Investimenti sostenibili MPMI, 447,6 milioni al Sud


18/09/2026 – Dal 6 ottobre prossimo le micro, piccole e medie imprese del Sud potranno presentare domanda per accedere ai 447,6 milioni di euro stanziati dal bando Investimenti sostenibili 4.0 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che finanzia programmi di trasformazione tecnologica, digitale e ambientale realizzati nelle regioni del Mezzogiorno.
 
Le agevolazioni coprono fino al 75% delle spese ammissibili, attraverso un contributo in conto impianti del 35% e un finanziamento agevolato del 40%.
 
La compilazione delle domande è già disponibile dal 10 settembre 2026, mentre l’invio sarà possibile dalle ore 10 del 6 ottobre, attraverso la piattaforma di Invitalia.
 

Chi può ottenere gli incentivi Investimenti sostenibili 4.0

Il bando si rivolge alle micro, piccole e medie imprese che realizzano l’investimento in un’unità produttiva situata in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia o Sardegna. Il 25% della dotazione finanziaria è riservato ai programmi proposti dalle micro e piccole imprese.
 
Possono accedere le imprese manifatturiere e quelle che svolgono i servizi indicati nell’Allegato 4 al DM 18 marzo 2026. Tra questi rientra l’intera divisione ATECO 71, relativa alle attività di architettura e ingegneria, ai collaudi e alle analisi tecniche.
 
Al momento della domanda, l’impresa deve essere regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle imprese, operare in contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati. Per le imprese individuali e le società di persone sono richieste almeno due dichiarazioni dei redditi.
 
L’impresa deve inoltre essere in regola con la normativa edilizia e urbanistica, ambientale, lavoristica e contributiva e, quando tenuta, con l’obbligo di assicurazione contro calamità naturali ed eventi catastrofali.
 

Quali investimenti sono finanziati

I programmi devono prevedere investimenti innovativi e sostenibili caratterizzati da un elevato contenuto tecnologico. Le spese riconducibili alle tecnologie abilitanti del Piano Transizione 4.0 devono essere prevalenti rispetto al totale dei costi ammissibili.
 
Tra le tecnologie previste figurano:

  • sistemi avanzati di produzione e robotica;
  • manifattura additiva;
  • realtà aumentata;
  • simulazione e digital twin;
  • integrazione orizzontale e verticale dei processi;
  • Internet of Things e Industrial Internet;
  • cloud;
  • cybersecurity;
  • big data e analytics;
  • intelligenza artificiale;
  • blockchain.

 
Gli investimenti devono riguardare la realizzazione di una nuova unità produttiva, l’ampliamento della capacità di un’unità esistente, la diversificazione della produzione verso prodotti mai fabbricati in precedenza oppure un cambiamento fondamentale del processo produttivo.
 
Le spese ammissibili devono essere comprese tra 750mila e 5 milioni di euro e non possono superare il 70% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato e depositato o, per imprese individuali e società di persone, dall’ultima dichiarazione dei redditi.
 

Opere murarie ammesse fino al 40%

Il bando ammette le spese per:

  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • opere murarie, entro il 40% dei costi ammissibili;
  • programmi informatici e licenze collegati ai beni materiali;
  • acquisizione di certificazioni ambientali;
  • specifici servizi avanzati di consulenza.

 
Le opere murarie devono essere strettamente funzionali al programma di investimento. Non sono quindi agevolabili interventi destinati esclusivamente alla funzionalità generale dell’edificio. Alla domanda deve essere allegato un computo metrico estimativo, redatto e firmato da un tecnico abilitato, con timbro ed estremi di iscrizione all’Albo. Il documento deve indicare la sede dell’unità produttiva, le lavorazioni previste, le quantità e la relativa valorizzazione economica.
 
Sono escluse le spese per l’acquisto o la locazione di terreni e fabbricati, per macchinari e attrezzature usati, per la formazione del personale e, salvo le eccezioni espressamente previste, per consulenze e prestazioni professionali.
 

Efficienza energetica degli edifici e impianti fotovoltaici

I programmi con un particolare contenuto di sostenibilità ambientale possono ottenere un punteggio aggiuntivo. Sono valorizzati gli interventi per l’economia circolare, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici e il miglioramento dell’efficienza energetica.
 
