Via Ricciotti e Rione Dirupo: il progetto del 2003 può rinascere con il nuovo bando regionale sulla rigenerazione urbana


Nei giorni scorsi è stato pubblicato un articolo dedicato alle casette di Via Ricciotti e del Rione Dirupo, prendendo spunto da recenti iniziative private di recupero di immobili storici e richiamando un progetto comunale elaborato già nell’anno 2003, quando venne predisposta la proposta preliminare “Recupero abitazioni per attività ricettiva-commerciale”.

Quel progetto riguardava il recupero di un nucleo di caratteristiche casette del centro storico, prevalentemente ubicate in Via Ricciotti: 17 immobili da sottoporre a restauro e risanamento conservativo, da associare ad altri 6 immobili già di proprietà comunale nella stessa area.

Mentre la realizzazione di Fosso La Salsa fu finanziata e realizzata per € 760.000,00, in quanto fu esplicitamente dichiarato al Ministero fuori dal perimetro del Rione Dirupo, l’altra iniziativa non fu finanziata per un impedimento oggettivo in quanto rientrante nel Rione Dirupo interessato dal vincolo derivante dal decreto di trasferimento dell’abitato, successivamente rimosso nel 2014.

Oggi lo scenario è cambiato. Proprio mentre si è tornati a parlare pubblicamente del progetto del 2003 e della possibile valorizzazione delle casette del Rione Dirupo, la Regione Basilicata ha pubblicato una Manifestazione di interesse per interventi di valorizzazione ambientale e paesaggistica degli insediamenti urbani, nell’ambito della rigenerazione urbana, con scadenza ravvicinata.

Non un progetto turistico-commerciale, ma un PIRU coerente con il bando regionale

Il progetto del 2003 non può essere semplicemente riproposto nella sua originaria impostazione turistico-commerciale. La Manifestazione regionale non è un bando per finanziare alberghi diffusi, bed and breakfast, case vacanze o attività commerciali.

La proposta dovrebbe invece essere rielaborata come PIRU – Programma Integrato di Rigenerazione Urbana – fondato su funzioni culturali, sociali, educative, collettive, servizi alla comunità, accessibilità universale, valorizzazione del patrimonio pubblico, innovazione territoriale e rigenerazione dello spazio urbano.

Le sei lammie comunali potrebbero diventare il cuore di un Centro civico della memoria, dei saperi e dell’innovazione territoriale: non più un museo statico, ma un sistema pubblico capace di coniugare memoria genealogica, storia dell’emigrazione pisticcese, artigianato tradizionale, cultura, ricerca, partecipazione e servizi di comunità.

In precedenti elaborazioni riguardanti lo stesso complesso pubblico era già stata immaginata la possibilità di trasformare tali spazi in un luogo di rigenerazione territoriale, capace di mettere insieme comunità attiva, associazioni, imprese, istituzioni, università, enti di ricerca e professionalità locali. Tale impostazione può oggi essere aggiornata senza richiamare precedenti denominazioni progettuali.

Nel laboratorio di progettazione, ricerca e innovazione territoriale potrebbe inoltre trovare spazio un’attività stabile di studio e documentazione propedeutica a possibili percorsi di riconoscimento culturale e paesaggistico, anche con il coinvolgimento dell’Università degli Studi della Basilicata e delle competenze universitarie riconducibili alla Cattedra UNESCO. Non una candidatura UNESCO già definita, ma un laboratorio di ricerca applicata sul patrimonio storico, paesaggistico e identitario di Pisticci.

Le altre casette e il rapporto con i privati

Il bando regionale consente di candidare anche interventi su beni non ancora nella disponibilità pubblica, purché sia prevista l’acquisizione al patrimonio pubblico, con idonei atti amministrativi e nei limiti stabiliti dalla Manifestazione. Ciò apre la possibilità di riprendere il nucleo delle 17 casette già individuate nel 2003, oggi eventualmente da acquisire, non per destinarle ad attività turistica o commerciale, ma per integrarle nel sistema pubblico del PIRU.

Tali immobili potrebbero ospitare laboratori culturali, spazi per associazioni, attività educative, archivi tematici, esposizioni, servizi di supporto e, ove ritenuto ammissibile dalla Regione, foresterie culturali temporanee e non commerciali per relatori, studiosi, artisti e ospiti coinvolti in eventi di più giorni.

Nel tempo numerose abitazioni del Rione Dirupo sono state recuperate o acquistate da persone provenienti da altre realtà italiane ed estere. Il PIRU non dovrebbe sovrapporsi a tali iniziative private, né entrare in concorrenza con esse: i privati continuano a svolgere autonomamente l’ospitalità, mentre il Comune realizza la parte pubblica, culturale, sociale, documentaria e infrastrutturale della rigenerazione.

Via Ricciotti strada campione

Via Ricciotti potrebbe diventare la strada campione della rigenerazione del Rione Dirupo, con un modello replicabile progressivamente nelle altre strade. La sistemazione dovrebbe prevedere acciottolato naturale grigio con ciottoli piccoli, uniformi e complanari sui lati; percorso centrale interamente accessibile in mattoni pieni a spina di pesce lungo tutta la via; canalette laterali per il disciplinamento delle acque piovane; illuminazione antichizzata, panchine, cestini, dissuasori, verde in vaso, Wi-Fi pubblico con QR code, segnaletica culturale e bagni pubblici accessibili.

