Guerre, inflazione, carovita, impoverimento delle famiglie dovrebbero essere da deterrente, eppure, il fenomeno del gioco online non conosce crisi. Cresce di anno in anno mietendo vittime sempre più vittime.
Senza i necessari argini, in dieci anni il gioco d’azzardo in Italia è cresciuto del 72% e le proiezioni lasciano presagire, tra il 2028 e il 2029 possa sfondare la soglia dei 200 miliardi di euro di giocate mentre le entrate da tassazione si riducono e crescono gli utili delle grandi multinazionali che governano il settore.Un fenomeno che gigantesco che Federconsumatori non smette di denunciare per gli interessi che si annidano mentre crescono le dipendenze patologiche, i costi a carico del SSN per curare le patologie delle vittime del gioco e per le famiglie che si sovraindebitano a causa del gioco. In questo il quadro si colloca la terza edizione di “Non così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli Comuni italiani”, lo studio promosso da Fondazione Isscon, Federconsumatori e CGIL, che per la prima volta, mette sotto osservazione in modo sistematico il fenomeno dell’azzardo nei Comuni italiani tra 2.000 e 10.000 abitanti.Federconsumatori continua a rivendicare la messa a disposizione i dati sui volumi di gioco a livello comunale, per tutti i comuni italiani, e non in forma territoriale aggregata. I dati 2025 sono stati ottenuti a seguito di richiesta di accesso civico generalizzato nei confronti dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli di Stato (ADM). E’ una fornitura informativa più ampia rispetto al 2024, ma ancora incompleta.
Dato di gioco nazionale nel IV° Rapporto del Libro nero sull’Azzardo (Federconsumatori, ISSCON, CGIL)
Nel 2025 la raccolta complessiva nazionale di gioco, fisico e da remoto, ha raggiunto 165,34 miliardi di euro, pari al 7,3% del PIL, con una crescita del +5% (+7,9 mld di €) sul 2024 (157,4 mld di €). Le perdite sfiorano i 22 mld di euro. Il volume di raccolta dal canale fisico nel 2025 ammonta a 64,5 miliardi di €, in contrazione rispetto al dato relativo all’annualità precedente (-1,3%). Il volume di gioco online supera i 100 miliardi di € (100,88 mld di €, +8,8 mld di €, +9,5% rispetto al 2024), in particolare nei giochi di abilità (giochi di carte, casinò online), scommesse sportive e Betting Exchange.
I dati sul gioco nei piccoli Comuni
L’indagine analizza ora 3.146 Comuni, circa il 40% dei Comuni italiani, nei quali vive quasi un quarto della popolazione. In questi territori, nel 2025 sono stati giocati 34,7 miliardi di euro tra gioco fisico e online e registrate perdite per 4,6 miliardi di euro. In 113 piccoli Comuni, il gioco online pro capite supera almeno il doppio della media nazionale. Il 63,3% della raccolta stimata nei Comuni con popolazione residente compresa fra i 2.000 e i 9.999 residenti deriva dal canale online (21,95 mld di euro). Come per il complesso dei comuni, i volumi d’azzardo principali si registrano per i giochi di abilità (giochi di carte, casinò online), il Betting Exchange e le scommesse, con forte espansione di quelle collegate agli eventi sportivi. In alcuni casi i numeri raggiungono livelli difficilmente spiegabili con la dimensione demografica del territorio. Si tratta di contesti territoriali con dimensione demografica comunque significativa e funzionale alla costruzione di indicatori statistici descrittivi del fenomeno. Il caso più eclatante a livello nazionale è quello di Baia Latina in provincia di Caserta dove, nel 2025, si è registrata una raccolta di gioco di quasi 150 milioni di euro di gioco online, pari a oltre 102.000 euro per ogni residente tra i 18 e i 74 anni. Il 96% di questo volume riguarda il Betting Exchange, la forma di azzardo più opaca, quella in cui sono gli stessi giocatori a tenere il banco, quella che produce scarse entrate fiscali e che da più parti viene indicata come strumento perfetto per accordi illegali e riciclaggio all’ombra dell’azzardo “legale”.