Tra le misure finanziabili rientrano:

  • sistemi di monitoraggio dei consumi;
  • impianti, sistemi e componenti ad alta efficienza;
  • recupero di energia termica o elettrica dai cicli produttivi;
  • impianti a fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo;
  • interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici nei quali viene esercitata l’attività economica.

 
I programmi devono conseguire un risparmio di energia primaria di almeno il 5% rispetto ai consumi dell’anno precedente. Per le nuove unità produttive, il risparmio è calcolato rispetto a uno scenario controfattuale costituito da un investimento meno efficiente, ma conforme alla normativa applicabile.
 
Gli interventi realizzati per adeguarsi a obblighi normativi o prescrizioni amministrative sono ammessi soltanto se producono un risparmio energetico aggiuntivo almeno del 20% rispetto ai valori minimi prescritti.
 
Gli impianti fotovoltaici sono finanziabili se destinati all’autoconsumo e inseriti in un programma più ampio, comprendente ulteriori misure di efficientamento energetico. Anche i soli sistemi di monitoraggio dei consumi devono essere accompagnati da altri interventi.
 

Per ottenere il punteggio relativo all’efficienza energetica, l’impresa deve allegare una perizia giurata redatta da un tecnico abilitato.
 
Le spese per la diagnosi energetica sono ammissibili, per i programmi dedicati all’efficienza energetica, entro il 3% delle spese complessive. La diagnosi non deve però costituire un adempimento già obbligatorio per l’impresa.
 
Per le imprese energivore, la diagnosi energetica o un sistema di gestione equivalente in corso di validità costituisce un requisito di accesso. L’intervento proposto deve essere diverso da quello realizzato per adempiere agli obblighi previsti dal Dlgs 102/2014.
 

Contributo e finanziamento agevolato fino al 75%

Le agevolazioni possono coprire una quota nominale massima pari al 75% delle spese ammissibili, così suddivisa:

  • 35% come contributo in conto impianti;
  • 40% come finanziamento agevolato senza interessi.

 
Il finanziamento deve essere restituito in un periodo massimo di sette anni, con rate semestrali in scadenza il 31 maggio e il 30 novembre. La restituzione parte dopo l’erogazione dell’ultima quota a saldo.
L’impresa deve coprire almeno il 25% delle spese ammissibili con risorse proprie o con finanziamenti esterni privi di sostegno pubblico.
 
Le agevolazioni non sono cumulabili, sulle stesse spese, con altri aiuti pubblici, salvo i benefici fiscali e le garanzie, nel rispetto delle intensità massime previste dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato.
 

Avvio e conclusione degli investimenti

Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda. Per data di avvio si considera l’inizio dei lavori di costruzione oppure il primo impegno giuridicamente vincolante per l’acquisto di attrezzature o per un’altra operazione che renda irreversibile l’investimento.
 
L’acquisto del terreno, la richiesta di permessi e gli studi di fattibilità sono considerati attività preparatorie e non determinano l’avvio del programma.
 
I lavori devono concludersi entro 18 mesi dalla notifica del provvedimento di concessione. Il Ministero può autorizzare, su richiesta motivata, una proroga massima di sei mesi.
 

Domande dal 6 ottobre 2026

Le domande devono essere presentate esclusivamente online attraverso la sezione dedicata a Investimenti sostenibili 4.0 sul sito di Invitalia.
 
La procedura prevede due fasi:

  • compilazione e caricamento della documentazione, disponibili dal 10 settembre 2026;
  • invio della domanda dalle ore 10 del 6 ottobre 2026, nei giorni lavorativi dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 17.

 
Non è prevista una scadenza prestabilita: lo sportello resterà aperto fino al provvedimento di chiusura disposto in relazione alle risorse disponibili. Le istanze accedono all’istruttoria secondo l’ordine cronologico giornaliero.
 
Se le risorse residue non dovessero bastare a coprirle tutte, Invitalia formerà una graduatoria basata sulle caratteristiche dell’impresa e sulla sostenibilità ambientale del programma; a parità di punteggio prevarrà l’investimento con il costo minore.
 




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