le proposte in manovra finanziaria per non ridurli o cancellarli come avverrebbe senza interventi


Il countdown verso il 2027 è iniziato e per il mondo dei bonus edilizi si prospetta un anno di svolta. Senza un intervento correttivo nella prossima legge di Bilancio, dal 1° gennaio 2027 diverse agevolazioni fiscali legate alla casa subiranno un drastico ridimensionamento, mentre altre spariranno del tutto. È il caso del bonus mobili, del Superbonus ordinario, del Bonus Barriere Architettoniche al 75% e del Bonus Caldaie a gas, ormai definitivamente escluso dal perimetro degli incentivi. Nel frattempo, però, il Governo starebbe valutando una contromossa per non lasciare a secco il comparto dell’efficientamento energetico: un nuovo Ecobonus rafforzato al 65%. Vediamo nel dettaglio cosa rischia di cambiare e quali sono le proposte sul tavolo.

Cosa cambia dal 2027 senza una proroga in manovra

Il quadro normativo attuale, disegnato con la manovra 2025 e confermato dalla legge di Bilancio 2026, ha già fissato un percorso di decalage delle aliquote di detrazione. Il 2026 rappresenta l’ultimo anno “pieno” per molte agevolazioni, che restano ferme alle condizioni più favorevoli. Dal 2027, in assenza di nuove misure, scatterebbe invece una riduzione automatica che coinvolgerebbe Bonus Ristrutturazione, Ecobonus e, in parte, anche il Sismabonus.

In pratica, senza alcun intervento del legislatore, la maggior parte dei bonus casa non sarebbe più prorogata oltre il 31 dicembre 2026. Le uniche eccezioni riguardano il Sismabonus ordinario e il Sismabonus acquisti, che restano validi fino al 2027, seppur con percentuali di detrazione più basse rispetto agli anni precedenti.

I bonus che dal 2027 rischiano di sparire del tutto

Tra i bonus edilizi attualmente non prorogate oltre il 2026 ci sono quattro agevolazioni molto utilizzate dalle famiglie italiane:

  • Bonus mobili: la detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici, legata a lavori di ristrutturazione, non è al momento confermata per il 2027. Se la manovra non interverrà, la misura cesserà di esistere.
  • Superbonus ordinario: dopo anni di progressive strette sulle aliquote, la misura arriva al capolinea. Il Superbonus, che aveva rappresentato il più generoso degli incentivi edilizi, non risulta tra i bonus prorogati per il prossimo anno, salvo casi specifici e residuali legati a interventi già avviati.
  • Bonus Barriere Architettoniche al 75%: l’agevolazione pensata per l’abbattimento delle barriere architettoniche, che negli ultimi anni ha garantito una delle aliquote più alte in assoluto, non è stata rinnovata per il 2027 nella sua formula attuale.
  • Bonus Caldaie a gas: qui la situazione è ormai definitiva. Dal 1° gennaio 2025 non sono più ammessi incentivi per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili. Una scelta allineata alla Direttiva europea EPBD IV sulle prestazioni energetiche degli edifici, che esclude stabilmente le caldaie a gas da qualunque forma di detrazione fiscale, indipendentemente da come evolverà la manovra 2027.

Le aliquote che si riducono: dal 50% al 36% e al 30%

Per le agevolazioni che restano in vigore, come bonus ristrutturazioni ed Ecobonus, il vero nodo riguarda la progressiva riduzione delle percentuali di detrazione. Nel biennio 2025/2026 le aliquote sono fissate al 50% per gli interventi sull’abitazione principale e al 36% per le seconde case e gli altri immobili.

Dal 2027, in assenza di una proroga, scatterebbe invece il taglio previsto dal decalage originario: la detrazione scenderebbe al 36% per la prima casa e al 30% per gli altri immobili. Una riduzione di 14 punti percentuali sulla prima casa e di 6 punti sulle altre unità immobiliari, che si traduce in un risparmio fiscale molto più contenuto per chi rimanda i lavori.

Per fare un esempio concreto, su una spesa di 50.000 euro per interventi sull’abitazione principale, la differenza tra le aliquote 2026 e quelle 2027 varrebbe circa 7.000 euro in meno di detrazione per chi decide di posticipare i lavori all’anno prossimo. Un dato che, per molti tecnici e imprese del settore, rende conveniente chiudere i pagamenti entro il 31 dicembre 2026, dal momento che vale il criterio di cassa: le spese sostenute entro fine anno mantengono le aliquote più favorevoli anche se i lavori proseguono nel 2027.

Va inoltre ricordato che, per i redditi più alti, resta in vigore il plafond di spesa detraibile: per chi ha un reddito complessivo tra 75.000 e 100.000 euro il tetto base è di 14.000 euro, mentre oltre i 100.000 euro il limite scende a 8.000 euro, importi che vengono comunque moltiplicati per un coefficiente legato al numero di figli a carico.

Caldaie: cosa resta incentivabile nel 2027

Se le caldaie a gas sono ormai fuori da qualsiasi bonus, non tutto il comparto degli impianti termici è penalizzato. Restano infatti pienamente incentivabili alcune tecnologie considerate coerenti con gli obiettivi europei di transizione energetica:

  • I sistemi ibridi, cioè l’abbinamento tra una pompa di calore e una caldaia a condensazione gestite da un’unica centralina, che permettono di ottimizzare i consumi a seconda delle condizioni climatiche.
  • Le pompe di calore, nelle diverse configurazioni aria-aria, aria-acqua e geotermiche, considerate la tecnologia di riferimento per la decarbonizzazione degli impianti domestici.
  • Le caldaie a biomassa o a pellet certificate 5 stelle, che restano ammesse agli incentivi in virtù delle loro migliori prestazioni ambientali rispetto ai sistemi a combustibili fossili.

