BdM Banca chiude i primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 29,42 milioni di euro, in crescita del 10,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, ed eroga 1,12 miliardi di euro di finanziamenti a famiglie e imprese del Mezzogiorno, in aumento dell’8,4% su base annua. I risultati al 30 settembre 2026, approvati dal Consiglio di Amministrazione il 3 novembre, evidenziano inoltre una crescita degli impieghi e della raccolta da clientela, accompagnata dalla progressiva riduzione dell’incidenza dei crediti deteriorati.
L’utile netto raggiunge 29,42 milioni di euro, rispetto ai 26,69 milioni registrati al 30 settembre 2025. Sul fronte del credito, le nuove erogazioni a famiglie e imprese del Sud Italia si attestano a 1,12 miliardi, contro gli 1,03 miliardi dei primi nove mesi dell’anno precedente.
Gli impieghi netti complessivi raggiungono 7.548,28 milioni di euro, in crescita del 9,9% rispetto ai 6.868,90 milioni di dicembre 2025. Il dato comprende 6.505,12 milioni di crediti verso clientela, 231,17 milioni di titoli di debito detenuti per l’incasso dei flussi contrattuali e 811,99 milioni di crediti verso Cassa Compensazione e Garanzia.
La crescita dei finanziamenti è sostenuta anche dall’andamento dei mutui, che raggiungono 3.967,15 milioni di euro, in aumento dell’11,5% rispetto ai 3.556,92 milioni di settembre 2025. Gli altri finanziamenti a scadenza salgono invece del 7,3%, attestandosi a 1.786,67 milioni di euro.
Sul fronte della raccolta, la raccolta diretta da clientela cresce del 15,5%, passando dai 7.733,85 milioni di dicembre 2025 agli 8.929,25 milioni di euro di settembre 2026.
La raccolta indiretta raggiunge 4.654,12 milioni di euro, in aumento del 7,7% rispetto ai 4.323,20 milioni di fine 2025. A sostenere il risultato contribuiscono la raccolta amministrata, in crescita del 12,3%, e la performance dei fondi comuni di investimento, positiva per il 4,8%.
Complessivamente, la raccolta totale da clientela si attesta a 13.599,21 milioni di euro, registrando un incremento del 12,6% rispetto ai 12.072,89 milioni di dicembre 2025.
Per quanto riguarda il conto economico, il margine di interesse si attesta a 159,23 milioni di euro, rispetto ai 165,72 milioni registrati nei primi nove mesi del 2025.
Gli interessi attivi crescono da 227,1 a 233,4 milioni di euro, beneficiando dell’espansione degli impieghi, mentre gli interessi passivi aumentano da 61,38 a 74,18 milioni, anche per effetto della maggiore raccolta diretta e del consolidamento della raccolta strutturale.
In quest’ultimo ambito rientra il collocamento, avvenuto il 6 febbraio 2026, della tranche Class A1 della cartolarizzazione MCC Group RMBS 2025, relativa a un portafoglio di mutui residenziali originati da BdM Banca per circa 1,03 miliardi di euro.
Le commissioni nette risultano sostanzialmente stabili, attestandosi a 88,63 milioni di euro, rispetto agli 88,51 milioni del settembre 2025, con un incremento dello 0,1%.
All’interno di questa voce si registra una crescita del 6,9% delle commissioni relative all’erogazione di prestiti e finanziamenti, che raggiungono 13,43 milioni di euro.
Particolarmente significativo l’andamento delle commissioni da consumer finance, in aumento del 32% a 7,92 milioni, e di quelle da bancassurance, cresciute del 41,6% a 6,52 milioni. Le commissioni da servizi di investimento salgono invece del 4%, raggiungendo 20,49 milioni di euro.
Questi incrementi risultano parzialmente compensati dalla contrazione dei rappel, diminuiti del 57,4%, e delle altre commissioni da servizi bancari, in flessione dell’1,6%.
Il margine di intermediazione si attesta a 250,11 milioni di euro, rispetto ai 276,66 milioni registrati nei primi nove mesi del 2025.
Sul risultato incidono anche i minori utili netti derivanti dalla cessione di titoli del portafoglio FVOCI, pari a 1,36 milioni di euro contro i 14,2 milioni dell’anno precedente, in un contesto di mercato caratterizzato da volatilità e tensioni geopolitiche.
I costi operativi raggiungono 220,63 milioni di euro, in crescita del 14,1% rispetto ai 193,38 milioni del settembre 2025.
Le spese per il personale aumentano del 4,6% a 102,47 milioni, mentre le altre spese amministrative crescono del 5,6% a 87,22 milioni. Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri salgono a 21,60 milioni di euro, prevalentemente per effetto dei maggiori accantonamenti legati a controversie legali.
Il cost/income ratio, calcolato al netto degli accantonamenti ai fondi per rischi e oneri, si attesta al 79,6%, rispetto al 66,1% del settembre 2025.
Prosegue intanto il miglioramento della qualità del credito, con una riduzione delle rettifiche per rischio di credito a 36,25 milioni di euro, rispetto ai 61,30 milioni dei primi nove mesi del 2025.
Il costo del rischio scende allo 0,64%, rispetto all’1,25% registrato al 30 settembre 2025 e all’1% di dicembre dello stesso anno.
Anche l’incidenza dei crediti deteriorati registra un miglioramento: l’NPE ratio netto si riduce al 2,6%, dal 2,8% di dicembre 2025. Il valore contabile netto dei crediti deteriorati verso clientela è pari a 168,32 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto ai 168,27 milioni di fine 2025.
Nel corso dei primi nove mesi dell’anno sono state inoltre concluse le operazioni di derisking Sirio e Andromeda unsecured granular, mentre è stata avviata una nuova operazione denominata Andromeda secured granular, relativa a un portafoglio di crediti deteriorati con un valore lordo di 40,2 milioni di euro.
Dal punto di vista patrimoniale, il CET1 capital ratio si attesta al 12,80%, rispetto al 14,35% di dicembre 2025, mentre il Total capital ratio raggiunge il 14,63%, contro il 16,28% di fine 2025.
Il portafoglio titoli complessivo ammonta a 1.898,86 milioni di euro, in diminuzione del 10,7% rispetto ai 2.126,12 milioni registrati a dicembre 2025.
Prosegue infine secondo le tempistiche previste il Piano Sportelli, finalizzato al potenziamento della rete commerciale e all’ottimizzazione della presenza territoriale della banca.
L’obiettivo del programma è rafforzare il presidio del Mezzogiorno, accompagnando la crescita dell’attività creditizia e il sostegno finanziario alle famiglie e alle imprese.
I risultati al 30 settembre 2026 evidenziano quindi una crescita dell’utile netto, degli impieghi e della raccolta, insieme a un miglioramento degli indicatori di rischio creditizio, pur in presenza di una contrazione del margine di interesse e di un incremento dei costi operativi.
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