La “crisi da azzardo” colpisce la Calabria. Nel 2024 la nostra regione è pienamente nel blocco della prime regioni per raccolta pro capite per il gioco d’azzardo online. Con 3.121,85 euro pro capite nella fascia d’età 18/74 anni la nostra regione insegue da vicino Campania e Basilicata.
È questo quello che emerge andando a spulciare i dati emersi dallo studio “Non così piccoli”, promosso da Fondazione Isscon, Federconsumatori e Cgil, che ha rivelato come nei piccoli Comuni italiani tra i 2.000 e i 10.000 abitanti il gioco d’azzardo sia cresciuto in modo vertiginoso, trainato soprattutto dall’online. In questa speciale classifica la provincia di Reggio Calabria è inserita a pieno titolo con diversi piccoli centri che spiccano per il volume di spesa nel gioco virtuale.
San Luca al 17esimo posto
Ma da questa analisi cosa emerge? Dal report “Non così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli Comuni italiani”, viene fuori che a San Luca: piccolo comune della Locride che conta circa 3321 abitanti, si registrano dinamiche particolari legati proprio alla spesa pro capite per gioco d’azzardo.
I numeri di San Luca restituiscono con particolare evidenza quanto il fenomeno del gioco d’azzardo possa assumere dimensioni rilevanti anche nei piccoli comuni. Con 3.321 abitanti, il centro calabrese risulta, secondo i dati riportati, il primo comune della Calabria e il 17° in Italia per raccolta pro capite tra la popolazione 18-74 anni.
Nel 2025 la raccolta complessiva avrebbe raggiunto 17.154.215,86 euro, pari a 7.610,57 euro pro capite. Un valore che, rapportato alle dimensioni della comunità, rende immediatamente percepibile la portata economica del fenomeno: si tratta di una cifra superiore al reddito annuo di molte famiglie e che, sul piano statistico, equivale a diverse migliaia di euro per ogni adulto della fascia considerata.
Il dato va però letto con attenzione: la raccolta non coincide con il denaro effettivamente perso dai giocatori. Nel 2025, a fronte degli oltre 17 milioni di euro giocati, le vincite indicate ammontano a circa 10,336 milioni, mentre la differenza — la perdita netta, o spesa effettiva generata dal gioco secondo questa lettura — è di circa 818 mila euro.
La dinamica appare ancora più significativa se osservata nel tempo. La raccolta pro capite passa dai 5.372,30 euro del 2023 ai 5.667,79 euro del 2024, fino ai 7.610,57 euro del 2025. In due anni, dunque, il valore pro capite indicato cresce di oltre il 40 per cento.
Dietro queste cifre non c’è soltanto una graduatoria. Nei piccoli comuni, dove poche migliaia di abitanti costituiscono l’intera comunità, numeri di questa entità sollevano una domanda più ampia: quanto incide il gioco d’azzardo sull’economia familiare e sulla vita sociale di territori caratterizzati da una popolazione ridotta?
San Luca diventa così un caso emblematico per osservare un fenomeno che le classifiche nazionali spesso restituiscono attraverso grandi numeri, ma che nei piccoli centri assume una dimensione più ravvicinata: quella delle famiglie, delle attività commerciali e delle risorse che ogni anno vengono destinate al gioco.
Il dato di Benestare
Anche Benestare rientra nella classifica del report sul gioco d’azzardo. La media delle giocate d’azzardo online per ogni cittadino in questa fascia d’età a Benestare ha raggiunto, nel 2025, la cifra di 4.875,99 euro, in crescita rispetto al 2024 (3.337,59 euro) e al 2023 (2.229,66 euro).
Questo dato colloca il comune di Benestare al 108esimo posto nella speciale classifica di raccolta online pro capite in tutta la regione Calabria per i comuni compresi tra i 2.000 e i 9.999 residenti.
Si tratta di un valore nettamente superiore sia alla media regionale calabrese (pari a 3.385,47 euro per la stessa fascia d’età) sia alla media nazionale italiana (fissata a 2.365,81 euro).
Nel piccolo centro del reggino, secondo i dati del rapporto di Fondazione Isscon, Federconsumatori e Cgil, fra il 2024 e il 2025 la raccolta è salita del 44.9%, con un incremento di 2.537.803,13 euro, fermandosi a 8.191.637 euro. Spulciando ancora i dati, poi, emerge che le vincite rispetto alla raccolta si attestano al 94,3% (7.727.004,38 euro), mentre le perdite raggiungono la cifra di 464.668,62 euro (pari al 5,7%).
Anche a Gerace il gioco d’azzardo attrae
Anche Gerace, piccolo centro della Calabria, entra nella classifica dei comuni italiani dove il gioco d’azzardo raggiunge livelli particolarmente elevati in rapporto alla popolazione. Con 2.308 abitanti, il comune si colloca, secondo i dati riportati, all’80° posto nella graduatoria nazionale per gioco pro capite tra la popolazione di riferimento.
Nel 2025 a Gerace sono stati giocati complessivamente 5.193,66 euro pro capite. Un valore che, rapportato alle dimensioni della comunità, restituisce la rilevanza economica assunta dal gioco d’azzardo anche nei centri di poche migliaia di abitanti.
Il dato assume ulteriore interesse se confrontato con gli anni precedenti. Nel 2024 la cifra delle giocate pro capite aveva raggiunto 6.975,93 euro, mentre nel 2023 si attestava a 2.633,39 euro. Si tratta quindi di una dinamica caratterizzata da oscillazioni molto significative, con il valore del 2024 che risulta particolarmente elevato rispetto sia al 2023 sia al 2025.