Flussi finanziari, geografia dell’azzardo, interessi mafie
Sono numeri che impongono, complessivamente, domande sull’origine e sulla provenienza dei flussi finanziari, sui soggetti che li generano e sulle ragioni per cui volumi così ingenti si concentrino in territori così piccoli. Sono dati che vanno verificati, va seguito il flusso di denaro ed intervenire di conseguenza. La geografia dell’azzardo è mutevole e difficile da spiegare: richiede controlli e trasparenza a partire dall’uso dell’azzardo legale come lavatrice di capitali sporchi o di provenienza delle attività criminali delle mafie. Tra i 113 piccoli Comuni con valori almeno doppi rispetto alla media nazionale si trovano 8 Comuni lombardi, 4 veneti, 4 piemontesi, 3 emiliano-romagnoli, 2 friulani e 1 altoatesino. Nel Mezzogiorno, la Campania presenta 23 Comuni nella fascia più critica, con una media di oltre 3.300 euro pro capite di gioco online; seguono la Basilicata e la Calabria con 15 Comuni con valori di gioco pro capite superiori ai 3.100 euro (tab. 4). La mappa dell’azzardo attraversa tutto il Paese, con punte acute nel Mezzogiorno e dimostra quanto il problema non riguardi solo le grandi città, né aree economicamente più fragili o più ricche: l’azzardo è entrato anche nei piccoli Comuni e in territori del Nord, del Centro e del Mezzogiorno. Una crescita che avanza indisturbata mentre le persone e le famiglie sono sempre più esposte, mentre le conseguenze sociali e sanitarie dell’azzardo aumentano e il Governo continua a rendere difficile leggere fino in fondo ciò che accade nei territori. Contrastare il fenomeno del gioco significa in primo luogo mettere in trasparenza i numeri dell’azzardo.
I numeri complessivi del gioco in Calabria per Provincia e nei Comuni oltre i 10.000 abitanti
In occasione della pubblicazione del IV° Libro nero sull’azzardo di Federconsumatori, Fondazione Isscon e CGIL, Federconsumatori Calabria ha presentato i numeri del gioco in Calabria dove non si arresta il trend di crescita. Variano alcune dinamiche territoriali sul 2024 ma sostanzialmente in crescita il dato della raccolta che nel 2025 ha raggiunto il valore complessivo, tra gioco fisico e da remoto, di ben 6.172.265.586,11 euro e una media regionale di raccolta di 3.994,98 euro pro capite. Il valore raggiunto nel 2025 dalla raccolta di gioco online nelle 5 province calabresi è pari a 4.452.268.997,81 euro, il 72% del totale del gioco, con una media di giocate pro capite di 3.385,47 euro (popolazione 18-74 anni) contro la media nazionale di 1.712 euro, ed euro 2.436,00 pro capite sul totale della popolazione.
- Cosenza la Provincia con il maggiore volume di raccolta con euro 2.164.517.761,09 (gioco fisico e online),
- Reggio Calabria la Provincia con la media di raccolta pro capite più alta: euro 4.323,40 (fisico e online),
- Catanzaro la Provincia con la maggiore raccolta di gioco online con 1.583.445.160,92 euro,
- Vibo Valentia la Provincia con la media pro capite più alta di gioco online con 3.517,32 euro,
- Crotone il capoluogo di Provincia con la media pro capite di gioco online più alta con 4.208,12 euro.
Nei Comuni sopra i 10.000 abitanti (tabella 2) si distinguono per la maggiore raccolta di gioco online pro capite: Melito Porto Salvo (5.918,91 euro), Rende, Cassano allo Jonio, Cirò Marina, Scalea, Crotone, Corigliano-Rossano, Reggio Calabria, Rosarno e Vibo Valentia con valori di giocate oltre i 4.000 euro pro capite.

I numeri del gioco nei piccoli Comuni della Calabria
Nella prima parte della classifica del gioco nei piccoli comuni si collocano tutte le regioni del Sud. Dati opposti a quelli del gioco fisico nella cui classifica per giocato pro capite si individuano nelle prime posizioni varie regioni del nord. (Grafico 1)
La Calabria si colloca al 3° posto nella raccolta online sia nei piccoli Comuni (2000- 9.999 abitanti) che nel totale dei Comuni italiani: 3.121,85 euro il valore del gioco pro capite online nei piccoli Comuni (dopo Campania e Basilicata), 3.353,79 euro la media pro capite in tutti i Comuni della Calabria (dopo Campania e Sicilia).

