Importanti novità quest’anno per le fonti rinnovabili in Italia e tra le più rilevanti c’è il Decreto FER X 2026, che nella versione definitiva è in vigore dal 7 agosto scorso e prevede risorse per 23 miliardi di euro, con l’obiettivo di sostenere la realizzazione di 37,15 GW di nuova capacità da fonti rinnovabili entro il 2030.
Il provvedimento si inserisce nel percorso di transizione energetica dell’Italia e punta a favorire la realizzazione di nuovi impianti rinnovabili. A questo si aggiungono le misure contenute nel decreto energia 2026, che interviene su diversi aspetti del settore energetico.
Cos’è il decreto FER-X definitivo?
Il decreto FER X definitivo rappresenta il nuovo quadro di sostegno alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Chi cerca il testo del decreto FEX definitivo deve fare riferimento al decreto firmato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica il 18 giugno 2026 ed entrato formalmente in vigore il 7 agosto.
L’obiettivo del decreto FER X definitivo è incentivare la produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili, caratterizzati da costi di generazione prossimi alla competitività sul mercato. A tal fine viene introdotto un sistema di sostegno pensato per favorire lo sviluppo efficace, efficiente e sostenibile delle rinnovabili. Il provvedimento si inserisce inoltre in un quadro normativo più ampio che prevede nuovi obblighi per l’utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici. I destinatari del FER X definitivo sono:
- impianti solari fotovoltaici;
- impianti eolici;
- impianti idroelettrici;
- impianti di trattamento di gas residuati dai processi di depurazione.
Le categorie di intervento sono:
- nuova costruzione;
- rifacimento integrale;
- rifacimento parziale;
- potenziamento.
Il provvedimento definitivo arriva dopo il cosiddetto decreto FER X transitorio, introdotto con il DM del 30 dicembre 2024. Il regime transitorio era stato concepito come una misura-ponte, legata alla disciplina emergenziale sugli aiuti di Stato e destinata agli interventi del 2025.
La differenza principale è nella durata e nella natura del sostegno: il decreto FER X transitorio aveva una funzione temporanea, ossia sostenere la realizzazione di nuovi impianti rinnovabili senza creare un vuoto normativo tra il precedente sistema di incentivazione e il nuovo FER X. Quest’ultimo, invece, è strutturale e si inserisce nel quadro delle politiche energetiche fino al 2030.
Cosa prevede il FER X definitivo per il periodo 2026-2030?
Il decreto FER X definitivo prevede un contingente massimo complessivo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile da sostenere entro il 2030. Di questi, 10 GW sono destinati agli impianti con potenza fino a 1 MW, mentre i restanti 27,15 GW riguardano gli impianti di potenza superiore. Per le procedure competitive, le quote indicative sono pari a:
- 16,5 GW per l’eolico;
- 10 GW per il fotovoltaico;
- 0,63 GW per l’idroelettrico;
- 0,02 GW per gli impianti alimentati da gas residuati dai processi di depurazione.
Una delle caratteristiche principali è il ricorso a meccanismi di sostegno differenziati in base alla potenza dell’impianto. Per quelli di dimensioni più contenute è previsto l’accesso diretto, mentre per gli impianti di maggiore potenza sono previste procedure competitive organizzate dal GSE (gestore dei servizi energetici).
Il sostegno si basa principalmente su un meccanismo assimilabile a un contratto per differenza a due vie. In sostanza, viene definito un prezzo di riferimento: quando il prezzo di mercato dell’energia è inferiore al valore riconosciuto, il GSE compensa la differenza; quando invece il prezzo di mercato supera il valore di riferimento, il produttore restituisce l’eccedenza.
Il programma non consiste in un semplice contributo una tantum per chi installa un impianto: l’incentivo è collegato alla produzione di energia elettrica rinnovabile e viene riconosciuto per un periodo di 20 anni a partire dall’entrata in esercizio commerciale dell’impianto.
