TERMOLI. Un contributo a fondo perduto pari al 50% della spesa ammissibile per aiutare imprese ittiche e operatori del turismo nautico a sviluppare nuove attività sulla costa. Il Gal Molise Costiero si prepara a pubblicare l’Azione 4.1, «Diversificazione e Turismo Costiero», destinata a sostenere piccole infrastrutture per l’accoglienza turistica, la cultura e lo sport. L’annuncio arriva dal presidente Nico Balice, che accompagna questa prima risposta concreta agli operatori con una revisione delle esigenze del territorio, un monitoraggio permanente della Strategia di Sviluppo Locale e tre mesi di incontri con il mondo della pesca e della blue economy.
«Non vogliamo aspettare la fine dell’ascolto per agire», spiega Balice. Il nuovo avviso punta a favorire investimenti capaci di collegare il lavoro della marineria alle opportunità offerte dal turismo e dalla valorizzazione delle tradizioni costiere.
Le spese potranno riguardare siti web e piattaforme digitali per prenotare esperienze di pescaturismo e itinerari in mare; chioschi, punti ristoro e piccole strutture mobili o galleggianti amovibili; attrezzature per la degustazione e la somministrazione del pescato, anche a bordo, a sostegno degli itinerari turistici in mare già attivi e nei box dedicati di prossima apertura. Tra le possibilità indicate figurano anche il recupero di locali destinati all’accoglienza e alle tradizioni marinare, attrezzature per la voga e gli sport acquatici e percorsi di turismo esperienziale legati al patrimonio marinaresco.
«È un bando pensato per dare una risposta rapida e tangibile a imprese ittiche e operatori del turismo nautico, con un contributo a fondo perduto del 50% della spesa ammissibile. Se il territorio risponderà con forza, siamo pronti a metterci ulteriori risorse», sottolinea il presidente.
La scelta si inserisce nel percorso avviato dopo il suo insediamento, quando Balice ha chiesto al management del Gal una verifica costante sull’attuazione della Strategia. «Volevo aprire questa fase partendo dai fatti. Credo in una governance che legge la realtà con obiettività: valorizza ciò che funziona e affronta con la stessa trasparenza ciò che va migliorato. Per questo ho chiesto al management un monitoraggio permanente, una vera bussola per l’azione del Gal».
Il quadro viene definito complessivamente positivo. A fronte del 55% del percorso già compiuto, l’avanzamento finanziario delle attività di gestione e animazione è al 47,46%, una percentuale che Balice considera coerente con la fase di consolidamento della struttura. Le Azioni a Titolarità hanno impegnato 51.035 euro, pari al 39,2% della dotazione pubblica.
Un risultato particolarmente significativo riguarda la cooperazione: con una spesa di 4.905 euro sono state attivate progettualità per 183.937,02 euro. «La cooperazione ha un forte effetto leva», osserva Balice, indicando un rapporto di 37,5 euro di progettualità per ogni euro investito.
Sul versante delle Azioni a Regia e della Strategia nel suo complesso, il monitoraggio registra inoltre il finanziamento di interventi innovativi per la decarbonizzazione. Tra questi, l’installazione di un impianto fotovoltaico sul mercato ittico, che secondo quanto illustrato dal presidente renderà la struttura autosufficiente rispetto al proprio fabbisogno energetico. È stata avviata anche la realizzazione di un ecomuseo diffuso della fascia costiera, accompagnata da un corso di formazione per guide ecomuseali, il cui bando scadrà a fine mese.
Accanto ai risultati, la verifica ha individuato risorse ancora da mobilitare e procedure sulle quali intervenire. Nelle ultime due settimane la governance ha lavorato per tradurre le evidenze del monitoraggio in scelte e correttivi. Per alcune Azioni a Regia, le risorse concesse ammontano oggi a 175mila euro su una dotazione programmata di 435mila euro, pari al 40,2%. Il 34,5% della dotazione programmata riguarda gli avvisi delle Azioni 2.1 e 3.2, andati deserti; un ulteriore 13,8% riguarda proposte dichiarate non ammissibili nell’ambito dell’Azione 2.4.
«I dati confermano la solidità del lavoro svolto, ma indicano che dobbiamo intervenire su alcune Azioni a Regia», afferma Balice. A pesare sono anche un carico istruttorio elevato, dovuto alla concentrazione delle procedure nel biennio 2025-2026, e la necessità di anticipare risorse per sostenere le attività in attesa dei rimborsi FEAMPA. «Non compromettono la Strategia, ma chiedono interventi mirati e una maggiore aderenza alla domanda locale».
Per comprendere meglio quella domanda, il Gal avvierà una collaborazione con gli Sportelli del sistema CeSAPe, il servizio di assistenza alle imprese della pesca finanziato con il FEAMPA. Un primo incontro è previsto a breve. Gli Sportelli dovranno diventare il raccordo operativo tra il Gal, gli operatori della pesca, le imprese e le comunità costiere, mettendo insieme competenze tecniche, conoscenza dei fabbisogni e capacità di animazione territoriale.
«La forza dell’approccio CLLD sta nel costruire sviluppo partendo dalle comunità locali», spiega il presidente. «Attraverso questa collaborazione vogliamo costruire un percorso stabile di confronto, capace di leggere con precisione le esigenze del comparto, intercettare le criticità emerse dal monitoraggio e orientare in modo più efficace le scelte della Strategia».
Nei prossimi tre mesi saranno organizzati incontri territoriali, tavoli di confronto e laboratori partecipativi con il mondo della pesca e con tutta la blue economy. L’obiettivo è raccogliere esigenze, criticità e proposte, individuare i correttivi necessari e orientare le risorse sulla base delle richieste effettive del territorio.
La cooperazione porterà intanto nuovi interventi ambientali e sperimentali. Le progettualità attivate consentiranno di realizzare azioni pilota per la raccolta e la gestione dei rifiuti nei bacini portuali, integrate con interventi di decarbonizzazione basati sull’impiego di mezzi elettrici. Sono previste anche iniziative per la valorizzazione del granchio blu, con l’intento di trasformare una criticità del comparto ittico in un’opportunità di innovazione e sviluppo.
Balice non esclude una rimodulazione complessiva della Strategia, se necessaria a rispondere ai bisogni del settore in una fase particolarmente delicata per la pesca. «Non vogliamo limitarci a gestire risorse: vogliamo trasformarle in investimenti, progetti e opportunità concrete per il territorio». Alle misure immediate, come l’Azione 4.1, si affiancherà il confronto con il CeSAPe, utile anche a proporre soluzioni ispirate alle migliori pratiche della rete europea dei FLAG e dei GAL.
Attraverso l’attuazione dell’Azione 2.2 sarà inoltre promosso un momento strutturato di riflessione sulla blue economy, con workshop tematici e il coinvolgimento di esperti della rete nazionale. Il percorso comprenderà spazi di dialogo tra giovani, figure storiche della marineria locale, operatori esperti, conoscitori della storia del mare e delle sue tradizioni e comunità costiere.
Il confronto intergenerazionale dovrà servire a trasferire competenze, valorizzare la memoria marinara e costruire nuove prospettive professionali, favorendo il ricambio generazionale nella pesca e nelle attività costiere. «L’obiettivo è mettere in relazione esperienza e innovazione, radici e futuro», conclude Balice, rafforzando la capacità del territorio di attrarre nuove competenze e condividere una visione dello sviluppo. «Da qui vogliamo ripartire per consolidare il ruolo del Gal come strumento di sviluppo partecipato del Molise costiero, capace di trasformare risorse e idee in opportunità concrete per imprese, pescatori e comunità».
Red
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