San Luca (RC) con 7.610,57 euro il comune sotto i 9.999 abitanti con la più alta giocata pro capite online, seguono Tropea, Ricadi, Diamante, San Ferdinando, Badolato, Mileto, Cetraro, Francavilla Marittima, Squillace e Benestare segnano tutti valori in crescita di gioco rispetto al 2024.
La provincia di Cosenza si distingue per il più alto volume di raccolta di gioco online nei piccoli e grandi comuni, con euro 1.583.445.160,92.
Cetraro il Comune della Calabria, sotto i 9.999 abitanti, con il più alto valore di raccolta di gioco online con 34.814.796,30 milioni di euro oltre che, di vincite (32.611.232,32 euro) e di perdite (2.203.563,98 euro) con volume di gioco in diminuzione sul 2024 dell’1,4% ma con un +21,6% sul 2023.
Seguono Tropea, Mileto, Ricadi, Tortora e Diamante e gli altri comuni.
San Ferdinando (RC), il comune con il più alto incremento di gioco sul 2024, +90,2%.
Stefanaconi (-30,6%), Gerace, Tortora e Lungro, seppure fra i comuni con alti livelli di gioco pro capite, registrano una contrazione della raccolta di gioco rispetto al 2024 segno evidente delle dinamiche annuali che muovono all’interno della regione dell’azzardo.




Mimma Iannello Presidente Federconsumatori Calabria Aps: «I dati evidenziano che il fenomeno del gioco è fuori controllo sia nei grandi che nei piccoli comuni. E’ un problema nazionale e della Calabria che nel 2025 ha bruciato nel gioco ben 6.172.265.586,11 euro tra gioco fisico e online. Circa 4,5 mld di euro nel solo gioco online. E’ una somma gigantesca, come gigantesco è il valore della raccolta online a Cetraro con circa 35 milioni di euro in un Comune di poco più di 9mila abitanti. Non meno elevati i numeri della raccolta di gioco nei comuni di Tropea, Mileto, Ricadi, Tortora, Diamante. I dati regionali dicono anche che diversi Comuni calabresi sciolti per infiltrazioni risultano fra i Comuni sotto i 9.999 abitanti con maggiore valore delle giocate pro capite. Così come interessati contesti territoriali con alta incidenza di criminalità organizzata. E’ un dato di fatto che descrive lo scenario ambientale in cui si muovono flussi di denaro che vanno approfonditi, tracciati e su cui scandagliare ogni dinamica. Non ci si può voltare dall’altra parte e ignorare i milioni di euro che filtrano nella regione e che spesso entrano nel gioco per essere ripuliti dalle attività criminali da cui provengono. Occorre mettere in trasparenza ogni indicatore del gioco; è una misura di tutela della salute pubblica, di tutela dei redditi delle famiglie coinvolte nel tunnel del gioco, oltre che, di legalità. Contrastare il fenomeno del gioco a livello nazionale, regionale e comunale, per le rispettive competenze, dev’essere una scelta precisa di valore a tutela dei cittadini e delle famiglie vittime del gioco, oltre che, delle comunità esposte al fenomeno. Lo Stato non può voltarsi dall’altra parte e proteggere così gli interessi dell’industria dell’azzardo che nel 2025 ha visto crescere gli utili del 165%. Eppure, ci misuriamo con una volontà effimera di contrastare il gioco. I numeri raccontano il fallimento del contrasto in atto al gioco d’azzardo. Così, anche in Calabria, si nutre la dipendenza dal gioco per poi riparare ai danni sociali e sanitari che comporta la dipendenza patologica. Federconsumatori sollecita ancora una volta, scelte di Governo, Regioni e Comuni, chiare e capaci di contrastare concretamente il fenomeno con una legislazione appropriata, istituendo Osservatori sul fenomeno del gioco, vietando la pubblicità, vigilando, intensificando l’azione preventiva, mettendo in trasparenza ogni dato sino a giungere ad un Bilancio sociale sugli effetti complessivi del gioco. Ancora una volta chiediamo l’affermazione di una precisa volontà di contenere il dilagare del gioco e gli interessi illegali che muovono attorno. Come sempre, manterremo alto l’impegno di analisi, denuncia del fenomeno oltre che, di prevenzione e di assistenza nei casi disperati di sovraindebitamento delle famiglie vittime del gioco».
Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link


