Piano Casa, un miliardo per 60mila alloggi pubblici e “Zes Casa”: le proposte Ance per le città


Un miliardo di euro per rimettere in circolo 60mila alloggi pubblici oggi vuoti, con il bando atteso a inizio 2027. È l’annuncio arrivato dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini alla Conferenza “Città nel Futuro 2030-2050”, la tre giorni dell’Ance aperta il 30 settembre alla Camera dei deputati e proseguita al Maxxi di Roma.

L’Associazione nazionale costruttori edili ha portato a Governo e Parlamento un pacchetto di proposte su casa, rigenerazione urbana e infrastrutture per l’adattamento climatico. Sul tavolo anche i nodi immediati del settore: caro materiali, ristori arretrati e investimenti pubblici dopo la fine del Pnrr.

Piano Casa e proposte Ance: i punti chiave

  • Alloggi pubblici: 1 miliardo per recuperare 60mila case popolari inutilizzate; bando Invitalia previsto a inizio 2027.
  • Bonus affitto genitori separati: 20 milioni l’anno per tre anni, a copertura di metà del canone.
  • Zes Casa: l’Ance propone un regime fiscale di favore per investitori e famiglie, sul modello delle Zone economiche speciali.
  • Emergenza abitativa: 300mila famiglie in lista d’attesa; solo il 3,5% vive in una casa popolare.
  • Reti idriche ed energetiche: circa 14 miliardi attivabili fino al 2028 con la flessibilità europea.
  • Caro materiali: ristori ancora da erogare alle imprese per almeno 2 miliardi.

Emergenza casa in Italia: 300mila famiglie in attesa di un alloggio pubblico

Il documento presentato dall’Ance fotografa un Paese con poca edilizia pubblica e case vecchie ed energivore. Le famiglie in lista d’attesa per un alloggio popolare sono 300mila e solo il 3,5% abita in una casa pubblica. Nei Paesi Bassi la quota è del 29%, in Austria e Svezia del 24%, in Francia del 17%.

A pesare è anche il divario tra costi e redditi. Secondo le elaborazioni Ance su dati Istat, nei primi sette mesi del 2026 costruire costa il 25% in più rispetto al 2019, mentre le retribuzioni sono salite del 14%. Per i costruttori la casa va trattata come un’infrastruttura sociale strategica, da cui dipende la competitività dei territori.

Zes Casa, capitali pazienti e incentivi stabili: cosa chiede l’Ance

La proposta più nuova è la “Zes Casa”: un regime fiscale agevolato per investitori e famiglie, ricalcato sulle Zone economiche speciali. Attorno a questa idea l’Associazione costruisce un pacchetto più ampio:

  • progetti diffusi sul territorio finanziati da capitali pazienti, con flessibilità urbanistica, semplificazioni e leva fiscale;
  • fondi pluriennali per l’edilizia pubblica e sociale;
  • riuso degli edifici dismessi;
  • incentivi di lungo periodo legati al risparmio energetico effettivo, con parametri di sicurezza sismica nelle aree più esposte;
  • uso più ampio del Conto termico per le case popolari e le fasce deboli.

Rigenerazione urbana, regole ferme agli anni Sessanta

Il presidente Antonio Ciucci ha indicato nelle norme urbanistiche il primo ostacolo: risalgono al dopoguerra e non sono più adatte a governare la trasformazione delle città. Senza regole chiare, è la sua tesi, la rigenerazione resta sulla carta.

Efficienza energetica: non basta la classe

Sul fronte della riqualificazione, i vicepresidenti Stefano Betti e Massimo Angelo Deldossi chiedono continuità nella prossima manovra e un cambio di metro. Oltre il 40% dei consumi energetici nazionali dipende dagli edifici. L’Ance propone di affiancare alla classe energetica l’energia primaria globale e di progettare insieme efficienza, sicurezza sismica, gestione dell’acqua e adattamento climatico.

