La Germania riforma l’Iva per rendere più competitivi i suoi porti



























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La Germania riforma l’Iva per rendere più competitivi i suoi porti


La Conferenza dei ministri delle Finanze approva il modello di compensazione che dovrebbe eliminare dal 2030 il prefinanziamento dell’imposta


Amburgo


16 settembre 2026

Il Zentralverband der Deutschen Seehafenbetriebe (ZDS),
l’associazione dei terminalisti e operatori dei porti marittimi
tedeschi, ha accolto con favore la delibera di giovedì scorso
della Conferenza dei ministri delle Finanze dei Länder che
approva l’introduzione di un modello di compensazione dell’Iva
all’importazione. Evidenziando che il sistema attuale, in base al
quale le imprese sono tenute a versare l’Iva all’importazione
potendola successivamente detrarre come Iva a credito,
l’associazione ha denunciato che ciò determina un inutile
assorbimento di liquidità e un costo che mina la
competitività dei porti tedeschi rispetto ai concorrenti
europei, dove l’Iva all’importazione viene compensata direttamente
con il credito d’imposta.



Il meccanismo attualmente applicato in Germania prevede che
quando un’impresa importa una merce da un Paese extra-UE, l’Iva
all’importazione venga versata all’autorità doganale.
L’impresa che ha diritto alla detrazione può successivamente
recuperare questo importo attraverso la propria dichiarazione Iva.
Dal punto di vista economico, quando l’impresa ha pieno diritto alla
detrazione, l’imposta rappresenta quindi normalmente un costo
fiscale neutrale, ma non è necessariamente neutrale dal punto
di vista finanziario: tra il pagamento alla dogana e il successivo
recupero dell’imposta può trascorrere un intervallo di tempo
durante il quale il capitale dell’impresa rimane immobilizzato. È
precisamente questo il problema che si vuole eliminare con il
modello di compensazione dell’Iva all’importazione: con il nuovo
sistema, l’Iva all’importazione dovrebbe essere indicata nella
dichiarazione Iva e contemporaneamente portata in detrazione come
imposta a monte. In presenza del pieno diritto alla detrazione, non
sarebbe quindi necessario effettuare il precedente esborso
finanziario alla dogana.



Ricordando che nel 2024 la Conferenza dei ministri delle Finanze
aveva già riconosciuto la necessità di procedere
verso un modello di compensazione, il direttore generale
dell’associazione, Florian Keisinger, ha evidenziato che «la
decisione della Conferenza dei Ministri delle Finanze rappresenta un
passo atteso da tempo. La normativa vigente – ha spiegato -
penalizza le imprese tedesche rispetto ai concorrenti europei e
priva l’erario tedesco di entrate derivanti da dazi, imposte sulle
attività produttive, imposte sui redditi da lavoro e Iva,
poiché i centri logistici si insediano sempre più
spesso all’estero. Il modello di compensazione elimina questo
svantaggio competitivo e, al contempo, riduce la burocrazia
superflua. Ciò rafforza i nostri poli logistici e, più
in generale, la Germania come sede industriale. Ora – ha aggiunto
Keisinger – è fondamentale passare alla fase attuativa: dopo
anni di discussioni, il governo federale ha l’opportunità di
dimostrare concretamente la propria capacità di agire e di
riformare. Lo Stato federale e i Länder non devono quindi
perdere ulteriore tempo e devono creare quanto prima i presupposti
normativi e tecnici necessari. L’obiettivo fissato per il 2030 non
deve diventare un pretesto per rimandare l’attuazione a tempo
indeterminato. Altri Paesi europei dimostrano già da tempo
che una procedura di questo tipo funziona».



La decisione dela Conferenza dei ministri delle Finanze è
stata assunta su iniziativa dei Länder Nordreno-Vestfalia,
Amburgo, Assia, Brema e Baviera, che comprendono alcuni dei
principali porti marittimi e interni della Germania. Con il
provvedimento si chiede al governo federale di predisporre le
modifiche legislative necessarie, mentre parallelamente dovrà
essere realizzato l’adeguamento dei sistemi informatici
dell’amministrazione tributaria. L’obiettivo indicato dalle autorità
tedesche è rendere disponibile il nuovo sistema dal primo
gennaio 2030.



Il Ministero delle Finanze del Nordreno-Vestfalia, dove si trova
il porto di Duisburg, che è il principale scalo fluviale
europeo, ha evidenziato che il sistema attuale determina uno
svantaggio di liquidità per gli importatori tedeschi, e che
altri Stati membri dell’UE applicano sistemi nei quali l’Iva
all’importazione viene direttamente compensata nella dichiarazione
fiscale, ed ha sottolineato che la conseguenza è che porti e
piattaforme logistiche tedeschi possono perdere flussi di merci a
vantaggio dei concorrenti europei. Il riferimento più
significativo è rappresentato dall’Olanda e dal porto di
Rotterdam. La normativa olandese consente infatti, attraverso la
cosiddetta autorizzazione art. 23, di non pagare l’Iva
all’importazione direttamente alla dogana. L’impresa la indica nella
propria dichiarazione Iva e, se possiede il diritto alla detrazione,
può detrarre contemporaneamente lo stesso importo come Iva a
monte. In questo caso l’importazione non comporta un esborso
finanziario netto per l’Iva. Il sistema è accessibile anche
alle imprese non stabilite in Olanda attraverso un rappresentante
fiscale. La stessa amministrazione tributaria olandese spiega che,
in questo caso, il rappresentante dichiara l’Iva all’importazione e
la detrae nella medesima dichiarazione, evitando il pagamento
anticipato alla dogana. Per questo il modello olandese viene
considerato da anni un elemento di competitività dei porti e
delle piattaforme logistiche del Paese. Anche la IHK Nord,
rappresentanza delle Camere di commercio della Germania
settentrionale, ha rilevato che l’importazione attraverso Rotterdam
beneficia della compensazione diretta dell’Iva all’importazione,
mentre il sistema tedesco comporta un fabbisogno di
prefinanziamento.




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