Riconoscere tempestivamente i segnali di violenza domestica, proteggere bambini e adolescenti dalle situazioni di maltrattamento e costruire una rete di intervento capace di mettere in comunicazione magistratura, servizi sanitari, assistenti sociali, forze dell’ordine e istituzioni scolastiche. Sono gli obiettivi dell’iniziativa promossa dall’ASL Foggia, che giovedì 15 ottobre, dalle 8 alle 14, riunirà a San Marco in Lamis professionisti e rappresentanti delle istituzioni impegnati nella tutela dei minori.
L’appuntamento, intitolato “Nell’assoluto interesse del minore: sinergie istituzionali contro la violenza intrafamiliare”, si svolgerà nella saletta del Convento di San Matteo ed è rivolto ai dipendenti di tutte le professioni sanitarie e agli assistenti sociali.
L’iniziativa è promossa dalla Direzione del Distretto Socio Sanitario di San Marco in Lamis e si inserisce nel percorso formativo sul contrasto alla violenza di genere avviato su iniziativa di Carolina Villani, coordinatrice del Servizio Sociale Distrettuale dell’ASL Foggia, che sarà anche responsabile scientifica e moderatrice dell’incontro.
Riconoscere la violenza prima che sia troppo tardi
Al centro della giornata formativa ci sarà la necessità di individuare precocemente le situazioni di disagio familiare e i segnali che possono indicare maltrattamenti, abusi o altre forme di violenza nei confronti dei minori.
Un compito particolarmente delicato per gli operatori sanitari e sociali, che possono entrare in contatto con bambini, adolescenti e famiglie in condizioni di vulnerabilità.
“Il personale sanitario e gli assistenti sociali svolgono un ruolo strategico nell’individuazione precoce dei segnali di rischio, nell’ascolto, nell’accoglienza dei minori e delle loro famiglie e nell’attivazione dei percorsi di protezione e sostegno”, sottolinea Carolina Villani.
Secondo la coordinatrice, per affrontare situazioni tanto complesse non sono sufficienti le competenze dei singoli professionisti, ma occorre conoscere le procedure di intervento e garantire una collaborazione costante tra i diversi organismi coinvolti.
“Per affrontare situazioni così delicate è indispensabile disporre di competenze aggiornate, conoscere le procedure di intervento e saper collaborare con le altre professionalità e con gli organismi istituzionali competenti”.
Una rete tra magistratura, scuola, consultori e forze dell’ordine
Uno degli aspetti centrali dell’iniziativa sarà il confronto tra le diverse figure professionali che intervengono nei percorsi di protezione dell’infanzia.
“Fondamentale è la promozione di una rete fra magistratura, servizi sociali, consultori, Servizio di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza territoriale, forze dell’ordine e scuola”, spiega Villani.
L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi, evitando che le diverse istituzioni operino senza un adeguato coordinamento.
“Investire nella formazione significa non solo accrescere le competenze individuali, ma anche consolidare una rete territoriale in grado di condividere responsabilità, informazioni e modalità operative, nel rispetto dei ruoli istituzionali e della riservatezza”.
Un approccio multidisciplinare che, secondo la responsabile del Servizio Sociale Distrettuale, deve avere come riferimento prioritario la sicurezza e il benessere dei bambini.
“Un approccio multidisciplinare consente di superare la frammentazione degli interventi e di porre al centro di ogni decisione il benessere, la sicurezza e i diritti del minore”.
Al confronto anche il Tribunale per i minorenni e Save the Children
La giornata prenderà il via alle 8 con l’accoglienza dei partecipanti e l’introduzione ai lavori.
Dalle 8.30 sono previsti i saluti istituzionali di Michele Ciavarella, direttore del Distretto Socio Sanitario di San Marco in Lamis, Valeria Montaruli, presidente del Tribunale per i minorenni di Foggia, che interverrà in videocollegamento, e Matteo Belvito, maresciallo dei carabinieri di San Marco in Lamis.
Il programma scientifico affronterà le buone pratiche già sviluppate sul territorio, il rapporto tra violenza sulle donne e tutela dei figli, la prevenzione sociale e le responsabilità delle istituzioni.
Interverranno Costanzo Cascavilla, responsabile del Consorzio di San Marco in Lamis, e Francesca Vecera, coordinatrice del centro antiviolenza “Da Donna a Donna”, che approfondirà le conseguenze della violenza domestica sulle donne e sui minori.
Spazio anche al contributo di Giuseppe Tucci, giudice onorario del Tribunale per i minorenni, e Giuseppe Del Grosso, dell’Ufficio del Garante dei diritti del minore della Regione Puglia.
Massimiliano Fiorentino, presidente del Consiglio regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Puglia, affronterà il tema della prevenzione nel sociale.
Particolare attenzione sarà dedicata alla costruzione di comunità educanti e di cura attraverso l’intervento di Agnese Curri, coordinatrice dello Sviluppo Territoriale Area Sud Italia di Save the Children per Puglia, Basilicata e Calabria.
Adolescenti, disagio psicologico e ruolo della scuola
La seconda parte della mattinata sarà dedicata alle esigenze degli adolescenti e al riconoscimento delle manifestazioni di disagio.
Rosa Merla, componente della Commissione “Risorse integrative e sostitutive della famiglia” del Coordinamento italiano sul maltrattamento e abuso all’infanzia (CISMAI), interverrà sul tema delle aspettative dei ragazzi nei confronti degli adulti.
Seguiranno gli approfondimenti di Ilaria Pizzolorusso, responsabile dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’ASL Foggia, e Roberta Palmieri, dello stesso servizio, dedicati rispettivamente alla ricerca dei sintomi e alla gestione degli invii ai servizi specialistici.
A chiudere gli interventi sarà Luigi Talienti, dirigente scolastico dell’Istituto Professionale per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Michele Lecce” di San Giovanni Rotondo, con una relazione sul ruolo della scuola come luogo di accoglienza e protezione.
La giornata terminerà con un dibattito e la somministrazione del test finale di apprendimento.
Per i partecipanti è previsto il riconoscimento di sei crediti ECM, nell’ambito della formazione continua delle professioni sanitarie.
L’iniziativa rappresenta un’occasione di confronto operativo per rafforzare la capacità dei servizi territoriali di intercettare precocemente le situazioni di violenza intrafamiliare e garantire percorsi di tutela coordinati, mettendo al centro i diritti dei bambini e degli adolescenti.
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