Alloggi pubblici, bonus affitto e Piano Casa: gli impegni del Governo

Un miliardo per le case popolari inutilizzate

Salvini ha spiegato che decine di migliaia di immobili pubblici restano vuoti perché non a norma. Per recuperarli c’è un miliardo di euro: mancano gli ultimi passaggi burocratici, poi il bando sarà pubblicato con Invitalia, con l’obiettivo di partire nei primi giorni del 2027.

Bonus affitto per i genitori separati

Entro ottobre il ministro punta a presentare anche il bonus affitto per i genitori separati che hanno lasciato la casa ma continuano a pagare il mutuo. La dote è di 20 milioni l’anno per il triennio e copre metà del canone.

Otto miliardi per pagare i lavori già eseguiti

Salvini ha poi riferito di aver chiesto in Consiglio dei ministri 8 miliardi per saldare opere già realizzate tra il 2024 e il 2026. Risorse che, ha precisato, servono entro quest’anno e non possono quindi passare dalla legge di Bilancio 2027.

Tajani: Piano Casa anche per la “zona grigia”

Il vicepremier Antonio Tajani ha assicurato l’impegno ad accelerare il Piano Casa: «Se l’edilizia funziona, funziona l’economia del Paese». Il Piano dovrà servire a riqualificare l’esistente, a costruire nuovi alloggi e a rispondere a chi è troppo ricco per la casa popolare ma non abbastanza per comprare ai prezzi di mercato.

Dall’Ance è arrivato un giudizio positivo con alcune riserve. La vicepresidente Vanessa Pesenti ha chiesto chiarezza sulla ripartizione dei 10 miliardi tra primo e secondo pilastro e sulle risorse del fondo dei fondi. Ha inoltre sollecitato agevolazioni anche per gli investimenti sotto il miliardo.

Acqua ed energia: 14 miliardi per le infrastrutture dell’adattamento

Il secondo capitolo delle proposte riguarda le reti. Il 42,4% dell’acqua immessa negli acquedotti comunali va perso: circa 157 litri al giorno per abitante. Gli investimenti nel settore idrico sono cresciuti del 74%, anche grazie al Pnrr, ma secondo il vicepresidente Francesco Tuccillo le carenze restano gravi soprattutto nel Mezzogiorno.

Sull’energia il confronto con l’Europa è sfavorevole. L’elettricità all’ingrosso costa in Italia 180 euro al megawattora, contro i 126 della Germania, i 125 della Francia e i 119 della Spagna.

Da qui la richiesta di Ciucci alla vigilia della manovra: un grande piano per le infrastrutture energetiche e idriche, con governance centrale e tempi certi. La nuova flessibilità di bilancio europea consentirebbe di liberare fino al 2028 circa 14 miliardi per l’adattamento delle reti e l’efficientamento degli edifici. L’Ance propone di affidarne la regia a una cabina a Palazzo Chigi.

Sulla prevenzione è intervenuto anche il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, che ha avvertito: lo Stato non ha più le risorse per finanziare ogni ricostruzione dopo le calamità.

Dopo il Pnrr: caro materiali, ristori e rischio vuoto di cantieri

Per le imprese l’urgenza è la continuità. Con il Pnrr in chiusura calano i bandi dei principali soggetti attuatori, mentre restano da incassare ristori per il caro materiali per almeno 2 miliardi di euro. Il settore, ha ricordato Ciucci, vale il 12% del Pil e occupa 1,7 milioni di persone.

La linea dell’Ance è conservare il metodo del Piano: obiettivi, scadenze, monitoraggio e procedure più snelle, concentrando le risorse sulle opere davvero cantierabili. Con margini di finanza pubblica ridotti, i costruttori puntano su più partenariato pubblico-privato per casa, infrastrutture e multiutility, e su una presenza più organizzata delle imprese italiane all’estero, Africa in testa.


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