Elemento essenziale dovrebbe essere l’assenza assoluta di scale, gradini, barriere, pendenze eccessive o qualunque ostacolo al transito di persone con ridotta capacità motoria.

Una occasione da non perdere

La scadenza ravvicinata della Manifestazione regionale impone una valutazione urgente da parte del Comune di Pisticci: verifica degli immobili ancora disponibili, aggiornamento della progettazione, nomina del RUP, manifestazione di volontà all’acquisizione delle casette private, predisposizione della Scheda PIRU e approvazione della candidatura.

Appare pertanto opportuno che l’Amministrazione comunale valuti con la massima attenzione la possibilità di riprendere oggi un progetto nato nel 2003, allora impedito da un vincolo successivamente rimosso, proprio nel momento in cui la Regione Basilicata mette a disposizione uno strumento potenzialmente idoneo a realizzarne una versione aggiornata, pubblica e coerente con le esigenze attuali della comunità.

Il Rione Dirupo non ha bisogno di interventi episodici. Ha bisogno di una visione. Via Ricciotti potrebbe diventare il primo tassello concreto di questa visione: un luogo della memoria, della cultura, dell’accessibilità, della ricerca e della rigenerazione urbana, capace di collegare passato e futuro, patrimonio pubblico e iniziativa privata, identità locale, università, comunità scientifica e nuove opportunità per la comunità.

Ing. Antonio Grieco, già Dirigente del Settore Ambiente del Comune di Pisticci

SCHEDA TECNICA DI ACCOMPAGNAMENTO PIRU Rione Dirupo – Via Ricciotti

Finalità della scheda

La presente scheda accompagna il comunicato stampa e conserva gli elementi progettuali di dettaglio che, per ragioni di sintesi, non vengono sviluppati integralmente nel testo giornalistico. La scheda non sostituisce gli atti tecnici dell’Amministrazione comunale, ma individua una possibile traccia per la candidatura alla Manifestazione regionale.

  1. Impostazione generale del PIRU

Il PIRU dovrebbe essere costruito su tre livelli integrati: recupero funzionale delle sei “lammie” comunali; eventuale acquisizione di ulteriori casette storiche già individuate dal progetto del 2003; riqualificazione accessibile e coordinata di Via Ricciotti quale strada campione del Rione Dirupo.

  1. Funzioni proposte per le sei lammie comunali

  1. Laboratorio permanente per studi e percorso UNESCO

Il laboratorio di progettazione, ricerca e innovazione territoriale potrebbe costituire il luogo stabile per sviluppare studi, rilievi, archivi, censimenti, documentazione fotografica, cartografie, ricerche storiche, paesaggistiche e culturali, anche in collaborazione con Università degli Studi della Basilicata, enti di ricerca e competenze riconducibili alla Cattedra UNESCO. La formulazione deve restare prudente: non candidatura già definita, ma attività propedeutica di studio e documentazione.

  1. Ulteriori casette da acquisire

Le eventuali ulteriori casette da acquisire dovrebbero essere destinate a funzioni pubbliche complementari: laboratori culturali, spazi per associazioni, archivi tematici, attività educative, esposizioni e foresterie culturali temporanee non commerciali per relatori, ricercatori, artisti, formatori e ospiti istituzionali coinvolti in eventi di più giorni.

  1. Via Ricciotti strada campione

  • Acciottolato naturale grigio, con ciottoli piccoli, uniformi e complanari, sui lati degli edifici.
  • Percorso centrale accessibile in mattoni pieni posati a spina di pesce, continuo lungo tutta Via Ricciotti.
  • Canalette laterali per il disciplinamento delle acque piovane.
  • Raccordi, rampe e soluzioni plano-altimetriche idonee a eliminare scale, gradini, pendenze eccessive e ogni barriera alla mobilità ridotta.
  • Illuminazione antichizzata, panchine, cestini, dissuasori, verde in vaso, segnaletica culturale, Wi-Fi pubblico e QR code informativi.

  1. Rapporto con le attività private

Il PIRU dovrebbe essere presentato come intervento pubblico complementare alle iniziative private già sviluppatesi nel Rione: il Comune non crea nuove strutture ricettive commerciali, ma servizi pubblici, cultura, accessibilità e qualità urbana. La ricettività privata resta autonoma e può beneficiare indirettamente della rigenerazione complessiva dell’ambito.

  1. Atti da attivare con urgenza

  • Verifica puntuale degli immobili comunali e delle casette ancora acquisibili.
  • Ricognizione catastale, proprietaria, urbanistica e statica.
  • Delibera di indirizzo della Giunta comunale sulla candidatura e sulla volontà di acquisizione degli immobili privati funzionali al PIRU.
  • Nomina del RUP, richiesta CUP, verifica del Programma triennale dei lavori pubblici e predisposizione della Scheda PIRU.
  • Eventuale quesito alla Regione sulle funzioni più delicate: foresterie culturali temporanee, acquisizione degli immobili e articolazione funzionale dei beni pubblici.

  1. Formula conclusiva sintetica

Via Ricciotti può diventare il progetto pilota di rigenerazione del Rione Dirupo: un intervento pubblico che recupera memoria e identità, crea servizi e spazi culturali, migliora l’accessibilità e costruisce le condizioni per un quartiere più vivo, inclusivo e fruibile dai cittadini e dalle comunità legate a Pisticci nel mondo.




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