Il Ministro Crosetto ignora le segnalazioni del Sindacato dei Militari: ora è la magistratura a dover intervenire per garantire la legalità nelle APCSM
Da anni il Sindacato dei Militari ha segnalato formalmente al Ministero della Difesa presunte gravi irregolarità nella gestione di Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM) iscritte nell’albo ministeriale.
Le istanze trasmesse nel corso del tempo hanno riguardato, in particolare:
- presunte violazioni di regole statutarie, tra cui l’adozione di provvedimenti interni — quali espulsioni di iscritti — adottati in modo asseritamente contrario alle disposizioni associative;
- opacità nella pubblicazione di bilanci preventivi e consuntivi, con numerose APCSM risultate inadempienti agli obblighi di trasparenza contabile per gli anni 2022, 2023, 2024 e 2025;
- la possibile fruizione indebita di permessi e distacchi sindacali con oneri a carico del bilancio dello Stato da parte di associazioni i cui requisiti avrebbero dovuto essere sottoposti a verifica;
- dubbi sulla reale regolarità degli accertamenti ministeriali, formalmente conclusi con esito “REGOLARE” ai sensi dell’art. 1477 del Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. n. 66/2010), nonostante le segnalazioni reiterate.
Queste istanze, documentate e trasmesse in via formale attraverso atti protocollati e comunicazioni PEC, non hanno mai ottenuto una risposta sostanziale da parte del Ministero.
Il 1° agosto 2025 il Sindacato dei Militari ha inviato al Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, una richiesta formale e urgente di verifiche sulla regolarità delle attività di un’APCSM, chiedendo altresì di conoscere l’esito e l’oggetto degli accertamenti svolti dal Ministero su tutte le associazioni iscritte nell’albo, con indicazione del responsabile del procedimento e dei termini di conclusione, ai sensi della legge n. 241/1990.
La risposta del Ministero, pervenuta in data 5 agosto 2025, si è limitata a una comunicazione di mera “presa d’atto”, priva di qualsiasi riscontro nel merito e di qualunque indicazione sull’avvio di un’istruttoria.
Il 26 settembre 2025, decorso inutilmente il termine previsto per la conclusione del procedimento, il Sindacato dei Militari ha trasmesso una formale diffida ad adempiere, assegnando al Ministro un termine di sette giorni per concludere il procedimento ovvero per comunicare le ragioni del ritardo, con avvertimento esplicito che, in caso di ulteriore inerzia, si sarebbe proceduto a denunciare i fatti alla competente Autorità Giudiziaria — stante la possibile rilevanza penale della condotta ai sensi dell’art. 328, comma 2, del codice penale (omissione di atti d’ufficio).
Anche in questo caso, il 24 ottobre 2025, il Ministero ha risposto esclusivamente con una seconda comunicazione di “presa d’atto” della diffida, senza adottare alcun provvedimento conclusivo né fornire spiegazioni sull’inerzia protratta.
Il procedimento amministrativo risulta pertanto ad oggi non concluso, nonostante le plurime e formali sollecitazioni, in violazione degli obblighi imposti dalla legge n. 241/1990.
Di fronte al perdurante silenzio istituzionale, il Sindacato dei Militari ha dato seguito alle proprie dichiarazioni, coinvolgendo le sedi giudiziarie competenti.
In sede penale ordinaria, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha emesso un decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti del rappresentante di vertice di un’APCSM, con l’imputazione di appropriazione indebita, aggravata dall’abuso del ruolo ricoperto e dalla continuazione nel tempo. Secondo la contestazione, l’imputato avrebbe utilizzato e distratto, in più occasioni e nell’ambito di un medesimo disegno criminoso, somme derivanti dai versamenti degli iscritti all’associazione in un arco temporale compreso tra il 2023 e il 2024.
In sede di denuncia per inerzia amministrativa, il Sindacato dei Militari ha depositato in data 11 novembre 2025 presso la Procura della Repubblica di Roma una denuncia/querela nei confronti del Ministro della Difesa, di funzionari e dirigenti del Ministero e di eventuali ulteriori soggetti da individuare nel corso delle indagini. L’eventuale sussistenza delle ipotesi di reato prospettate è rimessa all’accertamento dell’Autorità Giudiziaria.
Il Sindacato ha altresì chiesto all’Autorità Giudiziaria di accertare se dall’inerzia amministrativa siano derivati danni erariali, e si è riservato di costituirsi parte civile nel procedimento.
Il Sindacato dei Militari rivolge al Ministro Guido Crosetto un appello formale e perentorio: agire immediatamente per ripristinare la trasparenza e la legalità all’interno del sistema sindacale delle Forze Armate.
“Non è più accettabile che le APCSM — alcune delle quali godono di permessi e distacchi sindacali finanziati con denaro pubblico — operino senza un controllo effettivo da parte del Ministero vigilante. Non è accettabile che le denunce documentate di irregolarità gestionali, violazioni statutarie e opacità contabili vengano archiviate con un generico esito “REGOLARE”, senza che vengano resi noti né i criteri di valutazione né i risultati concreti degli accertamenti. Ministro, ha avuto tutto il tempo per intervenire. Le segnalazioni erano note. Le diffide erano formalmente depositate. La sua risposta è stata il silenzio. Ora sarà la magistratura a occuparsi di ciò che il Ministro non ha voluto fare.”
Il Sindacato dei Militari conferma il proprio impegno a proseguire l’azione di vigilanza in ogni sede competente — amministrativa, penale e civile — a tutela dei diritti dei militari e dell’integrità delle istituzioni.
Sarà garantita la massima collaborazione con le Autorità Giudiziarie procedenti. Il Sindacato si riserva di intraprendere ogni ulteriore iniziativa giudiziaria necessaria per assicurare che chi opera nel sistema sindacale delle Forze Armate lo faccia nel pieno rispetto della legge, della trasparenza e degli interessi dei lavoratori militari rappresentati. Il Sindacato dei Militari si costituirà parte civile nel processo, rappresentato e difeso dall’Avvocato Serena Gasperini del Foro di Roma.
La legalità non è negoziabile.
Luca Marco Comellini – Segretario Generale del Sindacato dei Militari
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