Per comprendere meglio cosa rappresentino queste cifre, è necessario distinguere tra raccolta e perdita. Nel 2024, i dati indicano una raccolta complessiva di 8.611.084,78 euro, a fronte di 8.202.531,51 euro di vincite. La differenza, pari a 408.553,27 euro, rappresenta la perdita netta indicata dai dati. In termini percentuali, circa il 95,3% della raccolta sarebbe tornato sotto forma di vincite, mentre il 4,7% sarebbe rimasto come perdita.
Sono numeri che, in un comune di poco più di duemila abitanti, assumono un peso particolare. Non significa naturalmente che ogni residente abbia giocato quelle somme: il dato pro capite è una media statistica e va interpretato considerando esclusivamente la popolazione e il perimetro utilizzati nella fonte dei dati. Ma proprio questa sproporzione tra la dimensione del paese e il volume complessivo del gioco permette di interrogarsi sul ruolo che l’azzardo può assumere nei piccoli centri.
Gerace, insieme agli altri comuni calabresi presenti nelle posizioni più alte della graduatoria, mostra così un altro volto del fenomeno: quello di territori piccoli nei quali milioni di euro possono transitare annualmente attraverso il circuito del gioco, rendendo l’azzardo non soltanto una questione individuale, ma anche un tema economico e sociale che riguarda l’intera comunità.
Il boom di San Ferdinando
Tra i piccoli comuni calabresi presenti ai vertici della classifica sul gioco d’azzardo, San Ferdinando rappresenta uno dei casi più significativi. Il comune, che conta 4.469 abitanti, di cui circa 3.200 nella fascia d’età 18-74 anni, si colloca al 71° posto nella graduatoria nazionale per il rapporto tra gioco d’azzardo e popolazione.
A colpire è soprattutto la crescita registrata negli ultimi anni. Nel 2025 la raccolta ha raggiunto 17.958.929,87 euro, con una spesa pro capite indicata in 5.463,93 euro. Nel 2024 il dato pro capite era di 3.002,75 euro, mentre nel 2023 si fermava a 2.067,35 euro.
Il salto è particolarmente evidente guardando alla raccolta complessiva. Nel 2023 erano stati raccolti 6.476.291,98 euro; nel 2025 si arriva a 17.958.929,87 euro. L’incremento è quindi di 11.482.637,89 euro, pari a circa il 177,3% in due anni.
Ancora più significativo è il confronto tra il 2024 e il 2025: la raccolta passa da circa 9,44 milioni di euro a quasi 17,96 milioni, con una crescita di circa 8,52 milioni di euro, pari a circa il 90,2%. In appena un anno, dunque, il volume complessivo del gioco quasi raddoppia.
Anche qui, però, è fondamentale distinguere tra raccolta, vincite e perdita. Nel 2025, a fronte dei quasi 18 milioni di euro raccolti, i dati riportano 17.165.372,06 euro di vincite e una perdita di 793.557,81 euro. In termini percentuali, il 95,6% della raccolta sarebbe tornato ai giocatori sotto forma di vincite, mentre il 4,4% rappresenterebbe la perdita netta.
Il dato pro capite va naturalmente interpretato come una media statistica e non significa che ogni abitante abbia effettivamente giocato quella cifra. È inoltre riferito alla popolazione utilizzata nella graduatoria, in questo caso la fascia 18-74 anni, e non all’intera popolazione residente.
Resta però un elemento difficile da ignorare: in una comunità di poco più di quattromila abitanti, il circuito del gioco d’azzardo ha movimentato nel 2025 quasi 18 milioni di euro. San Ferdinando diventa così un caso emblematico per raccontare come, nei piccoli comuni, il fenomeno possa raggiungere dimensioni economiche enormi rispetto alla scala del territorio.
Il dato più significativo, più ancora del valore assoluto, è la velocità della crescita: in soli due anni la raccolta è aumentata di oltre 11,4 milioni di euro. È questo il numero che restituisce meglio la portata del boom registrato a San Ferdinando.
Il rapporto
“Non così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli Comuni italiani” è un report giunto alla sua terza edizione nel settembre 2026. Promosso da Fondazione Isscon (Istituto studi sul consumo), Federconsumatori e Cgil, l’indagine fotografa in modo sistematico l’esplosione del gioco d’azzardo nei piccoli paesi della penisola.
L’indagine ha analizzato la situazione in 3.146 piccoli Comuni italiani (quelli tra i 2.000 e i 10.000 abitanti), coprendo circa il 40% dei Comuni totali in Italia e quasi un quarto dell’intera popolazione nazionale.
I dati più significativi emersi dal report evidenziano una crescita allarmante: In Italia il gioco d’azzardo è aumentato del 72% in dieci anni. Continuando con questa traiettoria, si stima che tra il 2028 e il 2029 si supererà la soglia dei 200 miliardi di euro giocati all’anno. A livello nazionale, nel 2025 la raccolta complessiva tra gioco fisico e remoto ha toccato i 165,34 miliardi di euro, pari al 7,3% del PIL italiano. Nei piccoli Comuni analizzati, nel 2025 si registrano 34,7 miliardi di euro giocati e 4,6 miliardi di euro di perdite nette per i residenti. L’azzardo digitale raggiunge il 63,3% della raccolta nei piccoli centri, superando la media nazionale e quasi raddoppiando rispetto al 2019.
Nel 2025, poi, la spesa online pro capite (nella fascia 18-74 anni) nei piccoli Comuni ha raggiunto una media di 2.066 euro, con i valori più elevati concentrati nel Mezzogiorno. Sei regioni, infine, superano i 3.000 euro pro capite annui: Campania; Basilicata; Calabria (con criticità legate anche a rischi di riciclaggio); Sicilia; Puglia e Molise.
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