una Regione diversa rispetto a quella di provenienza.

Le due condizioni (100 km di distanza e Regione diversa) devono essere rispettate contemporaneamente.

Contratto di locazione per abitazione principale

È necessario essere titolari di un contratto di affitto relativo a un immobile adibito a abitazione principale.

Il contratto può essere di qualsiasi tipologia, purché registrato e riferito a un immobile effettivamente utilizzato come dimora abituale.

Per quanto tempo spetta

La detrazione IRPEF non è permanente. Spetta infatti solo per i primi tre anni dal trasferimento della residenza, a condizione che il cambio sia avvenuto nei tre anni precedenti alla richiesta della detrazione.

Il legislatore sa che stabilizzarsi in una nuova città richiede tempo. Per questo motivo, la detrazione spetta per i primi tre anni dalla data di variazione della residenza.

Ad esempio, se hai cambiato residenza per motivi di lavoro nel corso del 2025 e sei andato a vivere in una casa in affitto, potrai usufruire dello sconto fiscale per gli anni d’imposta 2025, 2026 e 2027.

Importo della detrazione

La detrazione è forfetaria e varia in base al reddito complessivo:

  • fino a 15.493,71 euro di reddito, l’importo annuo detraibile è di 991,60 euro;
  • con un reddito da 15.493,71 a 30.987,41 euro, la detrazione si riduce a 495,80 euro;
  • oltre il limite reddituale di 30.987,41 euro non spetta alcuna detrazione.

L’importo deve essere rapportato ai giorni in cui l’immobile è stato adibito ad abitazione principale.

Luca si trasferisce durante l’anno, il 1° luglio, e utilizza l’immobile come abitazione principale per 184 giorni. Il suo reddito complessivo è di 13.000 €. Sulla detrazione teorica (991,60 €) bisogna fare il riproporzionamento: 991,60 × 184 / 365 = 500,22 €.

La detrazione non dipende dall’importo dell’affitto: anche con un canone di locazione elevato l’importo resta fisso.

Cosa succede se termina il rapporto di lavoro

Se il lavoratore perde la qualifica di dipendente perché il rapporto si risolve definitivamente (per dimissioni, licenziamento, scadenza del contratto a termine o altre cause), la detrazione cessa dall’anno successivo a quello in cui non sussiste più il rapporto di lavoro.

Contratto di locazione cointestato

Quando il contratto è intestato a più soggetti (come un collega o altri coinquilini):

  • la detrazione va divisa tra gli intestatari che possiedono i requisiti;
  • la ripartizione avviene in base al reddito di ciascun beneficiario.

Se solo alcuni intestatari sono lavoratori dipendenti, la detrazione spetta esclusivamente a loro, e in base ai rispettivi redditi che, come abbiamo visto, danno diritto allo sconto in misura diversa.

Se su tre coinquilini solo due sono lavoratori dipendenti che hanno traslocato da oltre 100 km e da fuori Regione, la detrazione spetta solo a questi ultimi due nella misura del 50% ciascuno.

Sara e Paolo sono entrambi lavoratori dipendenti con requisiti e condividono l’affitto. Il reddito di Sara è di 13.000 €, quello di Paolo 24.000 €. Sara avrà diritto a una detrazione 991,60 € ÷ 2 = 495,80 €; a Paolo spetterà una detrazione 495,80 € ÷ 2 = 247,90 €.

Trasferimento all’estero per lavoro

La detrazione è riconosciuta anche se il trasferimento avviene all’estero per motivi di lavoro.

Tuttavia in questo caso spetta solo per l’anno in cui il contribuente è fiscalmente residente in Italia; negli anni successivi non è fruibile se si perde la residenza fiscale italiana.

Documenti da conservare

Per dimostrare il diritto alla detrazione è necessario conservare, e esibire all’Agenzia delle Entrate in caso di controlli:

  • il contratto di locazione registrato;
  • il contratto di lavoro o la CU (certificazione unica) attestante la qualifica di lavoratore dipendente;
  • un’autocertificazione con cui si dichiara:
    • il trasferimento di residenza;
    • l’utilizzo dell’immobile come abitazione principale;
    • il rispetto delle condizioni richieste.

Quando non spetta la detrazione a chi si trasferisce per lavoro

La detrazione fiscale per i lavoratori che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro non è riconosciuta nei seguenti casi:

  • non sei un lavoratore dipendente: l’agevolazione spetta solo ai titolari di reddito da lavoro dipendente. Sono esclusi collaboratori, autonomi e percettori di redditi assimilati;
  • non hai trasferito la residenza: il beneficio richiede il cambio di residenza nel comune di lavoro o in uno limitrofo. Non basta lavorare in un’altra città senza spostare la residenza;
  • distanza inferiore a 100 km o stessa Regione: La detrazione non spetta se il nuovo Comune dista meno di 100 km o si trova nella stessa Regione del precedente.
  • manca il contratto di locazione: è indispensabile un contratto di affitto per un immobile adibito ad abitazione principale. Non spetta se si vive in casa di proprietà o in comodato;
  • sono trascorsi più di tre anni dal trasferimento: la detrazione è limitata ai primi tre anni dalla variazione della residenza;
  • il rapporto di lavoro dipendente è cessato: se si perde la qualifica di lavoratore dipendente, la detrazione non spetta più, a decorrere dall’anno successivo;
  • non sei fiscalmente residente in Italia: in caso di trasferimento all’estero con perdita della residenza fiscale italiana, l’agevolazione non può essere fruita negli anni successivi.

Come indicare la detrazione in dichiarazione

La detrazione va inserita nel rigo E72 del modello 730; oppure nel quadro RP del modello Redditi.

L’importo deve essere proporzionato ai giorni di utilizzo dell’immobile come abitazione principale.

Differenza rispetto ad altre detrazioni sull’affitto

Questa agevolazione non va confusa con:

  • la detrazione per inquilini di abitazione principale;
  • la detrazione per giovani in affitto;
  • la detrazione studenti fuori sede.

Si tratta, infatti, di una misura specifica per il trasferimento della residenza per lavoro.

In sintesi

La detrazione per chi trasloca per lavoro è un’agevolazione poco conosciuta, ma molto utile per i lavoratori dipendenti che cambiano città per esigenze professionali.

Può arrivare a circa 991 euro all’anno per tre anni, ma richiede il rispetto di condizioni precise: trasferimento di residenza, distanza minima di 100 km, Regione diversa e contratto di affitto per abitazione principale.




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