FER X definitivo: modalità e tempistiche della richiesta
Ai fini dell’accesso alle procedure competitive, gli impianti devono essere preliminarmente qualificati e aver presentato una manifestazione di interesse. La domanda per la qualifica preliminare deve essere presentata telematicamente attraverso il Portale FER-X Definitivo del GSE, operativo dal 25 agosto 2026.
Dopo aver ottenuto la qualifica preliminare, si potrà inoltrare la manifestazione di interesse esclusivamente nelle finestre temporali previste dalle Regole Operative e specificate nei relativi bandi. Per ciascun intervento è consentito presentare fino a tre manifestazioni di interesse, includendo nel conteggio anche quelle eventualmente già inviate nell’ambito del DM FER-X Transitorio.
Il soggetto richiedente dovrà indicare nella manifestazione di interesse l’entità della quota di potenza richiesta per la partecipazione alla procedura competitiva, trasmettendo al contempo, tramite il portale centralizzato delle Garanzie GIGA, la cauzione provvisoria e la documentazione attestante la solidità finanziaria.
Cosa prevede il decreto energia 2026?
Nel quadro delle misure energetiche del 2026 rientra anche il decreto-legge n. 21 del 20 febbraio 2026, successivamente convertito nella legge n. 49 del 10 aprile 2026. Il provvedimento contiene misure urgenti per ridurre il costo dell’energia elettrica e del gas per famiglie e imprese, oltre a interventi per la competitività delle aziende e la decarbonizzazione industriale. Ecco le principali novità del decreto energia:
- bonus straordinario da 115 euro sulla bolletta: per i titolari del bonus sociale elettrico;
- sostegno alle famiglie con ISEE fino a 25.000 euro;
- riduzione degli oneri sulle bollette elettriche: il decreto interviene sulla componente ASOS, con l’obiettivo di contenere il costo dell’elettricità e rendere più sostenibile il sistema di sostegno alle fonti rinnovabili;
- misure per le imprese energivore: interventi destinati a ridurre il costo dell’energia per le imprese e a rafforzarne la competitività;
- interventi sul gas: finalizzati alla riduzione dei costi e alla maggiore sicurezza e competitività del sistema energetico;
- sostegno alla decarbonizzazione dell’industria;
- interventi sul fotovoltaico incentivato: in particolare sugli impianti di potenza superiore a 20 kW che beneficiano dei vecchi incentivi del Conto Energia.
Quali incentivi per il fotovoltaico nel 2026?
Nel 2026 gli incentivi per il fotovoltaico non si concentrano su una sola misura, ma sono diversi e cambiano in base a diversi fattori, non solo a seconda del soggetto beneficiario, ma anche della tipologia dell’impianto. Ecco le principali misure a disposizione:
- decreto FER X definitivo: è il principale meccanismo di sostegno alla nuova produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, compreso il fotovoltaico;
- reddito energetico nazionale: contributi a fondo perduto per le famiglie del Sud, fino a un massimo di 11.000 euro, per finanziare la realizzazione di impianti fotovoltaici domestici, a chi ha un ISEE inferiore a 15.000 euro, oppure sotto i 30.000 euro per i nuclei con almeno 4 figli a carico;
- comunità energetiche rinnovabili (CER): chi installa un impianto fotovoltaico all’interno di una comunità energetica può beneficiare degli incentivi riconosciuti sull’energia condivisa, con un contributo a fondo perduto del 40%;
- autoproduzione di energia da FER per le PMI: le micro, piccole e medie imprese possono ottenere contributi fino al 40% per realizzare impianti destinati all’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, compreso il fotovoltaico;
- detrazioni fiscali per il fotovoltaico: detrazione IRPEF per gli interventi edilizi pari al 36% e fino al 50% per l’abitazione principale;
- conto Termico 3.0 fotovoltaico: pannelli e sistemi di accumulo possono essere incentivati se installati insieme alla sostituzione dell’impianto esistente con una pompa di calore elettrica.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