Chi sta valutando la sostituzione dell’impianto di riscaldamento, quindi, può ancora contare su un ventaglio di soluzioni agevolate, a patto di orientarsi verso tecnologie a basse emissioni.

Sismabonus: proroga fino al 2027, ma con aliquote in calo

Diversamente da bonus mobili, Superbonus ordinario e Bonus Barriere Architettoniche, il Sismabonus gode di un trattamento leggermente più favorevole. La misura dedicata agli interventi di messa in sicurezza antisismica degli edifici, incluso il Sismabonus acquisti, è stata infatti prorogata fino al 31 dicembre 2027, un anno in più rispetto alla maggior parte degli altri bonus casa.

Questo non significa, però, che le condizioni resteranno invariate. Anche per il Sismabonus si applica lo stesso meccanismo di decrescita delle aliquote: nel 2027 le percentuali di detrazione si allineeranno a quelle previste per bonus ristrutturazione ed Ecobonus, quindi al 36% per la prima casa e al 30% per gli altri immobili, salvo eventuali correzioni della manovra. Una proroga temporale più lunga, dunque, ma non un mantenimento delle percentuali più generose degli anni scorsi.

La proposta del Governo: un nuovo Ecobonus al 65%

Di fronte a questo scenario di tagli diffusi, l’Esecutivo starebbe valutando una contromisura mirata. Secondo le ultime indiscrezioni, il Governo starebbe studiando il ritorno di un incentivo fiscale rafforzato dedicato specificamente agli interventi che migliorano le prestazioni energetiche delle abitazioni: una sorta di nuovo Ecobonus con detrazione fino al 65% dal 2027.

Nel possibile schema allo studio rientrerebbero diverse tipologie di lavori legati al risparmio energetico: la sostituzione degli infissi, l’installazione di pompe di calore e condizionatori, i sistemi ibridi che combinano caldaia e pompa di calore, il solare termico, le schermature solari e la realizzazione di cappotti termici per l’isolamento degli edifici.

L’ipotesi rientrerebbe nell’ambito della flessibilità di bilancio europea da 14 miliardi di euro legata alla transizione energetica, una misura che consentirebbe all’Italia di destinare parte delle risorse comunitarie al potenziamento degli incentivi per l’efficientamento delle abitazioni, senza gravare eccessivamente sui conti pubblici.

Secondo quanto riportato dalla stampa economica, la scelta di puntare su questi interventi non sarebbe casuale. I dati Enea relativi al 2025 mostrano infatti che la sostituzione degli infissi ha già assorbito la quota maggiore degli investimenti in efficientamento energetico, seguita da cappotti termici, pompe di calore, sistemi ibridi e schermature solari, per un totale complessivo di circa 3,6 miliardi di euro. Numeri che avrebbero convinto il Governo a puntare su questo comparto per un intervento mirato, differenziando le aliquote a seconda della tipologia di lavoro rispetto al trattamento orizzontale attualmente in vigore per tutti i bonus casa.

E quali altri interventi potrebbero esserci

Al momento non vengono citati altri particolari interventi relativi ai bonus edilizi, compreso l’importante bonus mobili, per cui, come già accennato, senza correttivi l’agevolazione scadrebbe il 31 dicembre 2026. Tuttavia è uno dei dossier più discussi in vista della manovra: una proroga con aliquota ridotta rispetto all’attuale è considerata un’ipotesi plausibile, anche perché negli ultimi anni il bonus mobili ha sempre seguito a ruota le sorti del bonus ristrutturazioni a cui è collegato.

Proprio relativamente a quest’ultimo, c’è chi asseconda la riduzione dell’aliquota di detrazione sulla seconda casa (che passerebbe dal 36% al 30%) ma vorrebbe lasciare sulle prime casa l’aliquota al 50% senza alcun taglio al 36%, perchè significherebbe continuare a spingere verso lavori di ristrutturazione di casa che, in vista anche delle nuove norme green Ue, risultano importanti.

Non risultano,poii, altre proposte specifiche. C’è da considerare che la Legge di Bilancio 2027 è ancora in fase di scrittura, quindi il quadro potrebbe arricchirsi di nuovi dettagli nelle prossime settimane: se vuoi, posso ricontrollare più avanti quando il testo della manovra sarà più definito.

Cosa conviene fare in attesa della manovra

Al momento, va sottolineato che si tratta ancora di ipotesi allo studio, prive di un testo normativo definitivo. La proposta di un Ecobonus al 65%, così come per altri interventi, dovrà infatti superare l’iter parlamentare e trovare copertura nella legge di Bilancio, un percorso che potrebbe portare a modifiche rispetto alle prime indiscrezioni.

Per chi sta programmando interventi di ristrutturazione, sostituzione di infissi o dell’impianto di riscaldamento, la strategia più prudente resta quella di monitorare l’evoluzione della manovra finanziaria senza basare scelte immediate su un’agevolazione ancora priva di conferma ufficiale. Allo stesso tempo, per chi ha lavori già programmati, anticipare i pagamenti entro fine 2026 permette di mettersi al riparo dal taglio delle aliquote previsto per il 2027, sfruttando ancora le percentuali più vantaggiose oggi in vigore.

Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell’ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche …


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