sono 23.485 le locazioni turistiche nel Salento



Sono 23.485 le case vacanze censite (allo scorso 21 settembre) nei 96 comuni della provincia di Lecce, cioè 30,7 ogni mille abitanti. Un’altra caratteristica è la netta prevalenza delle locazioni non imprenditoriali. Delle 23.485 unità censite, 20.651 appartengono a questa categoria, pari all’87,9 per cento. Quelle imprenditoriali sono soltanto 2.834, appena il 12,1 per cento. Gallipoli rappresenta però una parziale eccezione: conta 668 locazioni imprenditoriali su 2.493 complessive, una quota sensibilmente più alta rispetto alla media provinciale. Lo studio è di Domus Partner sui dati di Open Data Regione Puglia.
Un dato rilevante che racconta solo una parte del fenomeno: il numero delle abitazioni in rapporto alla popolazione residente cambia la geografia del Salento.

Il report

A guidare entrambe le classifiche è Porto Cesareo: 2.678 locazioni turistiche e appena 6.486 residenti. Significa 412,9 locazioni ogni mille abitanti, un rapporto che non ha eguali nel resto della provincia. In termini puramente statistici, più di quattro locazioni turistiche ogni dieci residenti. 
Un dato che fotografa con particolare evidenza il peso delle seconde case e degli immobili destinati alle vacanze nei comuni costieri: da una parte quindi la capacità di generare economia e risorse per il Comune, dall’altra le difficoltà crescenti sul mercato della casa.
«Sicuramente c’è uno squilibrio – osserva il sindaco di Porto Cesareo Francesco Schito -. Abbiamo un’emergenza abitativa che riguarda le famiglie che cercano un affitto annuale. Molti proprietari preferiscono destinare le proprie abitazioni agli affitti stagionali e questo crea difficoltà soprattutto alle giovani coppie e, più in generale, a chi ha bisogno di trovare una casa per tutto l’anno». 
Ma il fenomeno, secondo il primo cittadino, non può però essere letto soltanto in termini negativi. «Il Comune deve tutelare gli interessi di tutti. Se c’è una componente della popolazione in difficoltà bisogna prestarle attenzione, ma dall’altra parte, se le strutture sono regolari e pagano l’imposta di soggiorno – osserva -, quegli introiti consentono all’amministrazione di garantire servizi ai turisti e al territorio». 
Il punto critico emerge quando una parte del mercato resta fuori dai circuiti ufficiali: «Se l’imposta di soggiorno non viene versata, ci ritroviamo con turisti che sul territorio diventano di fatto invisibili, ma ai quali dobbiamo comunque assicurare i servizi». C’è poi un altro effetto molto concreto: quello sulla mobilità. «Molte abitazioni si sono trasformate, di fatto, in strutture turistiche – aggiunge Schito -. Ma bisogna anche garantire il parcheggio per tutte le persone che arrivano. Altrimenti un territorio come il nostro va in affanno». 
Il rapporto tra offerta turistica e popolazione residente è destinato, peraltro, ad assumere un peso crescente anche sul piano normativo. Il disegno di legge regionale pugliese sulle locazioni turistiche, già approvato dalla IV Commissione consiliare e atteso ora al passaggio in Aula, prevede infatti che i Comuni a maggiore densità turistica possano introdurre criteri e limiti per le nuove locazioni esercitate in forma imprenditoriale. Tra i parametri da valutare rientra anche il rapporto tra posti letto turistici e popolazione residente, insieme alla disponibilità di abitazioni per l’affitto ordinario e agli effetti sulla qualità della vita dei residenti. 
Subito dietro, per incidenza, c’è Salve. Le locazioni sono 1.698, meno di quelle registrate a Gallipoli e Lecce, ma su una popolazione di appena 4.541 abitanti: il risultato è di 373,9 ogni mille residenti. 

«Il dato va riferito a tutto il territorio comunale – sottolinea il vicesindaco Giovanni Lecci, ricordando il peso delle marine di Pescoluse, Torre Pali, Posto Vecchio e della porzione di Lido Marini -. Abbiamo un litorale praticamente tutto fruibile: non ci sono grandi tratti rocciosi o inaccessibili. Questo fa sì che sulle marine si riversi una quantità enorme di presenze». Nei periodi di punta, spiega il vicesindaco, «si arriva anche a 150mila presenze. Negli ultimi anni c’è stato un aumento molto importante delle case vacanza e, più in generale, delle strutture destinate all’ospitalità. È cresciuto il numero delle locazioni e si è anche allungata la stagione». 
Il caso opposto è Lecce. Il capoluogo è terzo in provincia per numero complessivo, con 1.781 locazioni, ma scende drasticamente nella graduatoria dell’incidenza: appena 18,9 ogni mille abitanti. Il motivo è naturalmente legato alla dimensione demografica della città, che conta oltre 94mila residenti.
Anche Gallipoli offre una lettura interessante. Con 2.493 locazioni è seconda soltanto a Porto Cesareo in valore assoluto, ma il rapporto con i suoi quasi 19mila abitanti si ferma a 131,7 ogni mille residenti. È comunque un’incidenza molto elevata, ma inferiore a quella di Salve, Otranto, Morciano di Leuca e Patù.
Otranto è uno dei casi più significativi: 1.153 locazioni per 5.566 abitanti, pari a 207,2 ogni mille residenti. Morciano di Leuca arriva a 185,9 con appena 566 unità registrate, mentre Patù, che conta soltanto 246 locazioni, raggiunge comunque quota 149,3 ogni mille abitanti grazie a una popolazione di appena 1.648 residenti.
Tra i grandi poli turistici spiccano anche Ugento, con 1.686 locazioni e 141,8 ogni mille residenti, e Melendugno, con 1.259 unità e un’incidenza di 125,2. Nardò, pur contando 1.382 locazioni, si ferma invece a 44,9 ogni mille abitanti, proprio per effetto di una popolazione superiore ai 30mila residenti.
Guardando più in basso nella classifica emergono altre curiosità. Castro, con appena 212 locazioni, raggiunge 91,5 ogni mille abitanti; Santa Cesarea Terme è poco distante con 90,5. Diso arriva a 64, mentre Uggiano la Chiesa registra 180 locazioni e un rapporto di 41,8 ogni mille residenti. Maglie, al contrario, pur avendo una popolazione superiore ai 13mila abitanti, conta soltanto 66 locazioni, pari a 5 ogni mille residenti.




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